Una serata di eccellenza musicale in compagnia di Mark Knopfler (2010)

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Luogo: Amfiteater Camerini / Piazzola sul Brenta / Italia
Data del concerto: 08.07.2010
Numero di spettatori: 12000
Prezzo del biglietto: 65 €

Venerdì scorso la spedizione RockLine, di ottimo umore come al solito, ha rimesso la prua verso l’Italia. La location ormai la conoscevamo: il cortile centrale dell’Amfiteater Camerini, incastonato nel cuore tranquillo della cittadina di Piazzola sul Brenta, che quest’anno non risparmia certo sui grandi eventi live. Stavolta il motivo della “gitarella” bis era l’esibizione di Mark Knopfler: il capobanda dei Dire Straits, mai morti ufficialmente, è sceso fin giù nella Pianura Padana. L’abbiamo beccato vivo e vegeto proprio dietro le mura dell’Amfiteater Camerini. 

La tappa padovana di Knopfler, a differenza del nostro ultimo incontro con lui (reportage RockLine qui), è filata via con un tono un filo più pacato. L’umore di Mark era ottimo e l’ha coronato con un contatto genuino col pubblico, a cui a inizio serata non ha mancato di dedicare qualche rapida battuta sul suo spontaneo incanto, che gli viene puntuale a ogni visita in Italia. Chi può dargli torto: l’anfiteatro Camerini è una location splendida, praticamente cucita addosso all’espressione musicale raffinata del chitarrista. Knopfler ha passato gran parte della serata seduto su uno sgabello girevole (ha aggiunto scherzando che da seduto ci vede molto meglio). È noto che da tempo lo tormentano problemi alla schiena, perciò ha dovuto ridurre al minimo i movimenti sul palco. Nei frequenti cambi di chitarra (Mark scambia una sua amica a sei corde con l’altra praticamente dopo ogni pezzo) lo aiuta il servizievole staff di palco.

Il suono sul palco dell’ex “mainman” dei Dire Straits oggi è tutto fuorché il monologo di un maestro della musica: prima di tutto è lavoro di squadra, otto elementi con ruoli ben definiti. Sull’ultimo album Get Lucky (recensione RockLine qui) Mark Knopfler ha lasciato il country degli anni passati per un’esplorazione rilassata del fascino del folk delle isole, e più che mai si affida al contributo musicale della band. A dare forma ai motivi folk e a impastarli in una veste sonora riconoscibile ci pensa un variopinto gruppo di strumenti orchestrati con coerenza, dal violino al contrabbasso, dal flauto fino al suono simpaticamente casalingo della fisarmonica. Appoggiandosi alla ricca tavolozza sonora della band, il chitarrista ha provocato di continuo dialoghi, lasciando per esempio un sacco di spazio alla sezione dei fiati, con cui si è lanciato volentieri in chiacchierate rilassate e dilatate. Nei momenti clou di tutti questi giochi Knopfler sviluppava il suo inconfondibile minimalismo, che ogni volta sembra un pozzo inesauribile di magia musicale e sentimenti intimi. Davanti al fascino del suo modo di suonare eravamo pronti a perdonargli persino la ruvidezza, a tratti parecchio fastidiosa, della sua voce, che negli anni si è infilata sfacciatamente tra spessi strati di malinconia e tristezza.

Mark Knopfler ha presentato a una folla di migliaia di persone i picchi del suo percorso solista, senza far mancare qualche scorcio dell’album attuale e, naturalmente, anche una puntatina un filo prevedibile nell’eredità dei Dire Straits. Fermiamoci un attimo proprio su questi ultimi. Mark ha pescato, com’era prevedibile, “Telegraph Road”, “Brothers In Arms”, “So Far Away” e ovviamente “Sultans Of Swing”, che tra quelle citate è suonata di gran lunga la più trattenuta. Il resto si è ridotto a un rispolverare di routine i ricordi nostalgici. A entusiasmare è stata soprattutto l’interpretazione del materiale del periodo post Dire Straits. Tra i soliti “What It Is”, “Hill Farmer’s Blues” e “Sailing to Philadelphia” Mark ha sparso a piene mani la sua proverbiale brillantezza chitarristica, che si tuffava testarda nei colori della sentimentalità.

I picchi dei concerti di Mark Knopfler da tempo non vanno più cercati nel riscaldare vecchie minestre, per quanta polvere di entusiasmo ed emozione sollevino, ma negli approcci autoriali freschi, che oggi spremono dal musicista sul palco molta più energia vitale genuina. La serata con la leggenda dietro le mura della location ormai di casa, Piazzola sul Brenta, ne ha dato proprio la conferma. I concerti di Mark Knopfler restano senza dubbio una garanzia di grande esperienza musicale, che ogni buongustaio di musica dovrebbe regalarsi almeno una volta l’anno.

Foto: Mojca Perdih

Scaletta

1. Border Reiver 2. What It Is 3. Sailing to Philadelphia 4. Coyote 5. Prairie Wedding 6. Hill Farmer’s Blues 7. Romeo & Juliet 8. Sultans of Swing 9. Done With Bonaparte 10. Marbletown 11. Monteleone 12. Speedway at Nazareth 13. Telegraph Road —bis— 14. Brothers in Arms 15. So Far Away 16. Piper to the End

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