Gangster brutali, bardi assassini, anticristi e antipolitici. Cosa vuoi di più? (2010)
Luogo: Menza pri koritu / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 24.11.2010
Numero di spettatori: 300
Prezzo del biglietto: 20€ (con prenotazione) / 23€ (la sera del concerto)
Una fredda serata di mercoledì e una marea di teste metal, per la maggior parte già un po’ sbronze, erano la vera attrazione per i “Metelkovci” di passaggio. E l’attrazione per i metallari ubriachi? Il Campaign For Musical Destruction Tour 2010, ovvio. Il pacchetto era composto dai pionieri del grind Napalm Death, dai tecnici brutali Immolation, dai metallari assassini Macabre e dai gangster del New Jersey Waking The Cadaver, grandi promesse della scena death metal. Motivo più che sufficiente per un sold out, no?
Per vedere i giovani rampanti Waking The Cadaver ci siamo avviati piano piano verso la sala e abbiamo preso posizione. Nel locale non c’era molta gente, perché la band è ancora piuttosto sconosciuta. Tutti pensavano che fosse l’ennesima mossa fallita di un deathcore stra-masticato. Si sbagliavano. Quando sul palco è salito il cantante Don Campan e ha afferrato il microfono, abbiamo capito che con il core non c’entrava proprio niente. La musica era sì fatta di tanti breakdown alla Suicide Silence, ma a noi non è dispiaciuto. Una curiosità da non lasciarsi sfuggire: ogni volta che Don voleva sentire la voce del pubblico nominando le altre band, si alzava solo un pugno di mani e in giro si sentiva il ringhio ubriaco, noto a tutti, del brutal Sandi. Per ottenere l’effetto giusto, Don ha ripetuto il giochino più di una volta, pur di scuotere il pubblico dal suo torpore. Al primo tentativo li ha bollati come il peggior pubblico dell’intero tour, ma ha cambiato idea presto, al quarto o quinto tentativo, quando una folla più grossa ha urlato e alzato le sue “corna del diavolo”. Nonostante il ritardo e il tempo limitato, i WTC hanno allungato un pochino lo show, iniettandoci un’ulteriore dose di adrenalina per le band successive. Alla fine si sono inchinati, hanno ringraziato tutti e hanno fatto i complimenti al pubblico per essersela cavata bene.
Dopo un’interminabile messa a punto dell’attrezzatura e preparazione del palco per i Macabre, è finalmente arrivato il momento e si è accesa la musica d’apertura, che ci ha fatto prendere un bello spavento. Sulle note inquietanti il cantante e chitarrista Lance Lencioni ha iniziato a parlare e poi a urlare: ”Zodiac”, da qualche anno sempre il primo pezzo e allo stesso tempo l’intro del concerto. Ma quando i Macabre hanno iniziato a “bruciare” il palco, hanno iniziato a “bruciare” anche gli spettatori, il cui numero è schizzato da 20 a 150. Lance urlava, il pubblico cantava. Lance cantava, il pubblico urlava. Tra pubblico e Macabre si è creato un ottimo ponte di collaborazione. Una curiosità: nonostante la musica complicatissima, i Macabre sono solo in tre. Ancora più interessante è il microfono ad archetto che usa Lance. Dice che gli lascia più libertà di movimento e gli rende più facile suonare la chitarra. Siccome il suono in sala era pasticciato e poco chiaro, il pubblico dava la colpa proprio al microfono di Lance, convinto che risucchiasse tutti i rumori intorno. Si sbagliavano. Fino a quel momento tutto aveva funzionato come doveva. La colpa si può dare solo all’acustica della sala, all’impianto e ai fonici. Ma i ragazzi ce l’hanno messa tutta e ci hanno suonato un mazzetto di hit da tour. Come ha detto Lance: ”Per il tour abbiamo preparato 30 pezzi, ma ogni sera ne scegliamo 9 diversi”. Purtroppo anche quei 9 sono volati via troppo in fretta ed è arrivato il momento dei saluti. Come buona notizia, hanno annunciato che forse ad aprile 2011 tornano, con il supporto dei loro colleghi General Surgery.
A concerto finito, un’occhiata al merch e poi fuori a prendere una boccata d’aria fresca. Usciti dalla sala, abbiamo notato anche il bassista del trio Macabre e abbiamo fatto due chiacchiere con lui. Ma tra una chiacchiera e l’altra il tempo è volato e bisognava rientrare, perché si sentiva già una nuova band.
Siamo entrati con un minuto di ritardo e sul palco già scaricavano la loro rabbia i newyorchesi Immolation. Stavolta la sala era piena in lungo e in largo. Si impazziva, l’alcol spruzzava dappertutto e anche la puzza di sudore dei metallari in pelle ti entrava su per il naso. Ma si poteva ignorare tutto davanti al suono tecnico, anzi alla mitragliata degli Immolation. Il simpaticone Ross Dolan sul palco si trasforma in un vero mostro quando imbraccia il basso e si avvicina al microfono. Anche gli altri musicisti non restano molto indietro. Ognuno usa il proprio strumento come se ci fosse nato. Evidentemente orecchio e talento sono ereditari. Brutalità, growl, urla, braccia al vento e headbanging metallaro hanno accompagnato il concerto per un’ora, tanto quanto è durato. Alla fine Ross ha solo aggiunto che per lui è sempre un piacere e un onore suonare davanti al pubblico sloveno. Ora il pubblico deve solo impegnarsi un po’ e bere un po’ meno prima e durante il concerto.
Poi è toccato ai padri del grind, i Napalm Death. Stavolta c’era un po’ meno gente che agli Immolation. Ma tutto sommato meglio così. Almeno si riusciva a respirare. Insomma… i ragazzi sono saliti sul palco e, senza pensarci due volte, hanno iniziato a grindare. Come è noto, il cantante dei Napalm, Mark ”Barney” Greenway, ha energia da vendere e sul palco non sta fermo nemmeno per un secondo. Su quel palco gli ha dato parecchio filo da torcere una colonna, tutto fuorché comoda. Ha avvolto più volte il cavo del microfono intorno ad essa e, quando voleva scattare da qualche parte, la lunghezza ridotta del cavo glielo impediva. Ma non è stato un ostacolo. Però a chi guardava ha strappato qualche bella risata. Quello che ci perforava le orecchie e ci rendeva sordi era lo scream ad altissima frequenza del chitarrista Mitch Harris. Quello che quest’uomo riesce a fare con la voce è a malapena credibile. Pochi riescono a tirare fuori una voce così acuta senza che suoni heavy metal o glam. Il momento clou della serata è stato l’annuncio del pezzo che, per la cronaca, è una cover degli hardcore punk Dead Kennedys. Barney ha urlato: ”Nazi Punks…!” e il pubblico ha completato: ”…Fuck Off!”. Oltre a quel pezzo hanno suonato anche altri vecchi classici. In tutto il concerto si sono sentiti solo 3 pezzi dal nuovo album. Chiunque avesse intenzione di venire al concerto e poi ci abbia ripensato, può solo mangiarsi le mani. Così i ragazzi ci hanno martellato la testa con i loro contenuti antipolitici per poco più di un’ora. Ma siccome ogni cosa bella finisce troppo in fretta, purtroppo è finita anche questa esibizione dei Napalm Death.
Tutto è bene quel che finisce bene. Un concerto sold out e band eccezionali sono stati la garanzia di un’atmosfera davvero ottima. Ora non ci resta che aspettare e sperare che prima o poi si rifaccia vivo un pacchetto di band ultra-granitico come questo. Nonostante il suono pessimo del locale ci siamo divertiti e con il sorriso e la testa piena di bei ricordi (brutali) ce ne siamo andati verso casa. Anche quelli che avevano esagerato con l’alcol se ne sono andati piano piano. Come ci siano arrivati, a casa, non importa. Conta che ci siano arrivati. E, come direbbe il defunto proprietario della squadra di football americano New England Patriots, Victor Kiam: ”Anche se cadi a terra con la faccia, ti stai comunque muovendo in avanti”.
foto: Tjaša Saje
Scaletta
NAPALM DEATH: 1. Downbeat Clique 2. Hung 3. Continuing War On Stupidity 4. Next On The List 5. When All Is Said And Done 6. If The Truth Be Known 7. Lucid Fairytale 8. Social Sterility 9. On The Brink Of Extinction 10. Mentally Murdered 11. The World Keeps Turning 12. Pride Assassin 13. Conform (Siege) 14. Politicians (Raw Power) 15. Greed Killing 16. Scum 17. Control 18. M.A.D 19. You Suffer 20. Nazi Punks Fuck Off —bis— 21. Suffer The Children 22. Instinct Of Survival IMMOLATION: 1. The Purge 2. Father, You’re Not a Father 3. Once Ordained 4. Majesty and Decay 5. Passion Kill 6. World Agony 7. Immolation 8. Close to a World Below 9. Power and Shame MACABRE: 1. Zodiac 2. Temple Of Bones 3. You’re Dying To Be With Me 4. Nero’s Inferno 5. The Ice Man 6. Scrub A Dub Dub 7. Burk And Hare 8. Hitchhiker 9. Vampire Of Dusseldorf
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