Fusion rock di razza in cerca d’asilo in pizzeria, ovvero Azil 5 al Verdi (2011)

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Luogo: Griže / Picerija Verdi / Slovenia
Data del concerto: 29.06.2011
Numero di spettatori: 30
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!)

Lo ammetto, tutti e due i titoli suonano strani, ma altrettanto strano era il posto in cui ieri sera si sono esibiti gli Azil 5 di Novi Sad.

Poco dopo le nove di sera la Picerija Verdi a Griže era ancora piena di clienti affamati e ignari di tutto, quando il quartetto di “asilanti” è salpato piano e tranquillo verso un viaggio musicale tutto suo.

Un viaggio che non vale la pena incasellare o paragonare ai percorsi delle star del passato. Un viaggio in cui ti metti in cammino accompagnato da un mix musicale incredibilmente dinamico, in compagnia di scintille liriche firmate da una voce unica.

Anche se hanno adattato arrangiamenti e dinamica del concerto al posto, la loro melodia inconfondibile  non ne ha risentito per niente: hanno fatto pendere con maestria la bilancia del loro rock fusion verso il lato jazz.

In questa trasformazione il ruolo chiave l’ha giocato il bassista Borko Basarić, che si è preso anche la parte melodica della chitarra mancante, di solito nelle mani di Mladen Trkulja.
Tra un tocco leggero e l’altro sui tamburi, per lo più con le spazzole, il batterista Nenad Kojić ha messo a segno anche un numero spiritoso da „human Beatbox”.

Le tastiere di Vladimir Vojnović sono suonate semplicemente da maestro: con un sound così raccolto, per loro c’era ovviamente un sacco di spazio.

L’elemento che rende riconoscibile la musica degli Azil 5 è la poetica potente e la voce marcata di Sava Nikić.

Anche se Sava ha passato tutto il concerto seduto su uno sgabello da bar, tra profumi di origano e tabasco e tintinnio di bicchieri, ha raccontato con sicurezza le sue storie di amore, solitudine e paura, intrise del succo acido della critica sociale: storie raccontate e cantate nel serbo della sua terra, che mettono gli Azil 5 tra i nomi musicali di punta dell’area delle ex repubbliche sorelle.
 
A capire meglio quello che veniva cantato, purtroppo, si metteva di mezzo l’impianto da bar, debolino.

Una recensione più approfondita del modo di suonare dei maestri di Novi Sad la farò volentieri un’altra volta, dopo un’esibizione in spazi più adatti, perché si tratta di un collettivo musicale di grande talento, con un approccio tutto suo, che in autunno ha intenzione di pubblicare il secondo album, intitolato Nema čoveka danima.

Fino ad allora: salute e buon appetito, Azil 5!

foto: Peter Schmidt

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