Nel Tirolo a caccia del peccato originale! (2011)

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Luogo: Woergl / Komma / Austria
Data del concerto: 02.12.2011
Pubblico: 200 persone
Prezzo del biglietto: 25,00€ (prevendita) / 29,00€ (la sera del concerto)

In due verso il Tirolo austriaco! Siamo rimasti in pochi maniaci sopravvissuti! Per l’esattezza, due anime metal! Destinazione: il concerto della heavy rock band tedesca Sinner, ancora oggi guidata dall’instancabile guru del metal tedesco Mat Sinner (Sinner, Primal Fear, Voodoo Circle, eccetera…). Mat Sinner è un vecchio lupo della scena metal, famoso soprattutto come bassista dei Primal Fear, a cui dedica il grosso delle sue energie. Così gli album della sua band madre, i Sinner, escono di solito quando i Primal Fear “tirano il fiato”, e di norma segue anche un breve tour europeo dei Sinner con date infernalmente lontane dalla Slovenia. Dopo la cancellazione del tour di settembre, per via dell’infortunio di Mat Sinner caduto dalla moto, l’assalto inizialmente previsto ad Augsburg, dove la band aveva una delle date confermate, è andato in fumo. Ma quando è stato confermato il secondo pacchetto di date del tour riprogrammato, ci siamo risparmiati circa 200 km di strada (andata e ritorno), perché tra le nuove date c’era anche l’esibizione nella austriaca Woergl, al club Komma. E per giunta in un giorno ideale. Il sabato.

Come gruppo spalla accompagnano i Sinner in tour altri tedeschi, i Voodoo Circle. La formazione è composta da musicisti di altissimo livello. Prima di tutto c’è il cantante dei Pink Cream 69 David Readman, al basso c’è lo stesso illustrissimo Mat Sinner (quindi ogni sera saliva sul palco due volte nello stesso pacchetto), a capo del gruppo c’è un vero “guitarrero” in stile Malmsteen, Alex Beyrodt (membro allo stesso tempo di Sinner e Primal Fear, e l’unico che, come Mat, si è intascato due cachet a sera), poi c’è il tastierista Jimmy Kresic, mentre a terrorizzare la batteria ci pensa Markus Kullmann. Quest’anno la band ha pubblicato il suo secondo album in studio, “Broken Heart Syndrome”. Stilisticamente i Voodoo Circle restano fedeli alla tradizione dell’hard rock, cercando ispirazione nell’immagine e nell’opera dei gruppi degli anni Settanta, in primis Rainbow e Deep Purple. Non c’è da stupirsi, dato che Beyrodt, motore principale e mente creativa dei Voodoo Circle, alla chitarra è praticamente una combinazione scolpita di Malmsteen ossessionato da Blackmore.    

I Voodoo Circle sul palco sono fantastici. Dennis alla voce è esplosivo come al solito in ogni registro in cui sale (o scende), e col passare degli anni la sua voce, evidentemente, non si consuma, anzi: il suo timbro  bellissimo, pulito e melodico matura come il buon vecchio vino. La band è compatta e indomabile. Sulle orme dei modelli, anche i Voodoo Circle infilano una pila di brevi jam, dove Beyrodt e Kresic si scambiano qualche altra raffica di assoli, e così il gruppo scalda da maestro il pubblico sotto il palco; naturalmente, questa sfida all’ego tra di loro spinge i musicisti a un approccio ancora più ispirato nell’esecuzione del materiale. Come da copione, la band ha messo insieme una scaletta pescata da entrambi gli album in studio, con un occhio di riguardo per il più recente “Broken Heart Syndrome”.

Segue una breve pausa per preparare il palco ai protagonisti della serata, i Sinner. I Sinner, che hanno dedicato questo tour soprattutto alla promozione del nuovo album in studio uscito quest’anno, “One Bullet Left” (2011), con gli ultimi tre dischi sono tornati al sound hard rock e alle loro radici anni Ottanta. Tra il 1996 e il 2003 i Sinner hanno pubblicato alcuni album velenosamente indemoniati, dal ringhio metallico, che raggiungono il livello di rumorosa potenza dei dischi “fratelli” dei Primal Fear. Purtroppo però i brani per cui sono sempre stati più riconoscibili e apprezzati tra gli amanti del metal pesante non li suonano più dal vivo ormai da qualche anno.

I Sinner hanno rinnovato da poco la formazione. Ora suonano ben tre chitarristi: Alex Beyrodt, Christof Leim e Alex Scholpp. Alla batteria Mat Sinner ha uno dei migliori batteristi tedeschi del momento sul pianeta, Andre Hilgers (Rage, ex-Axxis, Silent Force). E non si può dimenticare la figura chiave, granitica: il boss e capobanda Mat Sinner, alla voce e al basso. Un quintetto, insomma. Un tempo il quinto membro dei Sinner era il tastierista Frank Roeseler, ora niente tastiere, ma solo un diabolico triplo martellamento di chitarre. Hilgers e Beyrodt suonavano già insieme nei Silent Force. I legami tra i membri della band sono quindi già consolidati, e le amicizie ben temprate da anni.

Poco dopo le nove di sera i Sinner salgono sul palco attraverso l’intro, e poi è un’eruzione che esplode nella tosta  Suicide Mission. Il suono sul palco è ottimo. Una vera gioia per gli occhi vedere i tre chitarristi dai denti “affilati come lame” scatenarsi sul palco, sparati dall’eccesso di adrenalina, mentre sfornano i loro riff con veemenza. Il carro dei Sinner viaggia in quinta mentre la band prosegue la sua marcia satanica con la mordace Comin’ Out Fighting dall’omonimo album del 1986, e il suono guadagna ancora in massiccia potenza. La voce “macho” di Mat, inconfondibile, tra il medio e il basso, è melodica quanto basta, ma è nei suoi registri che sviluppa più forza!  Le sue linee di basso  sono semplici, ma il suono del suo scavare nel basso è sferragliante e spesso. Dato che ora nella band non c’è più il tastierista Roeseler, che una volta si occupava anche dei cori, Mat li ha affidati al collega dei Voodoo Circle David Readman. Readman è rimasto così dietro al bancone montato sul palco e  da dietro il bancone cantava le sue linee di armonie vocali, mentre si preparava cocktail a base di Jack Daniel’s. Anzi di più. Readman si assicurava che nemmeno le gole dei Sinner rimanessero asciutte. Così versava una serie di bicchierini di liquore infernale, e i membri dei Sinner venivano al bancone a buttarli giù, nei passaggi meno impegnativi dei brani, dove il loro contributo all’esecuzione non è essenziale. La band sembrava davvero rilassata e si vedeva che si divertiva. Nel quintetto, quello che ha deluso di più è stato proprio Mat Sinner che, come frontman, non ha tenuto troppo il contatto visivo con il pubblico e sul palco è sembrato per questo piuttosto freddo e “distaccato”. Hanno suonato cinque pezzi dal nuovo album! Più che giusto, perché il disco merita più di una semplice attenzione da parte di ogni vero appassionato dei Sinner. La band ha continuato a ritmo martellante. Di parlato tra un brano e l’altro ce n’è stato pochissimo, se non niente. Poi è arrivato l’assolo di batteria, dove Hilgers ha mostrato di essere fatto di una pasta con cui possono competere solo un pugno di batteristi metal europei.

I Sinner hanno servito parecchie prelibatezze dell’era anni Ottanta, suonando i brani Bad Girl  e Danger Zone. Con quest’ultima i ragazzi hanno chiuso il concerto. Cosa dire dopo 14 pezzi suonati? Il concerto è passato troppo in fretta? Da una band del calibro dei Sinner, con una discografia corposa alle spalle, mi sarei aspettato qualche brano in più. In scaletta non c’era niente dal periodo “metal” della band né da album come “End Of Sanctuary”, “Nature Of Evil” e “Judgement Day”. Dopo il concerto è rimasta così l’amara sensazione che la band, in questo tour, si sia presentata con un po’ di freno a mano tirato e di risparmio calcolato.

Dopo il concerto abbiamo chiacchierato con il chitarrista dei Sinner, Chris. Un musicista raffinato e incredibilmente gentile, che ci ha detto che hanno deciso consapevolmente di inserire nel repertorio brani più brevi e incisivi. Sul palco la band è affiatatissima, il suono era ottimale, si sentiva ogni nota suonata da ciascun musicista del quintetto. Dal vivo i pezzi suonano ancora più pieni e marcati che negli originali in studio. Nonostante la durata ridotta, vedere i Sinner dal vivo è un obbligo per tutti i veri amanti del sound hard/heavy, perché sulla mappa europea la band è una sorta di mosca bianca dell’heavy rock. Semplicemente. Affidabilità tedesca, giustificata in tutto e per tutto dall’incarnazione del proverbiale motto: “Germany rocks!” “Roxxx heavy as fuck!”.

foto e testo: Jani Mihevc Cah

testo rivisto da: Aleš Podbrežnik

Scaletta

SINNER: 1.Suicide Mission 2.Coming’ Out Fighting 3.Bad Girl 4.The One You Left Behind 5.Back on Trail 6.Born to Rock 7.Knife In My Heart 8.10 2 Death 9. assolo di batteria (Andre Hilgers) 10.Crash and Burn 11.Haunted 12.Germany Rocks 13.Rebel Yell (orig. Billy Idol) —bis— 14.Danger Zone

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