Lipstikk N Leathur Festival (2012)

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Autore: Urban Bolta

Luogo: MC Jedro / Medvode
Data del concerto: 03.02.2012
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 5€

Sabato scorso il club Jedro di Medvode è tornato a vivere. Ha ospitato la terza edizione del Lipstikk N Leathür Festival, che da Kranj si è spostato un tiro di schioppo più vicino a Lubiana. Dopo che la seconda edizione si era tenuta quasi due anni fa al Bazen, su quello storico locale si sono addensate nubi nere: l’anno scorso i pezzi grossi del comune l’hanno chiuso. Ma questo non ha fermato gli organizzatori del festival più caldo, sgualcito, agghindato e sexy delle nostre parti: “Lipstikk N Leathür” ha trovato il suo domicilio (provvisorio?) a Medvode!

La serata ha proposto le esibizioni di quattro formazioni stilisticamente affini, perciò si è cominciato presto. Nonostante l’ora, l’evento era relativamente ben frequentato, e a impedire un’affluenza ancora più massiccia ci hanno pensato le condizioni invernali estreme: soffiava un gelo siberiano e qua e là nevicava pure.

Poco dopo le otto sul palco sono saliti gli Street Creeps, alleanza hard rock tra Lubiana e l’Alta Carniola con il frontman Nejc in testa. I “mostri di strada” sono dei veri novellini sulla scena musicale, visto che per loro è stato il primo concerto nel vero senso della parola – tempo fa avevano già scaldato il pubblico alla presentazione del nuovo videoclip dei Metalsteel, ma allora non si trattava di uno show a durata piena. Il quintetto sul palco sembrava sicuro di sé, i chitarristi si scambiavano le posizioni spontaneamente in puro stile old school e buttavano fuori energia in abbondanza, e la mimica scenica convincente era stata curata con grande sicurezza per un gruppo senza chilometri sulle spalle. Purtroppo lo stesso non potrei dirlo del suonare vero e proprio: l’inesperienza si sentiva parecchio nello scarso affiatamento, soprattutto tra sezione ritmica e chitarre. Ai presenti comunque la cosa non dava troppo fastidio, e infatti il pubblico ha cantato in coro a squarciagola quando gli Street Creeps hanno attaccato a menare sui classici di Mötley Crüe, Hardcore Superstar o Quiet Riot.

Secondi in scaletta, i vecchi amici di Rockline, i Tomcat. Anche se la formazione esiste da appena un anno e mezzo, il gruppo raccolto attorno ai capi ideatori Rok (chitarra) e Šujot (basso) ha già cambiato tutti gli altri ruoli della band. Stavolta i Tomcat hanno fatto i cambi di formazione addirittura dal vivo. A metà esibizione Damjan ha passato le bacchette a Žiga, e insieme a lui se n’è andato anche l’altro chitarrista, Luka. Già al concerto dei Lizzy Borden i Tomcat avevano dimostrato che l’assenza di una chitarra non crea loro grossi problemi, anzi: il talento di Rok da una parte e la voglia di dimostrare dall’altra hanno portato a una soluzione di compromesso con una sola chitarra, perfettamente sufficiente per il sound dei Tomcat. Poi c’è Denis, sempre più sicuro di concerto in concerto, che sviluppa con impegno le sue doti vocali e cammina sempre più saldo verso una personalità vocale riconoscibile. I Tomcat hanno servito di nuovo una vera festa hard n heavy, quindi.. ci vediamo alla prossima!

Dopo una breve pausa è toccato ai Broken Arrow, formazione hard rock di Brežice che negli ultimi tempi era sparita dalla scena attiva perché in studio stava dando gli ultimi ritocchi al suo album di debutto. Una assenza relativamente lunga dai palchi ha lasciato aperta la domanda: in che direzione puntano le “Frecce” di Brežice? Si sono rivelate davvero velenose! Il gruppo si aggrappa sempre più saldamente a un sound estremamente melodico e costruisce su armonie vocali impegnative, con l’aiuto di una corista sul lato sinistro del palco. Il suono, un po’ impastato all’inizio e che per la perfezione melodica richiede un equilibrio totale, è stato sistemato dai responsabili nel corso dell’esibizione. Il cantante Matjaž (ora a capelli corti) si è affermato come uno dei migliori frontman da noi; abituato ai palchi dei club, ha saputo portare in porto con sicurezza quasi un’ora di viaggio tra vecchi e nuovi hitoni dei Broken Arrow. I Broken Arrow maturano a ogni concerto e, unici della serata, in nome di ambizioni a lungo termine hanno saputo rinunciare ai fumi dell’alcol e hanno portato a casa il set in modo del tutto professionale, così la loro stella (nascente) sulla mappa hard rock/AOR slovena da sabato brilla ancora più forte.

Nel ruolo di headliner si sono presentati gli Shutdown, rappresentanti dell’artigianato heavy rock old school, spinti fino a Medvode dalla stessa bora del Litorale! Stavolta l’uragano a una chitarra di Nova Gorica e dintorni non ha avuto la sua giornata, perché l’ora tarda ha fatto il suo.. parlo ovviamente di tutta la birra che i ragazzi si sono concessi guardando le band prima di loro. Comunque a Egzi e compagnia una serata storta non si può rimproverare, soprattutto visto che, a un passo dall’uscita del primo album, si meritano un bello svago. Già che ci sono, giro ai lettori anche il messaggio della band: cercano ancora un chitarrista ritmico.

In un clima festaiolo e amichevole la serata si è avviata verso la fine. Tutti i musicisti hanno preso d’assalto il palco insieme, spontaneamente, e in un’atmosfera scatenata, tra un conglomerato di suoni, hanno suonato in coro il monumentale pezzo di Young Rockin In The Free World. L’evento è riuscito sotto ogni aspetto, e la comunità rock presente era unanime: questi ritrovi hard/glam rock sono d’importanza vitale per il nostro essere. Lunga vita a “Lipstikk N Leathür”!

Foto: Martin Prezelj

Scaletta

BROKEN ARROW: 1. Our Last … 2. We Ride 3. V tvojih očeh 4. Polet v nebo 5. Hold Me Tight 6. V8 Serenade 7. Fight Fire With Fire 8. Zdaj ko si sama 9. Crying In Shadows 10. Have A Little Love 11. Glam till The End 12. Hit The Streets

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