Dieci anni di puzza al Kino Šiška (2012)!

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Autore: Rok Klemše
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 02.02.2012
Numero di spettatori: 500
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratis!)

I due organizzatori di concerti nostrani più attivi in assoluto, i Dirty Skunks, hanno spento la decima candelina! Esattamente dieci anni fa organizzarono all’Orto bar il loro primo concerto, con Sarcasm, Expulsion, Nabiska e Distortion sul palco. Era l’inizio di una storia che ancora oggi va alla grande. In dieci anni i Dihurčka (le “puzzole”) hanno messo in piedi oltre 300 eventi e portato in Slovenia band che potevamo solo sognarci di vedere un giorno sui nostri palchi. Così a memoria mi vengono in mente Atheist, Cynic, Pestilence, Count Raven, Saxon, Iced Earth, ma di band così ce ne sono state decine!

Il tandem Črt e Matej ha celebrato il decennale di attività con un grande evento al Kino Šiška e, ancora prima che partisse la musica, sullo schermo è passata una bella serie di trailer umoristici dei concerti e un ottimo mini documentario, Dekada smrada, nato sotto la regia di un collaboratore dei Dihurčka, Gospod Gorjanc, e che ti consiglio caldamente di guardare.

A documentario finito il sipario si è alzato e dietro c’erano già i Dead Dildo Drome, che nelle loro file contano (ex) membri di Leaf Fat, God Scard e Language of Thought Hypotesis. Come genere i DDD si muovono tra death metal, thrash metal e metalcore, e altrettanto caotica è la loro esibizione, soprattutto grazie al frontman scatenato Robert “Šero” Šercer, che dà di matto sul palco come Mike Patton. Il quartetto strumentale è tecnicamente impressionante, ed è proprio l’aspetto musicale quello che probabilmente sta più a cuore alla parte metal del pubblico dei DDD. I due chitarristi sparano anche qualche riff death metal brutale, ma per lo più macinano passaggi melodici che ricordano il death metal melodico svedese o le band americane più recenti tipo Lamb of God o Shadows Fall. A chiudere il tutto in bellezza c’è un drumming davvero devastante e piuttosto innovativo, pieno di cambi vari e variegati e di doppia cassa da cannone. Šero a livello vocale fa il camaleonte: dal ringhio alla Corpsegrinder, passando per lo scream, fino a belle voci pulite (politicamente scorretto: gay). Forse disturba un po’ proprio l’abuso di voci pulite da boy band, soprattutto perché negli ultimi anni ce le hanno propinate fin troppo, ma con i Dead Dildo Drome ci si poteva sorseggiare una birra in totale relax e muovere la testa con gusto.

Poi siamo passati ad acque musicali più leggere, a colpi di surf e skate, con la band skate punk di Lubiana Backstage, che ha regalato un bel momento nostalgico a chi è passato (o siamo passati) al metal dalle acque del punk rock. In pratica i Backstage suonano come qualcosa che avrebbe trovato posto nella Fat Wreck, e negli anni delle sue uscite migliori. Probabilmente è proprio per questo che i Backstage hanno già girato in tour una bella fetta d’Europa e persino il Sudafrica, e stavolta il loro contagioso punk rock “feel good” si è preso anche il palco del Kino Šiška. Nello stile di NOFX, Lagwagon e Millencolin, i Backstage hanno infilato una sfilza di pezzi da due-tre minuti pieni di ritornelli orecchiabili, accordi melodici, cori a tre voci e carichi di atmosfera positiva. Dopo i Backstage ti viene subito voglia di sbucciarti di nuovo le ginocchia sullo skate e di infilare nel walkman la cassetta consumata di Survival of the Fattest.

Dal caldo sole californiano, dove con i Backstage ci siamo bevuti una birra in spiaggia, con i Sweet Sorrow ci siamo spostati in un posto dove il sole non batte, dove regna un gelo brutale e ti porta via la testa una mazzata di death metal ben affilata. Nell’ultimo anno i Sweet Sorrow hanno vissuto parecchi cambiamenti, che a quanto pare li hanno persino rafforzati. Nonostante il membro fondatore Ragnar Us abbia lasciato la band, i Sweet Sorrow non si fermano: questo è stato addirittura uno dei loro concerti migliori che abbia visto. Dopo l’addio di Blaž “Ramious” Lončar è passato alla chitarra Marko, che oltre alla voce aggressiva e possente ora si occupa anche di menare l’ascia. Con Pero forma un duo di chitarre dinamico e incisivo, completato da una sezione ritmica devastante: il drumming tettonico di Rope e il basso rumoroso di Miha Oblišar, il sostituto di Us. Nel loro set tempestoso i Sweet Sorrow hanno suonato soprattutto pezzi dall’album 1000th Millenium, sorprendendo con un brano del progetto di Marko, Death`s Dream.

Siamo tornati sul punk con la leggendaria band punk serba Trula koalicija, attiva fin dal 1986 e quindi (con una pausa nel mezzo) in giro da ben 25 anni. Nelle prime file sono comparse persino un paio di creste e il pubblico punk, carico a molla, ha fatto sì che l’esibizione dei serbi risultasse ancora più bella. Purtroppo non conosco abbastanza bene la loro discografia, so però che la band ha chiuso il set con il pezzo cult Alkoholičarka, che ha descritto alla perfezione l’atmosfera sempre più ebbra del pubblico (grazie soprattutto all’ottimo umore).

Dopo quattro band è arrivato il momento dell’attesissima esibizione esclusiva della band avant-garde black metal norvegese Vulture Industries. Grazie ai Dirty Skunks, i norvegesi hanno scelto Lubiana come una delle sole tre tappe di un mini tour esclusivo, a cui si è unito Hoest dei black metaller norvegesi Taake, ben noti dalle nostre parti. Inoltre la band aveva promesso una selezione speciale di pezzi con la ciliegina sulla torta: un tributo alla band progressive di culto Devil Doll! Al momento i Vulture Industries sono sicuramente una delle band black metal più innovative, perché portano nella loro musica influenze di Tom Waits, un approccio teatrale e, in buona parte, le sfumature progressive del nostro culto Devil Doll. In un’ora buona di show spettacolarmente bizzarro e rifinito, i Vulture Industries hanno presentato pezzi dagli album The Dystopia Journals e The Malefactor`s Bloody Register, intervallandoli con frammenti dei capolavori musicali di Mr. Doctor (se non sbaglio e la memoria non è troppo annebbiata, soprattutto The Girl Who Was… Death). Non è difficile sentire che il leader dei Vulture Industries è un grande fan dei Devil Doll, perché la loro musica si basa su un progressive rock con elementi horror teatrali, avvolti nello stampo del black metal norvegese. Dal vivo la band ha entusiasmato con un ottimo suono e con un approccio a cui nel black metal ortodosso non siamo abituati: niente corpse-paint da cliché, al suo posto i Vulture Industries preferiscono togliersi le scarpe, mettersi camicie bianche e sopra bretelle nere. Sotto la guida psicotica del folle frontman Bjornar Nilsen la band ha esaltato con parti black metal brutali e fantastiche parti epiche con voci a più voci, e l’esibizione l’ha condita a modo suo Hoest, che appena preso il microfono è quasi caduto giù dal palco da ubriaco.

Per i loro dieci anni i Dirty Skunks non hanno quindi egoisticamente organizzato una festa per pochi intimi: hanno impostato i festeggiamenti in grande e con generosità. La scelta musicale varia e movimentata ha richiamato un pubblico misto per genere, che al Šiška ha creato un’atmosfera positiva e ha fatto sì che la festa filasse nello spirito giusto. Dihurčka, grazie per i 300 concerti finora, che possiate puzzare per almeno altri dieci anni!

foto: Aleš Podbrežnik

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