Klumpanje 2012 – il primo giorno!

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Luogo: Sveti križ (Planina pri Sevnici) / Slovenia
Data del concerto: 06.07.2012
Numero di spettatori: 1500
Prezzo del biglietto: 14,00€ / 21,00€

Andiamo a klumpare a Planina: così fa il ritornello dell’inno del Klumpanje. Quest’anno, per la tredicesima volta di fila, il Klub mladih Planina ha invitato a inizio luglio una marea di gente al suo festival di due giorni. In un angolo idilliaco tra Šenjur e Sevnica, su una distesa d’erba, da tredici anni si ritrovano soprattutto giovani con una gran voglia di divertirsi e di musica. Stavolta agli organizzatori ha sorriso anche il meteo: in passato, infatti, più di una volta il cielo azzurro aveva letteralmente arrostito i visitatori del Klumpanje.

Zaino e tenda in macchina e via, incontro a nuove avventure. Già la strada in salita è una piccola dose di adrenalina, con un mix di curve cieche e sterrato. Quando finalmente l’asfalto si decide a tenere, arriviamo nel paese di Planina, dove ti aspettano i parcheggi sull’erba per gli ospiti del festival, mentre fino all’area del concerto, circa 1 km più in alto, ti porta un bus. Ovviamente noi – quelli col portafoglio gonfio – ci siamo concessi di portare il nostro destriero d’acciaio nel parcheggio accanto all’area del festival, in cima.

Quando siamo arrivati, l’area era ancora piuttosto tranquilla. Ma comunque rumorosa, perché dal palco rimbombavano i soundcheck, mentre noi andavamo a caccia di un posto decente per piantare la tenda. Se pensi di riuscire a metterla all’ombra al Klumpanje, sei decisamente un bel po’ ottimista. Ma se arrivi per tempo, almeno su un pezzo di terreno piano ce la fai.

Hanno cominciato ad arrivare i primi visitatori e, con loro, hanno iniziato a lavorare anche i primi »porcini« con le bevande. Poco dopo dal palco sono partite le prime note dei Vertum. Chi non stava guardando il palco con attenzione poteva perdersi la loro esibizione senza nemmeno accorgersene, perché il festival Klumpanje non aveva né uno speaker ufficiale né un presentatore che richiamasse l’attenzione del pubblico, e il live è partito subito dopo il soundcheck. Così, quando ti rendevi conto che quello era già il primo concerto ufficiale, metà show era bell’e che andata. Correndo verso l’area, nelle orecchie mi sono rimaste delle armonie piacevoli: una voce femminile appoggiata a una base strumentale maschile più delicata. L’esibizione è finita presto e dopo è toccato agli Aperion. Un gruppo interessante, con una formazione varia di ottimi musicisti con anni e anni di esperienza alle spalle e una potente voce femminile. Stilisticamente vicini agli Apocalyptica, perché oltre ai classici strumenti rock portano una fusione di veri strumenti classici (viola, violoncello, flauto, …), e abbiamo sentito anche i suoni di un vero didgeridoo australiano. Una messa in scena sul palco davvero piacevole ha completato tutta l’esibizione della band, che consiglierei senz’altro anche agli altri, sia da vedere che da ascoltare.

Dopo una buona mezz’ora il palco si è svuotato di nuovo, ma non per molto. Al Klumpanje non perdevano certo tempo con pause esagerate tra un set e l’altro. Fai un salto a prenderti una birra, magari scappi a fare pipì e già dal palco arrivano nuovi suoni. Dopo gli Aperion il palco del Klumpanje è stato preso dalla stella di Slovenija ima talent e rappresentante della Slovenia all’Eurovision, Maja Keuc. Per le anime post-adolescenziali che dominavano il pubblico del Klumpanje era il momento di godersi ritmi più morbidi e ballabili, mentre noi ci siamo spostati un po’ nelle retrovie – verso il banco del bar. Alla fine, a Maja non si possono certo rimproverare le sue doti vocali, anche se io mi sarei aspettata un po’ più di materiale originale e non un’intera carrellata di cover. Beh, al pubblico sotto il palco questo ovviamente non ha dato granché fastidio.

L’area si riempiva sempre di più, continuavano ad arrivare visitatori su visitatori. Anche la vista dell’area campeggio, tutta a colori variopinti senza un filo d’erba verde, faceva capire che era pieno, pienissimo. Per attraversarla dovevi già strizzare bene gli occhi per non inciampare in tutte quelle cordicelle tese e non buttare giù tutto mentre ti facevi strada verso la tua tenda. Il percorso diventava ancora più interessante se ti eri rinfrancato con qualche boccale di birra.

Il giorno era ormai sprofondato nel buio e sul palco sono saliti gli Zmelkoow. La folla sotto il palco, nonostante l’aria piuttosto fresca, era riscaldata al punto giusto e saltava in modo compatto insieme ai membri della band. L’affiatamento dei musicisti sul palco era perfetto – Goga è davvero un maestro delle esibizioni dal vivo. Con le sue battute e i suoi annunci tra un pezzo e l’altro ha intrattenuto ancora di più il pubblico. Il suono era impeccabile – per il suono, in tutto l’evento, davvero non c’è nulla da ridire. Era entusiasmante vedere come tutta la band funzionasse in sintonia, da vera squadra. Un applauso anche alle due coriste, che dietro al microfono suonano altrettanto impeccabili – no, Goga, non faceva schifo quando cantavano da sole. J I vecchi successi come Batman, Bit, Čau, sonček, Poredni gosti, Klub ljudi z resnimi težavami e l’immancabile Gravitacija hanno spinto il pubblico a cantare a squarciagola.

Per una buona ora il palco è stato così dei divertenti rocker, mentre l’orologio intanto aveva passato la mezzanotte. Dopo una pausa più breve sono saliti sul palco i Big foot mama, ben noti e amati dai giovani. Visto che l’ora era ormai tarda – anzi, potremmo dire prestissimo – e gli strascichi di una settimana pesante mi pesavano ancora in testa, tutte queste pressioni hanno avuto la meglio sulla voglia di resistere al concerto. Dato che i Big foot mama sono invitati e visti spesso a concerti e festival in tutto il paese, non dubito che anche qui abbiano fatto il loro lavoro da veri padroni del palco e che il pubblico sia rimasto soddisfatto. Noi, un po’ più grandicelli, ci siamo avviati piano verso la tenda e abbiamo cercato di riposare con una bella dose di ottimismo, il che, vista la saturazione del campeggio e la spensieratezza della folla in festa, era piuttosto difficile. Così l’ultimo cambio di palco ci è arrivato alle orecchie direttamente nella tenda – i creatori di cover yugo, i Drugo dugme. Il pubblico, già bello carico di sostanze inebrianti, cantava a voce alta vari successi dei Balcani, mentre io, per le scarse 3 ore che restavano, sono comunque sprofondata in un sonno piuttosto agitato.

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