Avtomobili al Goriški festival! (2012)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Nova Gorica / Travnik (Trg Evropa) / Slovenia
Data del concerto: 01.09.2012
Pubblico: 3000
Prezzo del biglietto: 0,00 € (ingresso libero)
L’edizione di quest’anno del Goriški festival si è chiusa proprio questo weekend! Dal 22.06.2012 al 01.09.2012 Nova Gorica ha ospitato, con il festival, più di 50 artisti diversi su cinque palchi. Come si addice al Litorale sloveno, nel segno della grande ospitalità, quindi a ingresso libero! Durante l’estate sui palchi di Nova Gorica si sono alternati Vlatko Stefanovski, Demolition Group, Tinkara Kovač, Elevators, Čompe, Ana Pupedan, Elevators, EMŠO Blues Band, Same Babe, Gwen Hughes, Lolllobrigida, …. E proprio nell’ultimo giorno, sabato 01.09.2012, il festival ha piazzato il suo momento clou con l’esibizione delle leggende cult dell’art rock sloveno Avtomobili, che quest’anno festeggiano ben 30 anni di attività, mentre il ruolo di headliner della serata, a chiudere il festival, è toccato a Plavi orkestar.
A portarci a Nova Gorica è stata ancora una volta la fissa incrollabile per la perfezione sonora e musicale, in quell’artigianato fatto in casa e di gran classe che sono gli Avtomobili. Dei grandi maestri che, vista la discografia che si sono costruiti, hanno davvero di che vantarsi, quest’anno pubblicheranno il decimo album in studio, per celebrare il trentesimo anniversario della band. Bel gesto, e pure onesto, da parte dell’organizzatore invitare una band di casa, da Ajševica, a due passi da Nova Gorica!
Sono le nove passate da poco e su Nova Gorica si rovescia la pioggia. Maledetta pioggia. Sai che gioia per l’attrezzatura fotografica, di nuovo! Per tutta la serata sembrava che alla fine il maltempo si sarebbe in qualche modo evitato, e invece no. Il prato davanti al palco era un mare di ombrelli, e naturalmente c’era un brulicare di gente anche sotto le tettoie degli edifici intorno, da dove seguiva il concerto a prudente distanza. Come ci si aspettava, la band ha aperto con la più spavalda e diretta, rockettara Ona nosi uniformu, un pezzo che non nasconde le influenze punk delle origini, primo brano del debutto »Mjesec je opet pun« (1984), e subito dopo, in contrasto, ha servito un brano dall’ultimo album »Mesta železniških postaj« (2006) intitolato April, che con il suo impianto d’arrangiamento sofisticato e tortuoso ha fatto capire in un lampo quanta strada abbia fatto il gruppo nella sua evoluzione artistica attraverso gli anni di resistenza.
Stavolta sul palco le cose sono filate via velocissime, perché gli Avtomobili avevano a disposizione una sola ora. Così già prestissimo è esploso l’inimitabile hit Ljubezen ne stanuje tu, che ha messo in moto il pubblico fradicio sotto il palco, mentre a tenere alto il morale subito dopo ci hanno pensato i classici Gorica ed Enkrat v življenju. Con la nuova Netopir la band ha fatto capire che sta evidentemente preparando un nuovo album in studio eccezionale, che potremo ascoltare all’inizio di ottobre di quest’anno.
I mattoni del suono unico degli Avtomobili erano amalgamati alla perfezione nel mix. Niente di nuovo, diresti, ma mica a tutti riesce. Solo ai migliori. Il basso caldo ma pulsante di David Šuligoj riempiva magistralmente lo spazio a disposizione nei pezzi, come nella splendida Argentina con l’ornamento chitarristico d’apertura »Santana-like« di Bushy, il più giovane del gruppo, David Morgan, teneva le redini del ritmo con mano salda come la roccia, mentre le icone Mirko e Marko Vuksanovič, ovviamente, regalavano quella consueta presenza scenica. Il carisma straordinario dei due fratelli: il sempre tranquillo e affidabile Mirko, il minore, alle tastiere Nord, e la prima, celebre voce degli Avtomobili, insostituibile nelle peculiarità del suo falsetto, Marko Vuksanovič. Quest’ultimo, con una carezza calda e vellutata, sensibile e ipnotica, ha bussato ancora una volta agli angoli più profondi delle anime sotto il palco. Quando Marko apre bocca, non si può fare altrimenti. Parliamo di un tizio con uno dei timbri vocali naturali più belli di tutta la Slovenia.
Un arsenale collaudato di classici e dei momenti più riconoscibili della carriera, il pittoresco abecedario espressivo del gruppo, ha di nuovo conquistato con le sensazioni che la band sa evocare così efficacemente quando la ascolti con attenzione dal vivo. Era davvero strano il contrasto tra i due protagonisti della serata. Prima gli splendidi perfezionisti del suono Avtomobili, e dopo di loro i goffi rockettari Plavi orkestar. Come mettere insieme Spandau Ballet e Sex Pistols. Inconciliabile. Davide e Golia.
La scaletta era in pratica una versione accorciata del concerto che la band ha tenuto all’Orotbar a metà aprile di quest’anno a Lubiana, dove gli Avtomobili avevano suonato sei pezzi in più. Alla formazione ha fatto bene il palco spazioso, con una bella illuminazione da riflettori. Bushy ha brillato con qualche specialità chitarristica con cui ha condito ulteriormente i classici del gruppo. L’uomo è maturato enormemente nella sua performance, con gli anni di servizio negli Avtomobili. Rilassato, morbido, con una stesura attenta dei toni, una manipolazione magistrale dei suoni, il che significa che ha la mano giusta e ha sviluppato negli anni un controllo eccezionale su ciò che caratterizza il suo modo di suonare la chitarra. Tanto di cappello. La band ha chiuso il concerto con un altro pezzo completamente nuovo, Poslušaj, che ha ulteriormente alimentato la nostra curiosità e l’impazienza per il nuovo album in studio.
Il suono durante l’esibizione era ottimo, di scivoloni non se ne sentivano, almeno a orecchie profane. Poslušaj l’hanno chiusa proprio Marko e Bushy. Quest’ultimo si è lanciato in un tapping finale sulla chitarra, mentre Marko, piano piano, gli chiudeva i potenziometri della chitarra. Senza la pioggia ci sarebbe stata più gente sotto il palco e più energia. Probabilmente la band si sarebbe accesa ancora di più e la festa sarebbe stata ancora più intensa. Pazienza. Anche dopo questa esperienza live è chiaro chi sia il »Gospodar« del proprio mestiere.
Gli Avtomobili restano sinonimo di eccellenza sonora, straordinaria originalità autoriale e acume di idee. Una band art rock che incarna tutto il significato della parola »art«. Non ti lasciano mai a piedi. Una simbiosi eccezionale e una distribuzione perfetta dei mattoni del suono. Questa è una band in cui nessuno spicca, ma ognuno porta il proprio tocco perfezionista all’ottimo espressivo-esecutivo della magia musicale.
Il 5 ottobre al Cankarjev dom sarà un giorno speciale! Sarà una serata magica, unica. La band ha esattamente un mese di tempo per affinare il repertorio, prepararci per il suo trentesimo compleanno uno scenario indimenticabile e farci felici con una nuova uscita in studio, che abbiamo aspettato a fatica per ben sei lunghi anni. In trepidante attesa di ritrovare la band al Cankarjev dom, concludo dicendo che gli Avtomobili restano un’esperienza eclettica di cui non ci si stanca mai, e aggiungo che è probabilmente logico che dopo la loro esibizione nessuno di noi avesse voglia di mettere sotto stress i propri organi recettori con il concerto di Plavi orkestar, mentre di buon grado li avremmo offerti se dopo gli Avtomobili fossero saliti sul palco i Toto o i Simple Minds.
Scaletta
1.Ona nosi uniformu
2.April
3.Ljubezen ne stanuje tu
4.Enkrat v življenju
5.Gorica
6.Netopir
7.Gospodar
8.Sama
9.Argentina
10.Skozi leta
11.Nekaj let
12.Drugačno nebo
13.Enakonočje
14.V mrzlih dvoranah
15.Proti luni
16.Poslušaj
Galleria fotografica




































