Kadilnica ov Death #1 (2012)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Orto Bar, Lubiana
Data del concerto: 27.09.2012
Numero di spettatori: Troppi
Prezzo del biglietto: /
Per anni l’Orto bar è stato il palcoscenico delle serate metal, e tra queste c’erano anche i tradizionali karaoke di Natale, che resteranno per sempre nella memoria (o forse no, dipende da quanto si è bevuto). Poi il primato delle serate a tinte heavy è passato alla Fabrka, dove il duo Dirty Skunks ha organizzato per qualche anno sabati metallari, solo che la Fabrka sulla Poljanska ha purtroppo chiuso i battenti da poco. Ma le serate metal, sotto la bacchetta dei Dirty Skunks e con il nome Kadilnica of Death, tornano a traslocare all’Orto!
La serata d’apertura della nuova stagione ha fatto da trailer a un film attesissimo per un bel pezzo, e c’era da aspettarsi un’ottima affluenza, ma un Orto così stracolmo non lo vedevo da un sacco di tempo, ammesso che l’abbia mai visto. Fino all’esibizione degli headliner Dickless Tracy al piano di sopra si riusciva ancora più o meno a respirare, poi in Halls of Sickness si sono volatilizzate anche quelle poche molecole di ossigeno rimaste in sala fino a quel momento. Ma andiamo con ordine.
La Kadilnica of Death del giovedì all’Orto bar offre birra più economica, calcio balilla e biliardo, un jukebox di richieste musicali infinito, presentazioni delle novità metal e, una volta al mese, anche concerti (visto che conosciamo i Dirty Skunks, questo numero si raddoppierà di sicuro). L’onore di esibirsi alla première della Kadilnica ov Death è toccato stavolta a un tutti-frutti di generi: gli orsetti sleaze/glam Street Creeps, i blackster sinfonici Condemnatio Cristi e i veterani della scena metal di casa nostra Dickless Tracy, che con questo show hanno festeggiato quindici anni di attività.
Sul palco hanno rotto il ghiaccio per primi gli Street Creeps, che, diciamolo pure, non sono proprio famosi come la attrazione live più qualitativa dei nostri palchi. Per fortuna i ragazzi, dopo qualche esibizione catastrofica, si sono dati una bella regolata e hanno rimediato al retrogusto amaro dei concerti passati. All’immagine curata fin nei minimi dettagli si avvicina finalmente, pur lentamente ma con costanza, anche una certa solidità dal vivo: stavolta ci sono state molte meno stecche di prima, solo la voce a tratti suona ancora come una raccolta dei peggiori momenti del retard-fest Slovenija ima talent. È lodevole che i ragazzi stiano lavorando a ritmo sostenuto sul materiale proprio, che occupa già una bella fetta del loro set, ed è bello sentire che sta salendo in primo piano al posto delle cover suonate alla bell’e meglio.
Qualcosa di completamente diverso dagli Street Creeps è arrivato subito dopo con i Condemnatio Cristi, eeem… CC.. eeem, Condematio Cristi. Dalla soleggiata Sunset Strip ci siamo spostati nelle foreste buie e gelide del black metal sinfonico come lo suonano i Condemnatio Cristi. La band ha cambiato un sacco di membri, ma per fortuna la formazione attuale sembra solida e affiatata. Dopo l’uscita dell’esordio Incest il gruppo annuncia l’arrivo di Soundtracks, dal taglio cinematografico, mentre stavolta i Condemnatio Cristi li abbiamo visti nella loro forma base, grezza, da black metal puro, sostenuta da un’epica componente sinfonica. La base preregistrata ha dato parecchi problemi, ma questo non ha fermato i ragazzi, che in poco meno di un’ora hanno presentato con sicurezza la loro visione di black metal atmosferico, tra le cui pieghe si insinuano anche elementi di death metal. Nonostante la ricca base ritmica e il possente muro sonoro della base, ai Condemnatio Cristi per ora manca un po’ di varietà e dinamicità nelle linee di chitarra, soprattutto un po’ più di espressività. Però, da quello che si è visto, i Condemnatio Cristi sono sulla buona strada per entrare tra le formazioni black metal di casa nostra più apprezzate.
Alla fine hanno aperto le porte dei corridoi della malattia anche i »birhtday boys« di Brežice, i Dickless Tracy, che hanno festeggiato i 15 anni di attività, entrando così nella top delle band metal più longeve da noi. I Dickless Tracy hanno spento le candeline sulla torta della malattia in modo speciale: hanno infatti suonato per intero il prossimo disco in studio, che inizieranno a registrare a breve. Il materiale suona molto promettente e fa addirittura sperare nel migliore della carriera dei Dickless Tracy. Dal grind primitivo i fratelli Cepanec, forza motrice (e dittatoriale, hehe) del gruppo, hanno portato la musica verso territori quasi tecnici (non avrei mai pensato di usare questa parola nello stesso paragrafo dei Dickless Tracy) di death metal brutale old-school. Il doppio attacco di chitarre di Cepot e Pussy ha regalato qualche riff e passaggio eccellente, Tegla dimostra che le buone idee e i cambi di ritmo variegati non gli mancano, mentre la sezione ritmica rombante è stata arricchita stavolta dal bassista del gruppo di Brežice Küzlavec. Come gli zombie di Romero, affamati di cervelli freschi, aspettiamo l’album!
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