Quando i cechi pasticciano con The Beatles (The Beatles Revival)

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Luogo: Križanke / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 29.09.2012
Pubblico: 1600

Beatles Revival? Prima volta, ultima volta e mai più!

Il sabato sera ha portato ai Križanke un bel po’ di gente, in grandissima parte nostalgici cresciuti ai tempi della beatlemania, che hanno colto al volo l’occasione di rivivere almeno per un attimo un pezzettino dei bei sixties. Dei quattro monelli ne sono rimasti in vita solo due, la formazione originale di questa band davvero leggendaria non si può più vedere su un palco. Sorprende, o magari no, che tra il pubblico ci fosse anche un numero più che dignitoso di giovani. Il che conferma soltanto la grandezza e, insieme, l’ineluttabilità della musica che The Fab Four creavano ai loro tempi.

Da grande fan e anche profondo conoscitore dei The Beatles, ogni volta mi fa correre in sala qualsiasi tribute band che capiti da queste parti, perché so benissimo la triste verità: John e George non li vedrò mai su un palco. Per fortuna, anche se separatamente, sono riuscito a beccare almeno Paul e Ringo. Ovviamente sono stato anche al concerto degli inglesi The Bootleg Beatles, quando hanno suonato alla Hala Tivoli.

Parecchia gente quel sabato sera è uscita soddisfatta da ciò che ha visto. Cosa che non mi stupisce più di tanto: la massa è di solito fatta da intenditori di livello medio, che si accontentano in fretta di quel che passa il convento e non pretendono granché di più. Il che va benissimo, eh.

https://www.youtube.com/watch?v=OEhNfGWX6JM

Va un po’ meno bene quando ad ascoltare una tribute band è uno (e lo posso dire con grande sicurezza) che la carriera dei quattro e le loro opere le conosce fino all’ultimo passo e all’ultima nota scritta. Così, già dalle prime battute dei cechi The Beatles Revival, che passano addirittura per la miglior tribute band d’Europa, mi si sono ben bene arricciate le orecchie. La band la stroncherò senza pietà, a titolo del tutto personale ovviamente. La prima parte dello show era sì strumentalmente molto decente, ma vocalmente zoppicava un po’. Lo sforzo del «John Lennon» un po’ cicciottello di fare il simpatico burlone nel parlare col pubblico tra un pezzo e l’altro è risultato a tratti proprio tragicomico. Va però lodato il bassista, che era mancino (ma pure destro), proprio come Paul McCartney, ovviamente.

https://www.youtube.com/watch?v=IjliL6N_wQ4

Dopo la prima parte i ragazzi hanno cambiato i vestiti grigi con quelli color kaki e sono ripartiti con Day Tripper. Sono i vestiti con cui il celebre quartetto fece il primo concerto in uno stadio in America, anzi, in tutta la storia della musica. Quanto all’interpretazione vera e propria dei pezzi beatlesiani, si è scesi ancora un gradino, perché alla pessima prova vocale ha cominciato a fare fedelmente compagnia anche una pessima prova strumentale. La terza parte ha richiesto nuovi costumi in stile album Sgt. Pepper, ed è seguito il passaggio al periodo più maturo del repertorio, aperto da Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band. Su Let it be a «Paul McCartney» è capitato pure di scordare il testo. Di pessimo gusto (almeno per me!) è stato quando, durante Yellow Submarine, «Lennon» è piombato sul palco cinto da un sottomarino giallo di cartone e, agitando un enorme guanto, ha saltellato e sventolato goffamente verso il pubblico. Manco fossimo al circo.

https://www.youtube.com/watch?v=KMwjspAsFmY

Mi sembra molto interessante che in tutta la scaletta abbiano suonato ben cinque pezzi che i The Beatles sì suonavano, ma non avevano scritto. Se voglio fare un po’ il cinico, direi che forse buona parte del materiale originale è comunque una roba un po’ troppo impegnativa per una band piuttosto mediocre.

Lodevole, invece, il tentativo di avvicinare anche la parte tecnica dell’attrezzatura agli anni sessanta. Beh, almeno ci hanno provato. Un filo più imbarazzante è che i ragazzi dei The Beatles Revival giurino di usare gli stessi strumenti e amplificatori dei The Beatles originali. A occhio nudo sembrava pure così, ma uno sguardo un po’ più attento ha rivelato che suonavano chitarre senza cavo, col wireless, e che gli effetti per chitarra erano nascosti maldestramente dietro al chitarrista, che li azionava col tacco della scarpa.

https://www.youtube.com/watch?v=mTWLXV07Id8

Va dato atto ai ragazzi cechi che a modo loro mantengono viva l’eredità e la portano avanti. Peccato solo che nella loro interpretazione siano troppo superficiali e non rispettino fino in fondo ciò che promettono. Quello che fa più male è che nel loro show ci infilino pure le pagliacciate.

Se in futuro qualche altro organizzatore decidesse di portare in Slovenia un’altra tribute dedicata ai The Beatles, consiglierei che, se proprio ne porta una, ne scelga una di qualità decisamente migliore. Come ho già detto, gli inglesi The Bootleg Beatles sono per esempio molto più bravi e anche più fedeli all’originale. Inoltre per i tributi mi pare più adatta la Cvetka rinnovata, che offre un’esperienza molto più autentica e intima per questo tipo di musica e che ora accoglie addirittura fino a 1900 persone.

I The Beatles Revival li ho visti la prima volta, l’ultima e mai più. I miei delicati timpani non li tormenterò più in questo modo.

Scaletta

01.Please Please Me
02.She Loves You
03.Eight Days A Week
04.Roll Over Beethoven
05.Slow Down
06.Please Mr. Postman
07.All My Loving
08.It Won’t Be Long
09.A Hard Day’s Night
10.Drive My Car
11.Day Tripper
12.Nowhere Man
13.You Can’t Do That
14.Rock ‘N’ Roll Music
15.I Need You
16.Twist And Shout
17.Help!
18.Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
19.With A Little Help From My Friends
20.Lucy In The Sky With Diamonds
21.Something
22.Come Together
23.We Can Work It Out
24.Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (reprise)
25.Let It Be
26.Hey Jude
27.Yellow Submarine

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