Tre meteoriti metal incandescenti in rotta di collisione a Kranj (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Trainstation Squat / Kranj / Slovenia
Data del concerto: 23.02.2013
Pubblico: 60
Prezzo del biglietto: 4,00€

Questo weekend di febbraio è stato davvero da pazzi. Meteo e offerta di concerti a braccetto, e una parola sola: »stacco totale«! La programmazione mensile  del Transtation Squat, quando si tratta di portare in scena il linguaggio tagliente della ricca cultura metal slovena, diventa un fattore sempre più importante: tiene in piedi e cura la crescita sana di band metal geniali e, che amara verità, la sopravvivenza stessa della scena metal. Il Transtation Squat, e con lui il programma del suo boss incrollabile e messia metal di Kranj Hellfucker, guadagna un peso simile a quello che ai giorni nostri ha a Lubiana la Kadilnica of Death, gestita dai Dirty Skunks. Un rifugio inestimabile per ottime band che hanno un disperato bisogno di suonare dal vivo per promuovere la propria musica. E proprio per questo una tappa ancora più ghiotta per i giri concertistici della crew di RockLine.

Neve che arriva da ogni lato. Sabato sera! Salgono sul palco gli space thrasher Teleport, i revivalisti Bay Area Panikk e gli unici, tenebrosi black metaller Ater Era. Devi armarti di coraggio per aprirti la strada attraverso l’implacabile sipario della tempesta di neve, fino alla porta dimensionale che ti catapulta sulle vaste pianure di un impeto ardente di brillantezza creativa indomita, quella che può offrire solo il metal sloveno!

Cartellone ottimo, affluenza decimata. Il colpevole? La neve. No. La paura umana, semplicemente. Che peccato. Il concerto è stato spostato di dieci minuti, perché i viaggiatori potessero arrivare sani e salvi a destinazione tra ghiaccio e neve. Quindi si parte alle nove e mezza di sera. Sul palco gli sfidanti sloveni che si definiscono, provocatoriamente, space thrash metal: i Teleport. Un’esperienza folle, quasi incredibile, ma dopo tutta l’espansione seguita alla svolta dei Negligence intorno al 2002 / 2003 non sorprende più sapere che la Slovenia è uno dei paesi che sfornano le nuove band metal più interessanti! I Teleport hanno più di un punto in comune con i »fuori di testa« canadesi Voivod. Avete letto bene. Il quartetto Teleport di Lubiana ha aperto la serata con una stregoneria ultra-venosa firmata da quell’infiammabile scheggia di thrash metal accelerato che è Galactic Usurper. Un’apertura più adatta non potevi desiderarla. Riff affilati come lame, marcia ritmica al massimo della potenza sonora, vocals gutturali che squarciano lo spazio vocale vomitando rabbia e terrore sui seguaci innocenti. Visionari apocalittici di una teleportazione frettolosa degli eletti da un pianeta appestato verso la colonizzazione virale e la corrosione di nuove costellazioni. Una virosi chiamata umanità! Autodistruzione per poter creare, conquistare, annientare. E poi una nuova autodistruzione che riduce la razza al minimo e fa partire un nuovo ciclo! All’infinito?

Ottima prestazione, concentrazione solida del quartetto: hanno sciorinato i brani del primo demo »Galactic Usurper« e presentato sul palco, per la prima volta nella carriera della band, un pezzo fresco di giornata, Living Fractals. Il cantante Jan Medved è un leader carismatico con una criniera che ti ricorda subito John Tardy (Obituary), ma con un suo marchio vocale, e soprattutto nel nuovo membro Blaž Tanšek, soprannominato affettuosamente »Cyberzeus«, ha trovato un ottimo compagno, con cui la musica dei Teleport diventa ancora più piena, ancora più tangibile e lascia al cantante/chitarrista più spazio per concentrarsi sulla performance vocale. Di dinamite, in questa band, non ne manca. Anche se non inventa nessuna rivoluzione musicale, suona con una carica e una foga straordinarie che conquistano subito i seguaci. Sono dei tipi speciali sulla scena metal slovena, che crescono a vista d’occhio, visto che hanno appena tre anni di vita. Aspettiamo quindi con impazienza l’esordio in studio!

La conclusione non cambia granché quando si passa ai revivalisti old school – Bay Area thrash metal di Lubiana, i Panikk. Sono passati appena tre anni da quando i ragazzi hanno suonato, ai nostri occhi, per la prima volta al »famoso« RockLine Epic Contest nel febbraio 2010, e già stanno per pubblicare l’album d’esordio »Unbearable Conditions« (Metal Tank Records, uscita 12.03.2013). Gašper »Gapa« Flere in questo tempo, con tre compagni, ha fatto un progresso incredibile e i Panikk, comparsi in un periodo di grande saturazione di band thrash metal revival in Slovenia, nella ricca semina di protagonisti del revival non si sono limitati a sopravvivere e resistere. Con la difficilmente spiegabile dormienza dei Negligence, insieme agli Eruption diventano i principali candidati a prendersi il ruolo di figura centrale della scena thrash metal revival slovena. Si sente soprattutto l’enorme crescita di Gapa, diventato un frontman sicuro di sé, che ha potenziato il suo »fastidioso strillo da ragazzino impolverato«, per il quale oggi Dave Mustaine, mentore del thrash e ormai vocalmente bello che svaporato, ucciderebbe, se le sue corde vocali glielo permettessero.  Beh, soprattutto fa piacere l’interpretazione straordinaria e l’evoluzione dei vecchi standard della band come Dismay e/o The Wave Of Death, così come la crescita della vena compositiva e di arrangiamento, che emerge dalle odissee thrash metal old school, accanitamente purosangue, più recenti, tipo Unbearable Conditions, Playground of Visions o Panic Attack! Ogni volta che li incontri faccia a faccia non puoi sfuggire alla sensazione che i Panikk, a passi decisi e misurati nella marcia della loro sveglia thrash metal, stiano salendo e basta. La band festeggia l’uscita dell’album il 16.03.2013 a Škofja Loka. Vedi di »sbronzarti« all’Ostriga quel giorno!

E ora il gruppo più interessante della serata! Gli istriani Ater Era. Ex Torka! Una delle storie più provocatoriamente avventurose che il 2013 possa servire come punto di sviluppo del black metal. A livello mondiale. Una band che con la sua acutezza supera la patetica convinzione che il black metal sia ormai esaurito. Anzi, tutto il contrario. Gli Ater Era seguono una propria visione che feconda in modo autoctono gli elementi dell’antico tesoro scandinavo della rinascita black metal di Mayhem e/o Dismember, a cui aggiungono lunghi passaggi atmosferici intagliati in molteplici cambi di ritmo e frasi di chitarra guida. La dose di psichedelia è marcata, così come, nelle melodie principali, quella dell’originario paganesimo slavo. È incredibile cosa riescano a combinare sul palco solo tre persone. Una massa sonora straordinaria, una perdizione empia e raccapricciante in cui è rimasto avvolto il Transtation Squat nel chiarore di una notte indolore, tra il minaccioso scuotersi di fiocchi di neve. La sezione ritmica è eccezionale. Soprattutto la batteria è unica per dinamica e soluzioni ingegnose, con cui riempie efficacemente tutto lo spazio disponibile di una massa di riff basata su un rapido plettrare a pioggia, in sequenze armoniche suddivise di passaggi guida. Ipnotico, sinistro, sloveno! Sì! Il capo della band, S.S., oltre a una chitarra sicura di sé, che ha coperto con padronanza e in modo ottimale lo spazio sonoro del lavoro di una chitarra sola, ha offerto, sopra ogni cosa,  una variegata tavolozza di growl deciso, punto di partenza della visione musicale unica degli Ater Era.

 La band ha tirato fuori quattro brani dall’album d’esordio »In Autumn’s Solitary Decline« – Red Thorah è sicuramente il titolo più adatto, se cerchi la conferma che questa è una band che segue la visione di assoluti autodidatti del black metal. Tre brani del tutto nuovi, cioè »Drifts Of Dead Ground«, »My Beast, My Age« e »Drowning In The Depths«, che la band ha inserito nel repertorio dell’esibizione di Kranj, annunciano trionfalmente l’arrivo del secondo lavoro in studio, atteso nei prossimi mesi di quest’anno! Se non c’eri a Kranj, hai la possibilità di un esame di recupero, il 28.02.2013, all’Orto bar di Lubiana, dove gli Ater Era suonano in compagnia degli sloveni Ivje e dei black metaller norvegesi Endezzma!

Un’altra serata fantastica al Transtation Squat, curata da quell’anima buona e granitica di Hellfucker, ha portato tre band che hanno colpito per la fede con cui credono nell’artigianato musicale. Ognuna girata verso la propria direzione di magia unica del metal. Tra tutte e tre, gli Ater Era si sono meritatamente portati a casa il ruolo di protagonisti della serata, perché hanno una dose straordinaria di carattere autoctono nel mestiere del black metal!

Scaletta

TELEPORT:
1. Intro
2. Galactic Usurper
3. Future Existence
4. Dimensional Passage
5. Digestive Pit
6. Living Fractals
7. Devourer Of Planets
8. Stellar Damnation
9. Destructioid

PANIKK:
1. Revelation Of Truth
2. Dismay
3. Messiah Of Decay
4. Cruel World
5. Panic Attack
6. Away From Reality
7. Unbearable Conditions
8. Playground Of Visions
9. The Wave Of Death

ATER ERA (senza ordine preciso):
dall’album “In Autumn’s Solitary Decline” (2011):
Vest
Vortex
Quod Mox Servi Erimus
Red Thorah
dal prossimo nuovo album:
Drifts Of Dead Ground
My Beast, My Age
Drowning In The Depths

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