Alan Parsons: The Secret
Data di uscita: 26.04.2019
Etichetta: Frontiers Records
Produzione: Alan Parsons
Durata: 48:31
Genere: art rock
Voto: 8.5/10
Alan Parsons, leggendario musicista, produttore e ingegnere del suono inglese, ci ha messo la bellezza di quindici anni per tornare in studio con un nuovo album, «The Secret», dopo il disco dalle sonorità prevalentemente elettroniche «A Valid Path» (2004). I fan aspettavano con ansia, e alla fine «The Secret» è arrivato: nella tradizione dei precedenti progetti in studio di Alan, include un numero invidiabile di ospiti d’eccezione. Tra questi spiccano l’ex chitarrista dei Genesis Steve Hackett, l’ex cantante dei Foreigner Lou Gramm, il batterista di culto Vinnie Colaiuta, il virtuoso del basso Guy Erez, il chitarrista sopraffino Jeff Kolman e il popolare cantante Jason Mraz. Tra i collaboratori di lunga data di Alan sono tornati su «The Secret» il maestro della chitarra Ian Bairnson, fedele ad Alan fin dagli esordi di The Alan Parsons Project, e il cantante P.J. Olsson, da qualche anno voce principale nei tour di Alan.
Chiariamolo subito: «The Secret» non è proprio uno dei vertici della carriera di Alan, ma resta comunque un disco molto buono, che ha soddisfatto alcune delle aspettative più alte. Sul perfezionismo produttivo di sempre non vale nemmeno la pena soffermarsi. Alan non si è espresso del tutto chiaramente su una cosa: se «The Secret» prosegua o meno la sua tradizione di concept album, ma nella maggior parte dei testi si percepisce il tema prediletto di Parsons: l’eterna domanda su dove passi il confine tra magia e scienza.
«The Secret» parte subito con una sorpresa prog rock, insolitamente sperimentale, nella forma dello strumentale «The Sorcerrer’s Apprentice», che per via delle tipiche pennellate chitarristiche di Hackett ricorda più certi lavori solisti del leggendario chitarrista che i precedenti exploit strumentali di Alan. Il tutto suona molto avventuroso e parecchio diverso da quello che la maggior parte della gente si aspettava, e al tempo stesso bisogna dare ad Alan il merito di ricordarsi ogni tanto delle sue radici progressive.
Il brano successivo, «Miracle», con Jason Mraz alla voce principale, è molto più orientato al commerciale e mette in campo la classica e riconoscibilissima scrittura di Alan, con i suoi arrangiamenti malinconico-melodici, sottili sfumature ritmiche al confine tra art rock e pop rock e un ritornello contagioso, ultramelodico.
Ascoltando «As Lights Fall», dove a prendere l’iniziativa vocale è il maestro della produzione in persona, i fan di vecchia data coglieranno al volo certe somiglianze con il più grande successo di The Alan Parsons, «Eye in the Sky». L’arrangiamento centrale e la melodia vocale ricordano in effetti un po’ quell’evergreen indimenticabile, ma le parti prevalentemente acustiche e il ritornello lo portano in acque ambientali completamente diverse. Per timbro la voce di Alan ricorda un po’ quella del suo compianto socio di The Alan Parson Project Eric Woolfson, ed è per questo che rende alla grande sui pezzi più da ballad.
Il pomposo «One Note Symphony» è, come dice già il titolo, un art rocker a tttinte sinfoniche, dove Todd Cooper conquista con una prova vocale eccellente. Anche la power ballad «Sometimes», in cui Lou Gramm si fa valere con un cantato da applausi, ha dentro arrangiamenti orchestrali imponenti. Chi negli anni Ottanta si chiedeva come sarebbe stato un incontro ravvicinato tra The Alan Parsons Project e i Foreigner, adesso avrà finalmente la sua risposta.
«Soiree Fantastique», dove le armonie vocali sul ritornello ipnotico se le dividono Mr. Parsons e Cooper, con la sua atmosfera misteriosa è tra i punti più alti di «The Secret». Su «Fly to Me», condito di sinfonico-psichedelico, risaltano l’assolo di chitarra malinconico e l’approccio vocale di Mark Mikel (ex-The Pillbugs), che col suo timbro suona come un incrocio tra Paul McCartney e John Lennon. Che su «The Secret» ci sia almeno un riferimento sonoro ai The Beatles non sorprende affatto, visto che da giovane Alan, come ingegnere del suono, lavorò a entrambi gli album d’addio della band più importante della storia del rock.
Il «Requiem» dal tocco leggermente jazz, con Cooper che stavolta non si limita alla voce principale ma suona anche appassionate parti di sassofono, è tra i momenti più energici di «The Secret». La ballad orchestrale «Years of Glory», dove il testimone vocale passa di nuovo a P.J. Olsson, con la sua atmosfera eterea e il suo ritornello farà tornare in mente a parecchi alcune indimenticabili ballad di The Alan Parsons Project. «The Limelight Fades Away», con Jordan Huffman al microfono, farà felici tutti gli amanti dell’AOR e della maggior parte delle band sotto contratto con l’attuale etichetta di Alan, Frontiers Records. «I Can’t Get There from Here», dove al comando vocale c’è Jared Mahone, è una ballad d’addio con maestosi arrangiamenti orchestrali e un assolo di chitarra di gran gusto, che come atmosfera chiude l’album in modo bellissimo.
Con «The Secret» Mr. Parsons ha tirato fuori un disco davvero piacevole, uscito quasi esattamente come se lo aspettavano e lo volevano la maggior parte dei fan. Anche se gli standard altissimi dei tempi d’oro di The Alan Parson Project restano per lo più fuori portata, è uno dei momenti migliori della sua carriera solista, soprattutto rispetto al predecessore «A Valid Path», che era stato una bella delusione. A parte l’esperimento iniziale, stavolta Alan in fase di scrittura è stato parecchio «prudente», per non scostarsi troppo dalle linee attese, ma non gliene si può fare una colpa. Al netto di qualche piccolo difetto, «The Secret» è un lavoro molto ascoltabile, che dimostra come Alan, con l’aiuto di alcuni ospiti illustri, sia ancora un artista molto vitale anche sul piano compositivo.
Autore: Peter Podbrežnik
Tracklist:
1. The Sorcerer’s Apprentice (Instrumental)
2. Miracle
3. As Lights Fall
4. One Note Symphony
5. Sometimes
6. Soiree Fantastique
7. Fly to Me
8. Requiem
9. Years of Glory
10. The Limelight Fades Away
11. I Can’t Get There from Here
Musicisti:
Alan Parsons – chitarra, tastiere, percussioni, voce principale (3,6)
Jason Mraz – voce principale (2)
Todd Cooper – voce principale (4,6,8)
Lou Gramm – voce principale (5)
Mark Mikel – voce principale (7)
P.J. Olsson – voce principale (9)
Jordan Asher Huffman – voce principale (10)
Jared Mahone – voce principale (11)
Steve Hackett – chitarra (1)
Jeff Kollman – chitarra
Dan Tracey – chitarra
Tony Rosacci – chitarra
Ian Bairnson – chitarra (9)
Andy Ellis – tastiere
Tom Brooks – tastiere
Dan Tracey – tastiere
Pat Caddick – pianoforte
Angelo Pizzaro – pianoforte
Nathan East – basso (1)
Guy Erez / basso
Jeff Peterson / basso
Vinnie Colaiuta – batteria (1)
Danny Thompson – batteria
Carl Sorensen – batteria
Todd Cooper – sassofono
Michael Fitzpatrick – violoncello
ake Shimabukuro – ukulele
Oscar Utterström – trombone
Vinnie Ciesielski – tromba