“Quando gli appassionati di metal uniscono le forze” – festival Paranoid Mania 2013 – secondo giorno
Luogo: Opatje selo / Slovenia
Data del concerto: 14.09.2013
Numero di spettatori: 300
Prezzo del biglietto: 15,00€ (giornaliero) / 20,00€ (due giorni)
Le giornate piovose e grigie della settimana non lasciavano certo sperare che nel weekend potesse uscire il sole. Ma come poteva il cielo mettersi a piangere con una follia metallara in arrivo sul Carso? Evidentemente il sole ha accettato l’invito con piacere e ha scaldato ancora un po’ l’atmosfera già rovente del festival Paranoid Mania.
Stavolta la strada ci ha portati a Opatje selo. Un paesino piccolo sopra Gorica, che la Paranoid Mania ha rimesso sulla mappa degli eventi. E a ragione, davvero. Il posto è proprio bello: tanto verde, spazio a sufficienza per panchine, tavolini e bancarelle di cibo e bevande. L’area offriva pure la possibilità di fare un po’ di movimento, con un campo da basket e uno da bocce. L’area tende era ben nascosta in una piccola conca. Il palco e lo spazio per il pubblico erano allestiti in una piccola radura, circondata da alberi su ogni lato. Un ambiente davvero niente male.
Siamo arrivati al festival solo il sabato sera, ma buona parte del programma si era già svolta venerdì. Il palco del festival è stato inaugurato alle sette di sera dai padroni di casa Estwind. Poi è toccato ai black metaller locali Gorge of Cerberus. Poco prima delle nove sono saliti sul palco i Woli Wo, gente del Litorale. Il festival è andato avanti con i fiammeggianti unicorni spaziali, vecchie conoscenze del festival Metaldays, Space Unicorn On Fire. La serata di venerdì l’hanno chiusa i Grimoir, truccati e dipinti.
Quando siamo arrivati nel villaggio da cartolina il cielo si era già quasi fatto buio. Per tutta l’area rimbombavano gli strumenti dei Burning Noise, mentre dietro le quinte i Mephistophelian si preparavano a salire sul palco. Parcheggio grande e spazioso. Una marea di ragazze e ragazzi capelloni vestiti di nero dominava i dintorni. I suoni taglienti delle chitarre che arrivavano da dietro il boschetto non hanno disturbato un attimo la folla, che beveva e chiacchierava rilassata sulle panchine, e neppure il gruppo che tirava a canestro senza mollare. All’ingresso tutti gentilissimi e disponibili. Per la prima volta a un festival mi hanno dato un foglio con il line-up stampato, cosa che da parte degli organizzatori merita senz’altro un plauso. L’area concerti, poi, era grande il giusto: mai troppo piena, ma senza sembrare vuota. Perfetta.
I Mephistophelian hanno preso il palco verso le otto di sera, mentre noi siamo andati a fare un giro per l’area. Dappertutto c’era un’aria positiva, gente sorridente e felice. A giudicare dal numero di tende nell’area campeggio, parecchi visitatori hanno passato lì sul posto sia la notte che il giorno. Durante il giorno, infatti, il programma del festival era stato arricchito da giochi sportivi, mentre la parte musicale era partita già alle cinque del pomeriggio con l’esibizione dei GMB. Prima dei già citati Burning Noise hanno suonato i glam Wild Crew. Dopo i death metaller della Bela krajina Mephistophelian sono saliti sul palco i Panikk di Lubiana, che a inizio 2013 hanno pubblicato il loro primo album. Dopo di loro è stato il turno dei Tomcat, che durante il concerto hanno presentato anche il nuovo chitarrista temporaneo Grega Žagar. Per chiudere, sul palco sono saliti gli headliner del festival, i Metalsteel. L’esibizione di questi vecchi gatti di mille battaglie, che calcano i palchi metal sloveni da più di dieci anni, ha richiamato sotto il palco anche il maggior numero di spettatori. La parte live si è così conclusa, ma i festeggiamenti metallari sono andati avanti al bancone e sulle panchine, con la musica a palla dalle casse fino alle due di notte, quando noi ci siamo avviati piano piano verso casa. I più tosti, ovviamente, hanno di nuovo passato la notte sul posto.
Anche se abbiamo visto solo una piccola parte di quello che è successo, posso dire che il pubblico del festival si è trovato bene. C’era tutto quello che serviva, un bel mix di band in cui ognuno poteva trovare qualcosa per sé, una location splendida, bagni puliti – niente cessi di plastica scuri e malmessi. Un applauso agli organizzatori, che hanno dimostrato che l’unione fa davvero la forza e che si può mettere in piedi un festival più che solido anche in poco tempo. Non vediamo l’ora di Paranoid Mania 2014.
* Un ringraziamento speciale va alla squadra di Paranoid per il cuore da leoni e per aver prestato a RockLine il suo fotografo
Dominika Torkar Photography blogspot
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Galleria fotografica























































