Fuck Off Commercial festeggia i 25 anni! (2013)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Lukna's Halle / Šešče pri Žalcu / Slovenia
Data del concerto: 26.10.2013
Presenze: 300
Prezzo del biglietto: 6,66€ (prevendita) / 9,99€ (il giorno del concerto)
L’ultimo sabato di ottobre Šešče pri Žalcu si è vestita di nero. Il motivo non era l’avvicinarsi del giorno dei morti, ma un concerto metal che ha portato in questo paesino minuscolo della campagna stiriana centinaia di fan affamati di musica pesante. Parliamo, ovviamente, del leggendario festival Fuck Off Commercial, che alla fine degli anni Ottanta, con la sua prima edizione, ha disegnato la Stiria sulla mappa del metal sloveno e da allora, con edizioni sporadiche, continua a dare una mano alla scena metal locale (e non solo). L’ultimo Fuck Off Commerical si era tenuto nel 2008, quindi dopo cinque anni il festival è tornato tra i vivi, e il filo conduttore di quest’anno è stato la celebrazione dei venticinque anni dalla prima edizione.
Diciamocelo: oggi a reggere la scena metal slovena è l’area attorno a Lubiana con l’Alta Carniola, mentre a est di Trojane e a ovest della Mura la scena, con rare e luminose eccezioni, è clinicamente morta. Per questo il mio sorriso era ancora più largo quando sono arrivato davanti alla Lukna a Šešče: nei minuti prima dell’inizio dei concerti c’era già una bella folla di nerovestiti arrivati da Celje, Velenje e da tutti gli altri angoli della zona.
Come si addice a un festival, a dare il via al terrorismo aggressivo ai danni dei presenti sono stati i padroni di casa INMATE. Beh, quasi di casa. Gli Inmate vengono da Velenje e, come si sa da tempo, proprio i live sono uno dei loro punti di forza. La loro presenza scenica non è meno velenosa di quella delle band straniere più rodate in fatto di esecuzione, e la professionalità da campionato alto non è mancata nemmeno nei primi minuti del set, quando sotto il palco la gente cominciava appena a ammassarsi. Anche se gli Inmate giurano su una scuola metal più recente, con uno show travolgente hanno riempito la saletta senza problemi, e così la loro aggressiva erotica metalcore con lampi melodici alla In Flames ha preso vita in un vero e proprio inferno di fuoco! Il gemito delle chitarre sotto le dita di Aleš Kroflič e Andrej Bezjak si piegava a precise svolte ritmiche e toccava i picchi nei breakdown tipici del genere, che alle prime file imponevano, come per scherzo, un vorticoso rotear di capelli.
Secondi in scaletta, e per la prima volta in carriera davanti al pubblico sloveno, i RAPIDFORCE, decani della scena thrash metal serba che, a causa delle dure condizioni in patria negli anni Novanta, non sono riusciti a salire i gradini più alti della carriera. Nonostante il ringiovanimento della formazione, i Rapidforce seguono l’idea originaria di un’aggressività senza compromessi nello stile della scuola Slayer (tra l’altro, a giugno hanno suonato a Belgrado come supporto ai giganti californiani), che riecheggiava a tratti soprattutto nei giri di chitarra e nei cambi ritmici. Doppia cassa e voce ringhiante allontanano i serbi dalla definizione di thrash metal classico, con grande gioia, ovviamente, di tutti i fan di band come Pantera o Sepultura. Anche nei momenti di improvvisazione strumentale i Rapidforce non conoscono nemmeno un accenno di quarta marcia da dieta: il loro suono groovoso lo coltivano con cura per tutta la durata dei pezzi, pieni di rabbia e odio per tutto ciò che si muove ed è caldo! I serbi possono essere contenti dell’esordio sul versante soleggiato delle Alpi e, vista la reazione positiva, non c’è da temere che un giorno non tornino.
Poi è arrivata una bella sventola di nome ANESTHESIA. I più vecchi appassionati del mestiere metal in Slovenia ricorderanno probabilmente che i veterani croati avevano già suonato al Fuck Off Commercial nel lontano 1991, quando sul palco salì tra gli altri anche la leggendaria band tedesca Holy Moses. Anche se, tra tutti i protagonisti di questa serata, gli Anesthesia hanno offerto lo show più spartano, sono stati loro (almeno per me) a raccogliere più simpatie. Si tratta infatti di un quartetto formato da quattro amici di lunga data, gli stessi quattro che suonavano insieme già vent’anni fa, agli inizi della band! La figura centrale è il frontman Tomislav Vučetić. Un tipo carismatico sotto ogni aspetto, che per timbro ricorda James Hetfield (Metallica), e anche stilisticamente gli Anesthesia, a parte brani più semplici e tempi più veloci, si possono paragonare ai celebri fratelli del metal di San Francisco. I croati a Šešče hanno presentato un mix di materiale vecchio e nuovo (ancora inedito), e tra i pezzi spiccava come brano di commiato il singolo dal messaggio forte Soulsucker. Talmente forte che ha alzato le braccia al cielo perfino uno dei punk presenti!
Come headliner del festival si è presentata la ben nota gigante della scena metal di casa nostra, i NOCTIFERIA. Ultimamente la band ha cominciato a farsi vedere più spesso sui palchi dei club sloveni, dove con raffiche live riempie la pausa di studio tra l’ultimo disco »Deatb Culture« e il prossimo, su cui stanno lavorando. Le salite sul palco nel frattempo servono ai Noctiferia a sfogare l’energia in eccesso, anche se si tratta di una band estremamente esperta, che sa dare al pubblico esattamente quanto serve. A šešče, a una routine appena percettibile e ben mascherata ha resistito più saldamente, con il suo assalto vocale morboso alle orecchie, il frontman Gianni, ormai da un po’ coi capelli corti. I ragazzi sono ottimi musicisti che, oltre all’affiatamento, hanno una postura professionale sotto ogni aspetto, quindi il paragone dei Noctiferia con gli standard delle grandi band dell’Europa occidentale è più che azzeccato! La band ha attraversato soprattutto materiale più recente, da Slovenska morbida in poi, e lo show curato e i dettagli sonori rifiniti, che in tutti questi anni hanno fatto della band un unicum nel nostro paese, hanno tenuto il club sotto scacco per un’ora buona di concerto.
Quando le teste erano già un po’ brille e gli sguardi dei presenti non più cristallini come qualche ora prima, a chiudere la serata sono saliti sul palco gli altri ragazzi di Velenje, i CORDURA. Si tratta del progetto allargato del virtuoso della chitarra Tim Draksler (ex-Eliminator, ex-Interceptor), che ha messo insieme intorno a sé ragazzi con la stessa testa e ha finalmente portato anche sui palchi dal vivo le sue composizioni di matrice progressive, nate in tanto tempo. Dopo un breve soundcheck si è fatto sul serio! I brani brutali, conditi dal nuovo cantante Nejc (I Scream) con una voce per lo più estrema, imponevano un tempo spietato; a dirla tutta, dal progetto mi aspettavo un attacco un po’ più morbido ai recettori del suono, e invece mi sono beccato un calcio dritto in fronte, da matti! L’asso nella manica sono ovviamente le passeggiate tecnicamente rifinite sui manici delle chitarre del duo Tim Draksler / Gogi Planko, che portano nell’insieme una dinamica bombastica. Visto che il progetto in versione live è appena decollato e ha ancora molto spazio per crescere, è di sicuro una piacevole sferzata di vita per il nostro angolino di universo metal! Per salutare il festival i Cordura hanno invitato sul palco nientemeno che l’organizzatore principale, il leggendario primo urlatore metal di Žalec Gregor Čulk, che con l’accompagnamento strumentale dei ragazzi di Velenje, con Zadnja žrtev e Homo Stupidos, ha ricordato l’eredità dei compianti Interceptor e ha regalato uno dei momenti clou della maratona live.
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