Dark Tranquillity mettono in piedi la Močvara di Zagabria (2013)
Autore: Sebastijan Videc
Foto: Sebastijan Videc
Luogo: Zagabria / Moćvara / Croazia
Data del concerto: 25.11.2013
Numero di spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 120,00HRK (prevendita) /140,00HRK (il giorno del concerto)
Insieme a At The Gates e In Flames, i Dark Tranquillity sono considerati uno dei tre grandi nomi della scena melodic death metal di Göteborg. Il fatto che, nell’ambito dell’attuale tour World Construct, si siano fermati nella vicinissima Zagabria era un appuntamento obbligato per ogni fan del genere, come confermava anche il bel numero di targhe slovene sul posto.
A salire per primi sul palco sono stati i padroni di casa Innergate. La band suona un metal moderno, che potremmo definire un mix tra thrash e death metal melodico. Riescono a combinare bene la loro musica con soluzioni chitarristiche interessanti e a tratti intricate, una batteria dinamica e voci femminili pulite messe bene in evidenza, ogni tanto rinforzate da scream taglienti. Già prima di entrare in sala si sentiva un impianto audio parecchio (troppo) alto, e speravamo fosse solo colpa della sala ancora vuota. Sul palco la band suonava molto affiatata e compatta. Una nota stonata sono state le voci della cantante, un po’ troppo alte e a tratti poco comprensibili, ma la colpa era probabilmente sempre del volume esagerato dell’impianto. Nonostante un’esibizione solida, purtroppo i padroni di casa, a parte un pugno di persone, non sono riusciti a scaldare il pubblico, che in sala stava ancora arrivando.
Una decina di minuti dopo è toccato ai norvegesi Tristania, band gothic sinfonica attiva da ben diciassette anni. Alla Močvara di Zagabria suonavano per la prima volta in carriera e portavano in giro il loro ultimo lavoro, Darkest White, uscito a fine maggio. La prima metà del set è stata più o meno statica e rifletteva una certa incertezza nei confronti del “nuovo” pubblico, cosa che si vedeva anche sul palco. La colpa era in gran parte, di nuovo, di un audio instabile, evidente soprattutto sulle voci, messe semplicemente troppo basse. La band ha aperto con la potente Number, tratta dall’ultimo album appena citato. Sulla stessa linea hanno suonato soprattutto materiale recente e, naturalmente, anche qualche pezzo più vecchio, come Beyond The Veil dall’omonimo album, The Shining Path e Libre.
Da sottolineare la formazione ricca, con cantante e cantante alle voci principali e i cori di chitarrista e bassista, che si incastravano alla perfezione. Un po’ fastidioso il continuo andirivieni dal palco di lei e di lui, che nelle parti non cantate si ritiravano dietro le quinte e comunicavano con il pubblico in modo piuttosto trattenuto. All’inizio della seconda metà del concerto sono riusciti a sistemare un po’ il suono, e si vedeva che la band si era abituata al pubblico e si era sciolta nell’atmosfera ambient. Con il resto del repertorio hanno infiammato per bene la sala, ormai bella piena, e con Requiem hanno chiuso il loro set in modo più che dignitoso.
Dopo una pausa di una ventina di minuti e un’impazienza più che evidente, che si sentiva anche nell’atmosfera della sala, sul palco sono saliti i protagonisti della serata, gli svedesi Dark Tranquillity. In un ampio set di quasi due ore hanno presentato quasi per intero il loro nuovo album in studio, Construct. In questo tour la band ha inoltre suonato per la prima volta senza bassista, quindi in formazione a cinque.
Il concerto è partito con un pezzo dell’ultimo album e il pubblico, in una sala ormai strapiena, è subito andato fuori di testa. Durante il set la band ha suonato anche alcuni ottimi vecchi classici, come Punish My Heaven dall’album The Gallery, Indifferent Suns dall’album Haven e la rarissima A Bolt Of Blazing Gold dall’album Skydancer. Quest’ultima è stata eseguita in modo interessante con l’aiuto della cantante dei Tristania Mariangela Demurtas, che è intervenuta come ospite alle voci anche nel pezzo successivo, Mundane And The Magic. Sullo sfondo c’erano sempre proiezioni originali, opera del chitarrista Niklas Sundin, che si integravano alla perfezione e rafforzavano l’esibizione.
Interessante l’esecuzione vocale di Iridium, che appartiene al loro album precedente We Are The Void. Nonostante la lunga carriera della band, in questo pezzo il cantante Mikael Stanne ha dimostrato di avere ancora scream piuttosto potenti e anche qualche growl, che qui ha valorizzato alla grande. Per la sua struttura più o meno calma, il pezzo ha spezzato bene la tensione, per il resto positiva, che c’era in sala, aggiungendo un tocco emotivo alla scaletta e, a giudicare da come l’abbiamo vissuta, anche per la band stessa.
Dopo Misery’s Crown la band ha lasciato il palco. Ovviamente c’era da aspettarsi che sarebbero tornati con un’altra leccornia musicale o, per citare le parole del cantante: “more metal”, nonostante lui avesse dichiarato che i Dark Tranquillity non fanno bis. Il ritorno era inevitabile, visto che il pubblico lo chiedeva a gran voce e incitava instancabilmente la band dietro le quinte. Hanno suonato ancora due pezzi, Uniformity e, in chiusura, Final Resistance.
Anche con i Dark Tranquillity l’audio è stato regolato piuttosto male per tutto il concerto. In certi momenti si traduceva in fischi fastidiosi, fruscii e una continua differenza e altalena di volume, soprattutto su tutti gli strumenti.
In conclusione, tutte le esibizioni sono state sensate e ben eseguite, e il pubblico, soprattutto con la band principale, si è scatenato senza tregua, letteralmente “a pezzi”, fino alla fine. Da citare anche qualche mosh-pit e un po’ di stage-diving. Il concerto valeva la visione, ma purtroppo il suono incostante e più o meno scadente ha lasciato un retrogusto un po’ amaro; ciò nonostante è stato bello, dopo tanto tempo, rivedere queste leggende del death metal melodico di Göteborg.
Scaletta
INNERGATE:
1. Gruesome
2. Buried Alive
3. The Killer
4. Symbiosis
5. Transcend
6. Scarlight
TRISTANIA:
1. Number
2. Night On Earth
3. Himmelfall
4. Beyond the Veil
5. The Shining Path
6. Darkest White
7. Libre
8. Year of the Rat
9. Requiem
DARK TRANQUILLITY:
1. The Science of Noise
2. White Noise/Black Silence
3. What Only You Know
4. The Fatalist
5. The Silence In Between
6. Zero Distance
7. A Bolt of Blazing Gold (feat. Mariangela Demurtas)
8. Mundane and the Magic (feat. Mariangela Demurtas)
9. Punish My Heaven
10. The Wonders at Your Feet
11. Indifferent Suns
12. Iridium
13. Terminus (Where Death Is Most Alive)
14. State of Trust
15. Endtime Hearts
16. ThereIn
17. Lost to Apathy
18. Misery’s Crown
19. Uniformity
20. Final Resistance
Galleria fotografica












































