Messa rock con i San Di Ego (2013)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Biljardna hiša / Slovenia
Data del concerto: 28.12.2013
Presenze: 220
Prezzo del biglietto: 7,00€
Per il gran finale dell’offerta live in Slovenia, almeno per quanto riguarda il »rock and roll«, ci hanno pensato i San Di Ego con un altro show a Lubiana. Una super formazione rock sfornata di fresco, un quartetto composto da Sergej Škofljanec (voce), Matic Ajdič (chitarra), Martin Rozman (basso) e Jure Doles (batteria). Vista la reputazione del quartetto, il »networking« di una volta sulla scena musicale slovena e la fama di cui i singoli godono come musicisti, la Biljardna hiša quella sera ha radunato in un unico, enorme mucchio la crème de la crème del rock sloveno.
La band ha diviso l’esibizione in due parti, con una pausa bella lunga nel mezzo. Classica mossa commerciale voluta dal capo del locale, per far scivolare qualche monetina in più dalle tasche del pubblico alla cassa dietro il bancone. Okay, onesto. I tizi sul palco, invece, carichi e impettiti! Sono richiestissimi e proprio per questo frequentatori abituali dei palchi in svariate formazioni. Curioso che alla band scrivere materiale proprio non venga così di corsa. I San Di Ego salgono sul palco da marzo di quest’anno circa, ma non sono sicuro che fino a oggi abbiano messo insieme più di quattro pezzi originali. Comunque sia, visto che una bella fetta della filosofia di base negli arrangiamenti è già nell’esperienza e nella tempra dei singoli membri, maturate in una ricca serie di imprese passate con risultati in studio ben visibili, dubito che il quartetto possa inciampare nell’ostacolo chiamato mancanza di fantasia autoriale nel creare composizioni proprie. Aspettiamo e vediamo, quindi!
Il grosso del live è andato quindi alle esecuzioni di evergreen del rock, e quando la band attacca un brano impegnativo come »More Than A Feeling« dei Boston, e Škofljanec porta la linea vocale a un’estensione difficilissima, alla portata solo del compianto Brad Delp, poco prima del passaggio all’ultimo ritornello, non è fuori luogo pensare che quella sera alla Biljardna hiša avrebbe dovuto esserci anche lo stesso illustrissimo capo dei Boston, Tom Scholz.
Nel ricco pacchetto di reinterpretazioni di evergreen rock sono finiti anche i pezzi originali, i »novellini« »Sonce ja tam, kjer si ti«, »Zadnji cent«, »Copata« e »Domina«, che speriamo trovino presto dei »compagni di banco« e, di conseguenza, un esordio in studio. Il quartetto è una fortezza. Trasuda una fame di palco pazzesca! I ragazzi suonano compatti, affiatati, sicuri, rilassati ma agguerriti, come se fossero al primo concerto e con una voglia matta di dimostrare tutto. L’intesa e il dialogo sono eccezionali. Con tutte quelle vibrazioni positive che riempivano il locale, non c’è proprio bisogno di sprecare parole in più. Il colpo d’occhio era stupendo. Il grosso, diciamo il cuore dell’attuale pulsare hard rock sloveno e in parte anche metal, riunito in un unico posto! Non ti capita tutti i giorni. Più uniti di così non si può. Rara invece la presenza di quelle anime votate al sound alternative rock, che con ogni probabilità hanno trovato conforto al concerto degli Aktivna Propaganda della stessa sera a Metelkova.
Dei San Di Ego si può dire che, con il loro arrivo sulla scena, riempiono con senso la lacuna lasciata dal ritiro delle venerabili band che negli anni Ottanta, e anche Novanta, erano state il cavallo di battaglia della scena slovena (Šank rock, Chateau, Martin Krpan, Rdeči baron, Bombe,…). Ovviamente se il quartetto comincerà a sfornare materiale proprio, documentato su supporti da studio. La sensazione è ottima. La scena hard rock slovena finalmente si risveglia e si dà una specie di nucleo riconoscibile. Un movimento che, speriamo, con l’ulteriore avvicinamento tra vecchia e nuova guardia di musicisti riceverà finalmente la giusta conferma e il giusto valore in Slovenia. Finora le truppe slovene di hard rocker erano decisamente sbandate. L’evento alla Biljardna hiša annuncia in questo senso una vera rinascita rinascimentale. Certo, questo paragrafo si regge su un’ipotesi. Speriamo che questo nucleo positivo non lo ammazzi il secondo passatempo nazionale preferito degli sloveni. Chiamiamolo pure mestiere. Gelosia e invidia (il primo posto è riservato alla corruzione).
Il suono, soprattutto nella prima parte, non era dei migliori. La chitarra a tratti rimbombava impastata (riff), mentre il basso non si sentiva da nessuna parte. Per fortuna Škofljanec ha avuto la sua grande giornata vocale! Il frontman navigato ha trascinato avanti il carro dei San Di Ego con ardore e ha conquistato subito il pubblico, che gli mangiava in mano senza pensieri. Ovviamente al riparo della corazza blindata del batterista Jure Doles, eccellente. Questi ragazzi sono dei diavoli. Pensa che suonano pure Extreme, Van Halen, Winger. Diabolici, insomma! Tra tutte le esecuzioni di hit evergreen spicca di sicuro Stayin’ Alive dei Bee Gees, rivestita e riarrangiata da maestri nel segno dell’hard rock!
Che piacere guardare i San Di Ego! Dalla testa ai piedi. Nella seconda parte hanno sistemato il suono, ma se ne è preoccupato solo un pugno di noi, critici ormai »un po’ fuori di testa« a furia di cercare il pelo nell’uovo, mentre la gente si è »scollegata« volentieri sui classici di Whitesnake, Led Zeppelin, Deep Purple, Free, AC/DC, Judas Priest,… La notte era ancora lunga! Calda, scatenata e vogliosa! Ecco il rock ‘n’ roll dei San Di Ego! Vecchio amico subito infiammabile, invasivo! Una messa peccaminosa dello scandalo rock! Una bella dose di acciaio duro in fronte, insomma!
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