Piano e sottovoce al concerto acustico di Severa Gjurin (2014)
Luogo: SiTi Teater
Data del concerto: 23.01.2014
Numero di spettatori: 250
Prezzo del biglietto: 13,5-15€
L’atmosfera del SiTi Teater è in generale perfetta per i concerti acustici; la sala piccola e l’ambiente accogliente sono su misura per imprese acustiche come quella di Severa. Il giorno del concerto la sala era stracolma, piena di gente di tutte le età (dai più giovani ai più grandi) e attraversata da una sensazione speciale, frizzante. Quando le luci si abbassano e le chiacchiere alla mia sinistra si spengono, sul palco del SiTi Teater sgattaiolano Gašper Peršl alla batteria, Žiga Golob al contrabbasso, Dejan Lapanja sullo sgabello della chitarra e Severa Gjurin al suo posto davanti al microfono principale. Il concerto è partito con Mlini in vetrovi, senza esitazioni e senza inutili tentativi di “animare” il pubblico.
Il controllo delle dinamiche (le variazioni di volume di strumenti e voce) era incredibile; nei passaggi in cui a suonare erano solo Severa e Dejan, si sentiva il click di una penna a sfera da una parte all’altra della sala. Il timbro di Severa si è fuso alla perfezione con le improvvisazioni alla chitarra di Dejan; i pezzi che eseguivano insieme crescevano piano ma con ostinazione, diventando canzoni ricche di arrangiamenti. Dopo Brez sramu in brez strahu è arrivata l’interpretazione acustica di Severa di Obsedela Sva Sama degli Avtomobili. La trasformazione degli elementi dell’arrangiamento, ulteriormente insaporita dal personaggio di Severa, ha ricevuto un caloroso benvenuto dal pubblico, come tutte le cover. Una menzione speciale va a Oh, My Heart dei R.E.M., che Severa ha interpretato con una dose di malinconia decisamente maggiore. Bisogna capire che calarsi nell’opera di un altro artista (nel nostro caso Michael Stipe) si porta dietro un pedaggio emotivo; è difficile rivivere i testi di qualcun altro e allo stesso tempo mantenere la propria nota personale. A Severa e alla sua band è riuscito con cinque stelle. Prima simpatica e silenziosa, nei momenti climatici ha riversato la sua carica emotiva in modo deciso, penetrante.
Il concerto è proseguito così, tra salite e discese dinamiche: attacco leggero, forte impennata, discesa dinamica. La band di accompagnamento, che tra le altre cose ha lavorato con Severa nel periodo di Olivija, ha costruito per tutto il concerto una base solida su cui la cantante ha potuto appoggiarsi. Niente a che vedere con l’ego di certe popstar che cambiano gruppo ogni anno. Respiravano tutti insieme, restavano uniti, interpretavano canzoni ed emozioni sulla stessa lunghezza d’onda; pezzi come Mlade oči, Ti si moje srce, Sej vame e altri sprigionavano un calore palpabile che ha conquistato completamente il pubblico del SiTi Teater. In una raccolta di brani già così acuta, una menzione speciale se la merita Muzika za Babice, creatura di Žiga Golob. Arrangiamento semplice, con il contrabbasso, i fischi e i mormorii al centro; il pubblico aspettava con ansia il contributo vocale, ma Severa lo ha trattenuto con ostinazione fino alla fine del brano. Per un finale da teatro la band ha proposto Kakor da se nič ni zgodilo, una delle canzoni più delicate e innocenti del repertorio di Severa, scritta in collaborazione con Gal e dedicata a tutti i colpiti dall’alluvione.
Di solito l'”encore” distrae chi ascolta il concerto dall’elemento che lo aveva attirato in primo luogo. Perché uscire dal palco, aspettare e tornare? Se l’esibizione è di qualità, suona il concerto intero e lascia il pubblico con la voglia di un altro concerto, di un’altra esibizione. Severa, una volta tornata sul palco, ha comunque conquistato tutti fino all’ultimo con la versione acustica di Sentiš-Navadni degli Zmelkoow. Not Dark Yet di Bob Dylan ha giustificato ancora di più il ritorno sul palco, mentre la band ha chiuso la serata in modo incisivo e sentito con Kjer je toplo, un pezzo semplice e sincero, perfetto per la fine di un concerto eseguito in modo eccellente, sia dal punto di vista del “piacere per gli occhi” (l’immedesimazione di Dejan alla chitarra e il personaggio simpatico di Severa) sia da quello tecnico (lo stile jazz incredibile di Peršl e il controllo del volume).
Dopo un tenero ringraziamento e un saluto, tutto il pubblico si è riversato verso le porte. Mentre mi facevo strada tra le file di sedie e i volantini pubblicitari, pensavo a come riassumere l’esperienza al SiTi Teater in una sola frase. Purtroppo non si può. La Gjurin dipinge la musica con le parole, in modo sincero e senza riserve, con lo slancio di una vera autrice e interprete. L’elemento dell’improvvisazione, poi, contribuisce a un quadro dinamico che varia da concerto a concerto e offre sempre un’esperienza nuova. Il concerto di ieri è stato una testimonianza vivente della poliedricità di Severa come esecutrice e interprete; ha bilanciato l’acutezza dei suoi testi con un controllo incredibile delle dinamiche e con la totale collaborazione della band. Se l’innocenza avesse un suono, sarebbe la voce di Severa Gjurin.
Scaletta
1. Mlini in Vetrovi
2. Brez sramu in brez strahu
3. Obsedela sva sama (Avtomobili)
4. All along the watchtower (Bob Dylan)
5. Ti si moje srce
6. Mlade oči
7. Saj tudi sonce zaslepi
8. Najini gozdovi
9. Ledena
10. Sej vame
11. Oh, my heart (REM)
12. Muzika za babice
13. Iskrimo se
14. Kadar sva sama
15. Ali je še kaj prostora tam na jugu?
16. Kakor da se nič ni zgodilo
BIS:
17. Sentiš-navadni (Zmelkoow)
18. Nimam več
19. Not dark yet (Bob Dylan)
20. Kjer je toplo
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