Ivansson: Gotscha! (EP)
Etichetta: Menart Records
Data di uscita: 22.12.2017
Produzione: Ivansson
Durata dell’EP: 27.05 min
Genere: Hard Rock / Art Rock
L’EP «Gotcha!» è il primo passo di carriera di Ivansson verso gli orizzonti internazionali del rock and roll. Ivansson non è altri che Jernej Zoran, figlio della terra slovena, che da un bel po’ si dedica a tracciare la propria strada musicale in solitaria. Raffinato chitarrista, arrangiatore, produttore e compositore della Bassa Carniola, ex membro dei DMP, negli ultimi anni ha aggiunto alla sua discografia tre bellissime e splendide uscite soliste, ovvero album, pubblicati tra il 2012 e il 2017. Chi li conosce sa che sono album perlopiù vocali, ma al loro interno compaiono anche brani strumentali, in cui al centro assoluto dell’attenzione ci sono il linguaggio chitarristico di Zoran e il carattere del suo modo di suonare.
Con l’EP «Gotcha!» Jernej si presenta ora sulla scena musicale internazionale con lo pseudonimo Ivansson: ha scelto sei brani strumentali, ne ha ritoccato un po’ i titoli, li ha «impacchettati» con cura e li ha offerti alla comunità musicale, e l’EP sta già ricevendo reazioni entusiaste da parte di critici musicali stranieri.
Quello che Ivansson ha fatto con questo EP se l’è chiesto a lungo, sotto forma di domanda, anche l’autore di questa recensione: «Ma perché mai quel valente musicista non pubblica un disco rock completamente strumentale, in cui possa brillare a pieno la sua “bibliografia della teoria a sei corde”?» Ed è proprio così. È esattamente ciò che porta l’EP «Gotcha!». Jernej ci ha messo dunque brani strumentali caratterizzati da un’impostazione compositiva stratificata e movimentata, che conferma soltanto quanto sia alto, sul piano delle idee, il profilo dell’artigianato musicale di Zoran e quanto sia affilata la sua visione musicale.
Che Jernej sia un grande amante di rock e blues non è una novità. Anche in «Gotcha!» si sentono le influenze dei maestri della chitarra dei grandi tempi del rock pionieristico, e nel suo modo di suonare non si possono non cogliere David Gilmour e Jeff Beck, per fermarci solo a due padroni di quella morbidezza elementare che solo la finezza meccanica dell’abilità chitarristica sa dare, e con cui hanno cambiato per sempre il mondo della musica. E Jernej ce l’ha, quel tocco. Ha il suo tocco alla chitarra, la sua Telecaster geme appassionata, sensuale, con un ardore bruciante. Col cuore e con sostanza! Insomma non conta tutto il «gear», ma il tocco, il contatto che emana la vibrazione con cui il musicista scuote e risveglia le emozioni di chi ascolta. E Jernej questo elemento essenziale ce l’ha e lo maneggia con grande abilità.
La copertina rappresenta Ivansson e una delle sue filosofie di vita. Parliamo dell’etica della libertà totale nel rock n’roll! Sulla copertina ci sono infatti due uccelli (simbolo di libertà, sincerità, amore per la verità) appollaiati su una linea elettrica (che simboleggia la musica elettrica – il rock)! Creare liberamente, insomma! Ciò che caratterizza l’espressione musicale di Jernej è il suo senso elementare, innato, per l’incredibile estetica della disposizione delle note sia negli assoli sia nel modellare gli ornamenti chitarristici, che con ponderata cura e sensibilissima compatibilità posa sopra frasi e passaggi. In questo suo mondo musicale Ivansson riesce a essere quasi rudimentalmente rock e abrasivo, catturando subito l’attenzione di chi ascolta con il brano d’apertura e title track dell’EP, oppure mistico, come evoca in modo pittoresco Special Swedish Steel, dove Jernej ha messo dietro al suo straordinario assolo di chitarra un arrangiamento di armonie vocali che per melodia, intonazione e colore ricordano incredibilmente la giurisdizione degli arrangiamenti dei Pink Floyd. A Jernej non manca mai la dinamite nelle dita e i brani, uno dopo l’altro, entusiasmano ciascuno con il proprio carattere. Si tratta insomma di sei storie compiute, temprate e limate a lungo, e perciò «sgrezzate» e «levigate» al punto giusto. Cinte da un dossier musicale che spazia dall’hard rock classico a elementi di estetica blues, fino a escursioni dell’anima in un mondo al di là del reale, dove il musicista crea stati d’animo di mistica sognante, ottenuti con una delicatezza e una sensibilità eccezionali nel posare i toni.
Ecco, è così. Lasciati sedurre da questo eccellente EP interamente strumentale, pieno di brillantezza rock chitarristica e di perfezione compositiva. Speriamo che apra a Ivansson le porte verso i grandi palchi europei.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 10 / 10
Tracklist:
1. Gotcha!
2. Special Swedis hSteel
3. Chemtrailin’ (Thngs Are Not What They Seem)
4. Monsanto Baby Blues
5. Brave New World?
6. Thingamabob
Formazione:
Jernej Zoran – chitarra, basso
Miha Recelj – batteria