Tette, ciondoli e cervello spento con i Fuckface Unstoppable (2014)

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Luogo: Lubiana
Data del concerto: 17.07.2014
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 15 € in prevendita, 18 € il giorno del concerto

A guardare la Metelkova in piena ebollizione ti pizzicano un po’ gli occhi: un mare di capelli fluo e di roba da skater si allargava attorno al tour-bus e all’ingresso del Gala Hala. La maggior parte dei discorsi girava intorno alle follie del Jackass di MTv, con una leggera punta di nostalgia e di attesa. Attesa di casino, di follia e distruzione generale, come si conviene a Margera. Sì, quasi tutto il chiacchiericcio ruotava attorno alle imprese di uno dei protagonisti di quella serie di “stunt” di MTv. Le discussioni sotto il palco sono state interrotte dall’inizio del concerto sulla base di In The Air Tonight di Phil Collins, sulla quale Novak, chimicamente handicappato, in versione Adamo con cappello, sciarpa e bottiglia di vino, ha gorgogliato i ritornelli nel microfono. Il karaoke Novak l’ha arricchito con il suo “ciondolo” e con qualche doccia occasionale di vino rosso, una combinazione con cui ha tenuto vivo il pubblico per tutta la serata.

Un inizio solido di serata.

Solido in termini di divertimento sfrenato. A livello musicale l’esecuzione è finita fuori strada in qualche breve episodio; buona parte del set era fatta di cover di vari progetti legati all’attività di Margera, come All My Friends Are Dead dei Turbonegro, durante la quale la compagna di vita di Bam ha rinfrescato per bene il pubblico accaldato con una lattina di Staropramen. Il pubblico ha accolto bene i pezzi originali, accompagnando ciascuno con un fragoroso applauso, ma si aspettava comunque altre acrobazie sfrenate. Naturalmente la combriccola ha condito ogni brano con i più svariati intermezzi. Durante Bend My Dick Nicole ha aggiunto uno spogliarello, e allo stesso modo le anime del sud hanno provato a sciogliere le rigide puritane slovene; parecchie ragazze sono salite sul palco, dopodiché tutta la band ha incitato con entusiasmo le ragazze a ballare in topless. “Ma dai, ce l’avete più grosse delle mie, fatevi vedere un po’!” ripeteva senza sosta Nicole. Oltre al suo davanzale, ovviamente, anche l'”amico” di Novak ha sfilato pigramente per il palco, ora dal chitarrista, ora dal batterista. Un modello americano di far festa, uno show che fa quello che gli pare, e che il pubblico sloveno ha applaudito volentieri. Certo, l’esibizione non si è retta solo sulle buffonate; Indifference, dedicata al compianto Ryan Dunn, è stata eseguita voce e strumento dal chitarrista in modo sincero e intimo, segnando un momento autentico nella linea del tempo altrimenti caotica. Il tutto è finito piuttosto in fretta (circa un’ora) con la cover di Hot For Teacher dei Van Halen e con la Beer+Ice=Ice Cold Beer di commiato, dedicata a Don Vito. Dopo una rapida uscita dal palco, dietro la porta del Gala Hala aspettava già un gruppetto di fan in cerca di autografi e foto.

Sorprendentemente, il concerto è filato via senza visite di pompieri o ambulanze, cosa che c’era da aspettarsi, dato l’inizio della serata. Potremmo filosofare sull’esecuzione e sulla profondità dei testi, ma purtroppo non si può. I Fuckface Unstoppable non spostano i confini del buon gusto, così come non sfornano roba da spaccare il pavimento. Uno show che, senza inutili pose, ti serve una serata di cervello spento e caos totale, seguendo un’ideologia semplicissima: la prima cosa che ti passa per la testa è quella che si fa, e con gusto.

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