La Via Della Seta

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Orme, Le
Etichetta: Love Music
Uscita: 2011
Durata: 41:12
Voto: 4/5

Le Orme fanno parte di una ristretta cerchia di band d’élite che hanno giocato un ruolo chiave nello sviluppo della scena progressive rock italiana. Tra la legione di gruppi affini, solo altri due prog italiani negli anni Settanta hanno trovato un’eco internazionale simile: la Premiata Forneria Marconi (gli unici a sfondare anche in area anglosassone) e il Banco del Mutuo Soccorso. Nonostante i tanti alti e bassi del passato, oggi Le Orme sono ancora una band parecchio attiva in studio e dal vivo, come dimostra anche il loro ottimo ultimo lavoro in studio, »La Via Della Seta« (2011), un concept album sui viaggi del celebre esploratore veneziano Marco Polo lungo la ‘via della seta’, in direzione del Medio e dell’Estremo Oriente, fino all’impero cinese.

In ogni brano di »La Via Della Seta« Le Orme dimostrano che ancora oggi restano tra i rarissimi esponenti del loro genere capaci di mantenere, anche nel nuovo millennio, un alto livello di artisticità e un gran fiuto per arrangiamenti maestosi, ninne nanne ritmiche complesse e melodie epiche, anche se la loro formazione è cambiata parecchio negli anni e oggi è praticamente irriconoscibile.

Della formazione che incise lo storico debutto »Ad gloriam« (1969) è rimasto solo il batterista Michi Dei Rossi, capo non ufficiale del gruppo. Ad accompagnarlo nell’ultimo album »La Via Della Seta« ci sono il mago delle tastiere Michele Bon, da una vita nella band, che nel 1996 ha preso il posto del leggendario Tony Pagliuca, il bassista e cantante Fabio Trentini e tre musicisti ospiti: il cantante di esperienza Jimmy Spitaleri, il giovane gioiello della chitarra William Dotto e il tastierista aggiuntivo Federico Gava.

Spitaleri, per anni voce anche degli altrettanto cult Metamorfosi, altra band sinfonico-prog italiana, si è trovato così nel ruolo di cantante principale, che un tempo era del chitarrista Aldo Tagliapietra. Spitaleri è un cantante eccezionale, con un approccio tutto suo, quasi da operetta, e vanta un’estensione vocale invidiabile, da restare a bocca aperta. Lui e Dotto in »La Via Della Seta« figurano come ospiti, anche se sono diventati parte integrante dei concerti successivi, quindi non sarebbe una sorpresa se prima o poi diventassero membri a pieno titolo.

Curioso che in »La Via Della Seta« solo un brano (la title track) superi i sei minuti, ma questo non toglie nulla alla riuscita di un progetto concettuale piuttosto ambizioso. Che Le Orme non scherzino lo dimostrano già i due strumentali d’apertura, »L’alba di Eurasia« e »Il romanzo di Alessandro«. Entrambi sono un mix azzeccatissimo di sottigliezza e di grande affiatamento strumentale, con assoli virtuosistici di chitarra elettrica e di organo Hammond, mentre gli arrangiamenti mantengono sempre il loro carattere epico e un’eccezionale fluidità ritmica. I testi non raccontano solo le imprese di viaggiatore di Polo, ma anche le conseguenze successive e l’enorme importanza per i futuri contatti tra ‘Occidente’ e ‘Oriente’.

In »Verso sud«, dominata da fragili arrangiamenti di pianoforte, per la prima volta nel disco brilla la voce di Spitaleri, che con la sua profondità emotiva fuori dal comune e il suo ardore da narratore è in generale uno dei punti di forza principali di »La Via Della Seta«. Nello strumentale »Mondi che si cercano« ci si può godere le magie di Bon al pianoforte. Uno dei momenti migliori del disco è anche la prelibatezza epica »Incontro dei popoli«, con arrangiamenti sinfonici maestosi e inserti pastorali di flauto, mentre una lode speciale va a un’altra incredibilmente appassionata prova vocale di Spitaleri, che si merita tutti i complimenti. In »Prima melodia« brillano passaggi epici di chitarra che si fondono armoniosamente con ramificate trame di tastiera, mentre il culmine di questo splendido pezzo è il suo ritornello maestoso, quasi da risveglio.

»La Via Della Seta« è un album eccellente, che soddisfa tutti i severi criteri artistici di questa leggendaria band prog rock sinfonica italiana: in pratica, è stato fatto più o meno su misura per i desideri della maggior parte dei fan di lunga data dei Le Orme. I viaggi di Marco Polo prendono vita in modo pittoresco e fluido attraverso tutti e dodici i brani, ed era proprio questo lo scopo principale del progetto concettuale. Certo, con questo disco Le Orme non hanno creato un nuovo capolavoro al livello dei loro risultati migliori, a cominciare da »Uomo di pezza« (1972) e »Felona e Sorona« (1973), ma resta comunque un lavoro molto buono, che per qualità supera parecchi prodotti più recenti dei loro coetanei musicali.

Formazione

Michi Dei Rossi – batteria, percussioni
Michele Bon – tastiere, voce di accompagnamento
Fabio Trentini – basso, chitarra acustica, sitar elettrico, voce di accompagnamento

MUSICISTI OSPITI:
Jimmy Spitaleri – voce
William Dotto – chitarra elettrica
Federico Gava – tastiere

Produzione

Le Orme

Tracklist

1. L’alba di Eurasia (2:03)
2. Il romanzo di Alessandro (2:56)
3. Verso Sud (3:14)
4. Mondi che si cercano (3:16)
5. Verso Sud (Ripresa) (1:21)
6. Una donna (1:38)
7. 29457, l’asteroide di Marco Polo (1:08)
8. Serinde (4:25)
9. Incontro dei popoli (4:55)
10. La prima melodia (5:339
11. Xi’an – Venezia – Roma (4:36)
12. La via della seta (6:05)

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