Cantando sotto la pioggia con i Simple Minds (2014)
Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lignano Sabbiadoro / Arena Alpe Adria / Italia
Data del concerto: 29.07.2014
Pubblico: 3000
Prezzo del biglietto: 32,00€
Lignano è una simpatica località di villeggiatura italiana nei pressi di Udine, con un’atmosfera un po’ sognante, se non proprio romantica, che la rende perfetta per i concerti estivi di qualche grande nome della musica. Stavolta a farsi vedere da queste parti è stata una delle band più amate e rispettate degli anni Ottanta, i leggendari maestri scozzesi della new wave e del pop rock, i Simple Minds. Negli Ottanta, sulle ali di hit come »Don’t You (Forget About Me)«, »Alive and Kicking« e »Belfast Child«, sono stati una delle formazioni più popolari del loro tempo, capaci di riempire gli stadi ovunque mettessero piede, finché negli anni Novanta non è arrivato un rapido declino commerciale. Più o meno dal 2000 in poi l’interesse per la loro musica ha ricominciato piano piano a rifiorire, dando nuova energia a questa band di culto, che da allora è di nuovo attivissima sui palchi di mezzo mondo. Il concerto dei Simple Minds a Lignano faceva parte del tour ‘Greatest Hits + 2014’, in cui suonano alcuni dei loro più grandi successi, ma anche qualche pezzo più recente e meno conosciuto.
Il nucleo della band, formato dai due membri originali, l’ancora carismaticissimo cantante Jim Kerr e l’ottimo chitarrista (e ogni tanto tastierista) Charlie Burchill, a cui tiene compagnia il batterista di lunga data Mel Gaynor, resta solido come una roccia, e sul palco gli anni non si sentono proprio. Hanno un’anzianità decisamente più breve il tastierista Andy Gillespie, nella formazione dei Simple Minds dal 2002, e il bassista Ged Grimes, entrato solo nel 2010. Il fatto che non abbiano partecipato alla creazione dei loro più grandi successi non si nota comunque per niente, perché sono due maestri dei rispettivi strumenti e hanno capito alla perfezione la filosofia e l’etica del lavoro dei titani scozzesi della new wave. Dal 2009, dal vivo, li accompagna l’ottima cantante ospite Sarah Brown, che con i suoi inserti r’n’b e soul completa bene la voce principale di Kerr e ogni tanto passa anche lei in ‘primo piano’. Una curiosità per tutti gli amanti del progressive rock: durante il tour del 1990 il membro ospite dei Simple Minds era l’ex tastierista dei Jethro Tull Peter-John Wetesse, che adorava tutto ciò che sapeva di tastiere elettronico-digitali.
I Simple Minds hanno aperto il concerto di Lignano con il temperamentoso hit »Waterfront«, uno dei loro pezzi più amati e quindi un’apertura praticamente perfetta. Il testo sulla pioggia combaciava alla grande con il cielo sempre più nuvoloso. È incredibile quanto siano ben conservate le corde vocali di Kerr, in splendida forma per tutta la serata, uno di quei cantanti della ‘vecchia scuola’ che per tutto il concerto ha il microfono legato a un lungo cavo. Alle sue spalle la Brown gli ha dato un appassionato supporto vocale, e per l’occasione si era appesa un grande orecchino a forma di triangolo.
Quella sera, oltre ai classici di sempre, abbiamo sentito anche qualche pezzo più recente, come il singolo »Broken Glass Park«, uscito nel 2013. Uno dei loro primi singoli, »Love Song«, ci ha riportati con la mente al 1981, quando i Simple Minds iniziavano pian piano a muoversi dal post-punk verso new wave e pop rock. Come c’era da aspettarsi, il tempo minaccioso non ha disturbato per niente gli Scozzesi. Anche durante il nubifragio scoppiato nel bel mezzo dell’esecuzione dell’inno »Mandela Song« hanno tenuto il concerto su un livello altissimo e l’hanno portato avanti nel modo più professionale possibile. Certo, l’acquazzone ha pesato ancora di più sul pubblico, che ha avuto bisogno di un bel po’ per ricompattarsi e sostituire degnamente Kerr quando, tra un pezzo e l’altro, lasciava a noi qualche ritornello da cantare. »Mandela Day«, nel primo anniversario della morte del grande combattente contro l’Apartheid, suonava a metà serata attualissima e ancora più commovente.
La pioggia non ha smesso fino alla fine del concerto, anche se poi la situazione è migliorata piano piano. Una delle sorprese più grosse è stata l’esecuzione di »Hunter And Hunted«, che non sarà un hit, ma è comunque una creazione eccellente, tutta orientata ai sintetizzatori, in cui il tastierista Andy Gillespie si è messo in luce con un ottimo assolo. Sono seguite due splendide versioni di due grandi hit, »Promised You a Miracle« e »Glittering Prize«, in cui il pubblico fradicio ha finalmente ritrovato il feeling con la band e si è lasciato andare a una magia d’atmosfera straordinaria, che nemmeno le ‘aste appuntite’ cadute senza pietà dal cielo per un bel pezzo sono riuscite a smorzare. Con »Imagination« i Simple Minds hanno suonato un pezzo completamente nuovo, che probabilmente uscirà sull’album in studio in arrivo, »Big Music«. La sua uscita è annunciata per ottobre 2014.
Il brano più vecchio della serata è stato »I Travel« con il suo approccio ritmico post-punk e l’evidente influenza dei primi Roxy Music, a dimostrazione che è stato scritto prima ancora che i Simple Minds raggiungessero la fama mondiale. Con »Dolphins« ci siamo spostati al periodo dell’album »Black & White 050505« (2005), un’ulteriore prova che non trascurano nemmeno la fase più recente, quella in cui, all’inizio del nuovo millennio, sono ‘risorti dai morti’ e hanno risvegliato con successo l’interesse per la loro musica. Uno dei picchi della serata è stata senz’altro l’ottima esecuzione dello strumentale »Theme For A Great Cities«, speziato di art rock, in cui ha brillato soprattutto il tastierista Gillespie, che per l’occasione si è concesso un chewing gum con cui ha tirato fuori un po’ di smorfie davvero esilaranti.
Nel 2001 i Simple Minds hanno pubblicato un album di cover con il titolo »Neon Lights«, che conteneva anche la loro versione del classico »Dancing Barefoot«, originariamente di Patti Smith. È seguita la cover della band new wave americana The Call, »Let The Day Begin«, che i fan dei Simple Minds hanno potuto ascoltare per la prima volta sull’edizione speciale doppia dell’album »Graffiti Soul« (2009). Alla maggior parte della gente, soprattutto a chi vede una band dal vivo per la prima volta, le cover fanno più o meno venire il nervoso, ma i Simple Minds hanno ‘adottato’ del tutto entrambe, quindi non c’era nessun motivo per storcere il naso. Poi ci hanno entusiasmati con una versione fenomenale del grande hit »Someone, Somewhere in Summertime«, che con il suo mood nostalgico e il suo testo si sposava alla perfezione con l’atmosfera estiva e marittima di quella magica serata. I membri dei Simple Minds hanno sentimenti piuttosto contrastanti quando ripensano agli anni Novanta, ma »See The Lights«, che abbiamo sentito quella sera, è uscito sull’album »Real Life« (1991), il loro ultimo successo mondiale in senso classico.
La parte regolare del concerto si è chiusa con il loro più grande successo, »Don’t You (Forget About Me)«, in cui nemmeno il tempo impossibile è riuscito a rovinare il momento magico. Il pubblico, in cui dominavano quarantenni e cinquantenni con più ciuffi grigi di quanti ne vorrebbero e casalinghe deluse e un po’ sfiorite, che ai tempi dei più grandi successi dei Simple Minds erano ancora vivaci ragazzine, nonostante la proverbiale scarsa conoscenza dell’inglese degli italiani, sapeva a memoria la maggior parte dei testi (almeno per quanto riguarda gli hit) e ha sostituito Kerr con grande slancio nei ritornelli che lui ci lasciava cantare.
Il primo bis ha regalato due sorprese: il nuovo pezzo »Big Music«, che quasi sicuramente uscirà sull’omonimo album in arrivo, mentre il classico »New Gold Dream (81-82-83-84)« ha continuato la serie di esecuzioni riuscite dei classici dell’omonimo album in studio, quello della svolta, uscito nel 1982, che gli ha regalato il successo mondiale. Il secondo bis, con grande gioia di tutti i fan di lunga data dei Simple Minds, ma anche di chi conosce e apprezza soprattutto i loro più grandi successi (radiofonici), oltre al brano meno popolare »Let It All Come Down« ha incluso altri due grandi hit, »Alive and Kicking« e »Sanctify Yourself«. Purtroppo la serata dei tanti highlight è finita fin troppo presto, proprio quando il tempo si era ormai stabilizzato e l’atmosfera sotto il palco si era riscaldata a dovere. La prova che »Sanctify Yourself« fosse l’ultimo atto della serata è arrivata quando la band, sulle note del classico di Bowie »The Jean Genie«, ha ringraziato il pubblico per il sostegno, e poi i vari membri hanno lasciato il palco uno alla volta. Kerr però non aveva nessuna fretta: è stato l’ultimo a salutare e, accompagnato dal sempreverde bowiano, ha sfoggiato ancora qualche divertente mossa di danza.
Il concerto dei Simple Minds a Lignano è stato, nonostante alla fine fossimo quasi tutti sotto il palco zuppi “fino alle ossa”, una vera delizia per tutti i nostalgici dei grandi hit new wave con qualche spruzzata di art rock. L’impianto audio funzionava molto bene anche durante il temporale, mentre le luci di scena erano una vera gioia per gli occhi. Ogni tanto dava un po’ fastidio che alcuni del pubblico esagerassero con gli ombrelli, che spesso coprivano la vista dell’intero palco, cioè di tutti i membri della band, ma nonostante questo dettaglio spiacevole per tutto il concerto abbiamo avuto la conferma che i Simple Minds sono una band che nell’anima resta ancora giovane e non suona per niente peggio che ai tempi delle sue più grandi imprese. Oggi non è facile vedere da vicino delle band leggendarie della new wave, quindi siamo stati davvero fortunati che i Simple Minds siano passati relativamente vicino al nostro confine. Ovviamente era impossibile sentire quella sera tutti i successi degli anni Ottanta, e infatti ci sono mancati, tra gli altri, »Belfast Child« e »All The Things She Said«, ma in compenso abbiamo sentito classici suonati e cantati alla grande, da quasi tutti i capitoli della loro ricca carriera.
Scaletta
1. Waterfront
2. Broken Glass Park
3. Love Song
4. Mandela Day
5. Hunter and the Hunted
6. Promised You a Miracle
7. Glittering Prize
8. Imagination
9. I Travel
10. Dolphins
11. Theme For Great Cities
12. Dancing Barefoot (orig. Patti Smith)
13. Let the Day Begin (orig. The Call)
14. Someone Somewhere In Summertime
15. See The Lights
16. Don’t You (Forget About Me)
—bis I—
17. Big Music
18. New Gold Dream (81-82-83-84)
—bis II—
19. Let It All Come Down
20. Alive and Kicking
21. Sanctify Yourself
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