PRH 1.4. – 4° giorno: A squarciagola, Punk Rock Holiday!
Luogo: Tolmin
Data del concerto: 08.08.2014
I giorni appena passati, tra concerti a raffica, follia e baldoria generale, hanno lasciato segni piuttosto evidenti sulle facce dei festivalieri. Piano piano le notti in bianco hanno presentato il conto anche a quelli che, nella loro cerchia, passano per veterani dei festival. Caffè del mattino e panini vegani non sono bastati nemmeno lontanamente ai più malridotti, per i quali l’organizzazione aveva montato apposite tende mediche. In tanti non sono riusciti a permettersi cibo e birra; i prezzi del festival, infatti, sono andati giù meglio agli stranieri che ai locali, i rimborsi dei sacchi (per i quali la gente aveva lasciato una certa cauzione) sono finiti spesso senza alcun risarcimento, e per farsi la doccia gli stranieri hanno preferito il vicino Isonzo. Per dare una mano ai disidratati, i dipendenti dello sponsor sfilavano per il campeggio distribuendo Monster a chiunque ne avesse bisogno, in un modo o nell’altro. Per i fumatori, invece, le aziende del tabacco offrivano ricariche di tabacco gratis in cambio di pacchetti della concorrenza.
Durante la giornata anche i bagni chimici (non proprio puliti) hanno aggiunto il loro profumo all’area, e gli odori più dannosi si accumulavano nel beach stage, che già mostrava i segni di un’intera settimana di sudore, sputi e vomito. Per lo più i palchi hanno avuto meno gente, un po’ per il riposo e i preparativi alla serata finale, un po’ per la partenza di chi non ce l’aveva fatta a reggere il ritmo. Il vuoto si vedeva sotto il palco, ma i Talco, nonostante il pubblico ridotto, non si sono scomposti. Lo ska-punk italiano con un pizzico di malinconia è stato accolto benissimo dal pubblico di Tolmin. L’accento sul lato ballabile ha fatto bene sia a quelli che impazzivano sotto il palco sia a quelli che se ne stavano rintanati nelle loro tende. Dal punto di vista visivo, l’effetto sul palco era ottimo grazie alle bandiere che coprivano gli amplificatori per chitarra, lasciando via libera alla fantasia dei maniaci dell’attrezzatura. I Talco hanno tenuto il pubblico del PRH in piedi fino alla fine del set, senza sosta e senza cali. Un’esibizione degna di nota l’hanno messa in piedi anche gli A Wilhelm Scream, che con la loro ottima esecuzione tecnica si sono uniti ad alcuni grandi nomi di questa edizione del festival. A differenza dei giorni precedenti, venerdì si è sentito anche un suono piuttosto chiaro, con il volume concentrato soprattutto sulle chitarre. La base teneva costantemente in riga gli assoli galoppanti, che ogni tanto si prendevano anche la libertà di vivere di vita propria. Robinson, nonostante i salti e le corse continue, sfornava riff fulminei con le sue dita agili, mentre Angelini dava a tutta la formazione entrate e uscite perfette con una facilità disarmante. L’hardcore punk melodico del Massachusetts è stato nobilitato dalle doti vocali e da frontman di Pereira, che nonostante i forti dolori alla schiena ha portato a casa il concerto saltando senza sosta.
Rispetto agli Ignite, gli A Wilhelm Scream sono stati i re del palco di venerdì: “Un sacco di band diventano grosse e si dimenticano che questo (indica il pubblico) te lo devi guadagnare, e che il rispetto non va mai dato per scontato!”. Strada opposta per Téglás, che dopo il primo pezzo ha chiesto ai fan delle prime file di ballare piuttosto solo sul palco dei stagedive. Come motivo ha citato forti dolori alla schiena, e ha preferito saltellare leggero sul palco. I livelli di energia tra A Wilhelm Scream e Ignite erano concretamente diversi; l’energia che gli A Wilhelm Scream sprigionavano come niente fosse, con gli Ignite è calata. A parte i fan davvero irriducibili, le ultime file si sono sparpagliate tra le cucine e le bancarelle della grappa, dove hanno aspettato il karaoke punk finale con i Pigs Parlament al beach stage.
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