Assalto death metal svedese in arrivo da sinistra! (2014)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gala Hala, Lubiana
Data del concerto: 06.10.2014
Siamo appena entrati nell’autunno e la stagione dei concerti nei club è già in piena carica. Stavolta Lubiana è stata presa d’assalto da un trio svedese che in questi giorni devasta l’Europa con il tour Back To the Front. Il bis del tour Master of Death (Grave, Dismember, Entombed, Unleashed) non c’è stato, ma ne abbiamo avuto una buona metà, con Grave ed Entombed A.D., più i connazionali Implode a fare compagnia. Gli Entombed A.D., dopo la disputa sul nome, sono ovviamente la versione della band con il cantante di culto Lars Göran Petrov, che quest’anno è tornato dopo tanto tempo con un solido disco in studio, Back To the Front, quello che ha lanciato il tour in giro per l’Europa insieme ai colleghi Grave.
La sala ancora mezza vuota ha accolto gli Implode, che non avevano per niente un compito facile: scaldare un pubblico affamato di Grave ed Entombed A.D. Eppure, sorprendentemente, se la sono cavata nemmeno male. Gli svedesi sono lontanissimi dal rappresentare chissà quale vetta musicale, ma di solito certe band di supporto sono abomini tali che ascoltare gli Implode è stato un piacere puro. In una buona mezz’ora i ragazzi hanno sparato un assalto solido di death/thrash melodico con tendenze moderne. Di grandi exploit chitarristici non ne abbiamo sentiti, ma a convincere sono stati il drumming davvero dinamico e devastante e la voce cruda del cantante, tutto energia. Dal vivo gli Implode a tratti ricordavano i campioni del death/thrash tedesco Dew-Scented, e comunque di grande originalità non ne hanno mostrata. Ma per fortuna, tanto per cambiare, anche la band di supporto si è lasciata digerire senza troppa fatica. A disturbare è stato solo il bassista, troppo entusiasta con i suoi »oi«, »hey« e »come on motherfuckers« rivolti a cinque gente in sala.
»Oh no, stanno arrivando di nuovo <random folk metal bend/Amon Amarth/Sabaton>« stavolta ha lasciato il posto a »fuck yeah«: tornano i Grave. Anche se i veterani del death metal svedese ultimamente sono una presenza fissa sui nostri palchi (l’ultima volta hanno mostrato cos’è il death metal al Metaldays 2014), la loro visita è sempre benvenuta, vista la forma live eccezionale in cui sono da qualche anno. Che i Grave avrebbero fatto onore al loro nome lo hanno dimostrato già con la prima nota, brutalmente sinistra! Ola Lindgren e Mika Lagren hanno acceso le loro seghe circolari senza pietà e i Grave hanno falciato le teste nella Gala Hala con uno dei suoni migliori che io ricordi in quella sala. Il leggendario suono del death metal svedese ha ruggito di nuovo alla grande a Lubiana, e gli svedesi hanno messo a dura prova i loro pedali Boss Heavy Metal e Distortion. L’ultimo disco in studio della band, Endless Procession of Souls, ha fatto capire che nella tomba (Grave) c’è ancora qualcosa di vivo, tanto da essere uno dei migliori della loro discografia, e dal vivo viene fuori ancora di più. Soprattutto perché i Grave tornano davvero in vita (pun intended) in un buco più piccolo e buio come la Gala Hala. La scaletta, fatta di pezzi del disco nuovo e di classici immortali come You’ll Never See…, Christi(ns)anity, …and Here I Die, è stata la ciliegina sulla torta; solo la sepoltura finale, Into the Grave, è arrivata decisamente troppo presto.
Dopo un’esibizione così dei Grave, per gli Entombed A.D. giustificare il ruolo di headliner del tour non era facile, ma almeno ci sono riusciti. I leggendari svedesi, padri del death metal svedese, hanno messo in moto la sega circolare con il pezzo d’apertura del nuovo disco, Kill To Live. Back To the Front è un disco tutto sommato solido, ma a quanto si sente in giro prende davvero vita solo dal vivo. La band, come i Grave, grazie a un suono eccellente ha ruggito come un uragano, e se col tempo il ciuffo di LG è sparito, lo stesso non vale per la sua voce. Petrov ha tuonato senza fatica come ai tempi di Left Hand Path e ha tenuto il pubblico in pugno per tutto il tempo con sparate simpaticamente stupide e l’energia scanzonata di un ventenne screanzato. Allo stesso tempo, nonostante lo status di frontman leggendario, Petrov sa quando farsi da parte e lasciare spazio agli altri. Quando era il momento giusto, Petrov faceva un passo indietro, cantava (e beveva) le sue parti in seconda linea e lasciava il fronte ai suoi compagni d’arme, con il gigantesco bassista Victor Brandt in testa. Gli Entombed A.D. ci hanno portato con efficacia attraverso tutta la loro carriera. Dal godfucking death metal dei classici che hanno segnato per sempre il death metal europeo – Left Hand Path, Supposed to Rot, Revel In Flesh, Living Dead in Stranger Aeons; fino al death ‘n’ roll martellante e contagioso con Wolverine Blues e To Ride, Shoot Straight And Speak the Truth in testa. Il tutto all’insegna di un drumming devastante e impeccabile, di un basso brutale che sposta le montagne, del ringhio indimenticabile di LG e di riff che tagliano come una motosega (se Entombed e Grave sguinzagliassero le chitarre nei nostri boschi, sarebbe già disboscamento, eh). L’unico scivolone? Nel saluto iniziale Petrov si è scordato che l’ultima volta da noi non aveva suonato nel 1994, ma nel 2011 al Metal Mania. Ma sì, capita, ormai si sa. Resta il fatto che Petrov è la prova che vive per il palco e che non è come gli altri membri degli Entombed, che a casa preferiscono lavorare a maglia e guardare Desperate Housewives. E questo è death metal!
Scaletta
GRAVE:
1. Deformed
2. Morbid Ascent
3. Turning Black
4. You’ll Never See…
5. Christi(ns)anity
6. Amongst Marble and the Dead
7. And Here I Die (Satisfied)
8. Into the Grave
ENTOMBED:
1. Kill To Live
2. I For An Eye
3. Revel In Flesh
4. Second To None
5. Eyemaster
6. Living Dead
7. Stranger Aeons
8. Pandemic Rage
9. To Ride, Shoot Straight And Speak the Truth
10. Out of Hand
11. Wolverine Blues
12. Damn Deal Done
13. Chaos Breed
14. Left Hand Path
15. Chief Rebel Angel
16. Supposed To Rot
17. Abnormally Deceased
18. Serpent Speech
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