Fight the System

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Jaded Heart
Etichetta: Fastball Music Records
Uscita: 2014
Durata: 49:26
Voto: 4.5/5

Jaded Heart, longevi veterani dell’hard rock tedesco di stanza in Renania-Vestfalia e attivi dal 2005 in un asse tedesco-svedese, tornano sulla scena con il nuovo album »Fight the System«. È il dodicesimo in totale, in ben 22 anni di attività della band.

La band, che nei concerti del 2012 (in compagnia di Hartmann) e del 2013 (in compagnia dei Masterplan) aveva portato in giro per l’Europa l’album allora fresco di stampa »Common Destiny« (2012), ha dato vita anche a un nuovo documento live, nato proprio da quel tour e intitolato »Live at Cologne« (2013). Dopo quel tour, all’inizio di quest’anno ha salutato la band il suo membro originale e fondatore, il batterista Axel Kruse (anche nei Mad Max), sostituito da Bodo Stricker dei Callejon. Stricker è entrato subito anche nelle registrazioni del nuovo album. Il tour con i Masterplan ha intrecciato nuove amicizie, e così per i duetti vocali del nuovo brano Control è arrivato in studio come ospite speciale il cantante dei Masterplan Rick Altzi. Per il nuovo album i Jaded Heart hanno chiamato anche un altro team di tecnici del suono (il duo Jan Vacik e Mario Lochert), che ha contribuito a plasmare il suono della produzione, a differenza di »Common Destiny«, dove la band aveva lavorato con due veterani collaudati dell’ingegneria del suono tedesca, Claus Lausmann e Michael Voss.

Il risultato è l’album più duro e cupo della carriera dei Jaded Heart. Se prendiamo in esame solo gli 11 pezzi nuovi (bonus track escluse), la band ha mantenuto anche stavolta quell’alto valore musicale che è da sempre la sua costante. I ritornelli melodici e orecchiabili, che ti afferrano al primo ascolto e ti si piantano subito in testa, ci sono anche questa volta, dall’inizio alla fine. Ma quando l’ascoltatore arriva a un pezzo come Terror in Me, resta non poco sorpreso da un riff cupo e rotolante di aggressività, sopra cui si staglia la voce irritata e autoritaria di Fahlberg, piena di distruzione: tutt’altro che normale amministrazione per la band. La produzione è spiccatamente metallica, quasi rinvigorita da un’iniezione di vampiri. Da questo punto di vista i Jaded Heart si avvicinano molto alla produzione tirata a lucido dei danesi Pretty Maids, con la differenza che qui le tastiere nel mix restano decisamente in secondo piano.

Alla band non c’è proprio niente da rimproverare: a soli due anni dall’uscita di »Common Destiniy«, passati in un lampo, ha sfornato un altro ottimo album in studio. Un po’ diverso, ma cucito su misura per tutti gli amanti dell’hard rock melodico europeo, con una produzione tedesca bella tirata e robusta, sulla scia di gruppi come Mad Max, Fair Warning, Frontline e anche Pink Cream 69. La band ha sostenuto con mestiere le linee vocali melodiche di Fahlberg nei ritornelli con ottime armonie vocali, cosa che i Jaded Heart padroneggiano con grande finezza fin dagli esordi. I brani sono segnati da uno sviluppo delle atmosfere dinamico ed estremamente graduato, con un crescendo atmosferico nei ritornelli. Sull’opener Schizophrenic c’è da restare a bocca aperta, perché nelle strofe Fahlberg adotta un approccio stilistico che si avvicina di un soffio alle caratteristiche vocali di Geoff Tate (Queensryche). Visto che è l’unico momento del genere in tutto l’album, c’è da pensare che sia una scelta voluta. Ma nel pezzo funziona alla grande. Ed è questo che conta davvero. Peter Östros, ottimo musicista svedese che di mestiere insegna chitarra, ha di nuovo regalato qualche frase di chitarra da gourmet e trovate ingegnose negli ornamenti che poggiano sulle frasi principali. Spicca in particolare lo sfruttamento finemente melodico della chitarra dentro Control, e comunque Östros va ammirato ancora una volta, in generale, per la sua tecnica filigranata e collaudata e per l’estetica con cui domina la teoria delle sei corde. Soprattutto nei passaggi »mid eight« dei pezzi. La sua raffinatezza nel far virare le atmosfere all’interno dei brani è incredibile, come nei passaggi ultra-melodici »mid-eight« della cupa Terror In Me, che portano nel pezzo un contrasto atmosferico più marcato! In questo caso il chitarrista, con la sua estetica melodica, alleggerisce l’oscurità che altrimenti domina il brano.  Östros è uno dei migliori chitarristi hard rock europei, e resta ingiustamente trascurato.

»Fight The System« è un album pieno delle tipiche caratteristiche melodiche dei Jaded Heart, che ancora una volta danno il meglio di ciò che sanno e possono fare. Con il nuovo album i Jaded Heart restano una realtà musicale straordinaria nel campo dell’hard rock melodico europeo. Speriamo che questo disco li aiuti finalmente a uscire dall’ombra dell’ingiusta indifferenza che li circonda nella scena. 

Formazione

Johan Fahlberg – voce
Peter Östros – chitarra
Henning Wanner – tastiere, chitarra, cori
Michael Mueller – basso, cori
Bodo Stricker – batteria

CANTANTE OSPITE:
Rick Altzi (Masterplan) – voce nel brano n. 2 

Produzione

Jaded Heart, Jan Vacik & Mario Lochert

Tracklist

01. Schizophrenic
02. Control (feat. Rick Altzi) 
03. Not In A Million Years 
04. I Lost My Faith 
05. Nightmares 
06. Never Free
07. Till Death Do Us Part
08. Terror In Me
09. Haunted
10. Crying
11. In The Shadows
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