Tra burrasca e marea dei Tide cade finalmente anche il Channel Zero (2014)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Channel Zero / Slovenia
Data del concerto: 29.10.2014
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 7,00€
I Tide, prima della fine dell’anno, hanno infilato in agenda ancora qualche nuovo concerto. Così, come da tradizione, sono tornati nella metropoli slovena, Lubiana, dove per la prima volta in carriera hanno suonato anche al club Channel Zero di Metelkova.
Quest’estate la band ha vissuto un cambio radicale di formazione. Ad assumere il ruolo di new entry sono stati Andrej Rot, da ora nuovo chitarrista dei Tide, e, al suo fianco, un nuovo batterista, che risponde al nome di Damjan Paljk A differenza dell’ultima volta che ci siamo visti, quando la band aveva sfoderato un concerto eccellente all’Orto bar di Lubiana, i ragazzi hanno deciso di spostare i pezzi nuovi dell’album attuale »No. 4« (2012) dal centro del repertorio all’inizio della scaletta per la serata al Channel Zero. La prima cosa che i Tide rinfrescati hanno messo sul piatto è una svolta verso un sound ancora più duro. I ragazzi hanno tirato su un muro sonoro devastante, compatto come una colata di cemento armato, che macinava che era una meraviglia. Così la band ha deciso anche di rendere più saporita la scaletta con qualche altra “scheggia” hard di cover di nomi ormai entrati nell’immaginario collettivo come Nirvana (Breed), Pantera (Mouth For War) e, nel bis d’obbligo, Motörhead (Ace of Spades – questa l’ha cantata tutta il bassista Matej, con il microfono sull’asta puntato verso il basso, alla »Lemmy«). È chiaro che tutte le cover sono suonate »alla Tide«. La band le suona a modo suo, secondo il proprio carisma musicale e una direzione ben definita, che è l’unica giusta.
Occhi e orecchie erano puntati sul funzionamento della nuova coppia di chitarre Koradin/Rot. Da una parte Kevin Koradin, comandante esperto del gruppo, dall’altra il potente new entry Andrej Rot, un ragazzo ambiziosissimo, con una gran voglia di dimostrare quanto vale. Possiamo dire che in Andrej Kevin ha trovato un partner di palco eccezionale e un grande sostegno! L’intesa tra i due è stata ottima. Andrej ha convinto anche con qualche acrobazia solista da urlo e ha confermato di essere un metallaro di formazione classica, cosa che la band ha sfruttato anche per eseguire alcune cover scelte, mentre il materiale originale, nel nuovo sound rinfrescato, ha tirato fuori spine particolarmente incazzate di rumore devastante, ma anche una compattezza esecutiva migliorata. I Tide mantengono il marchio collaudato di un sound eccezionalmente grasso, di un groove corposo e ispessito che si regge su riff schiacciati alla moda, in cui si infila »naturalmente« il basso sferragliante e strappato e la cinetica affidabilissima del nuovo batterista Damjan. Con una chimica del genere nella squadra Kevin può davvero lasciarsi andare del tutto. E così infatti il tipo si è mosso sul palco quella sera.
Anche se in apertura Kevin si è lamentato di un dito ferito della mano sinistra, ha buttato subito il “dramma” sullo scherzo, quando più avanti ha detto di aver chiuso la ferita con la colla Super Attack, a base di cianoacrilato. Di una forma peggiore sul palco a causa dell’infortunio non c’è stata traccia. I Tide, nel loro stile ormai collaudato, hanno portato a casa un concerto eccezionale! Suonato da professionisti. Eseguito a un livello altissimo. Sono arrivati, hanno colpito con violenza con il nuovo pezzo d’apertura Don’t Look Back e poi hanno messo in ginocchio, con sicurezza, tutto il Channel Zero.
La band ha riportato in scaletta il classico Strange Day dall’esordio »Seven Days« (2005), che ha confermato di aver superato la prova del tempo e di essere ancora oggi uno dei pezzi più forti dei Tide della prima fase di carriera, che dal vivo funziona ancora benissimo, quindi varrebbe la pena suonarlo ancora ai prossimi concerti. Come previsto, anche stavolta è salito sul palco Gianni Poposki. La prima ugola dei Nocitferia, come da copione, si è »scatenata in modo nodoso« su tutti i fronti addosso al pubblico del Channel Zero, quando la band ha attaccato il super-successo dei Rage Against the Machine Killing in the Name Of. Con Gianni funziona alla grande. Gianni è rimasto sul palco per un altro pezzo, Brain Damage dall’album d’esordio in studio dei TIde, che ha chiuso la parte regolare del concerto. Perversione finale per il gran finale! Una bomba e un vero »bull’s eye«, dritto in mezzo alla fronte, da matti!
La musica dei Tide ha un carattere forte. Alla base resta ovviamente la figura di Kevin, la sua contagiosa luce da ribelle, insieme alla solida coesione degli altri tre. Il quartetto sprigiona una scarica di rock’n’roll diretta, da cui si stacca solo nella contagiosa vena da ballad di pezzi come Love is Gone, dove brilla in particolare anche il grande senso musicale di Kevin Koradin come compositore. È bello vedere anche una bella schiera di adolescenti, anzi arrotondiamo a ventenni, che (ancora) frequentano regolarmente i concerti dei Tide, il che significa che è una band che con la sua energia e la sua sincerità smuove davvero gli angoli più intimi dell’anima umana, facendo divampare le emozioni. Se il tuo messaggio musicale, unito alla presenza scenica (carisma, fisico e voce), trova una forte identificazione nel pubblico femminile, resti per sempre giovane, potente e naturalmente attraente. Sotto ogni aspetto! Questa è la vera magia del rock’n’roll!
I Tide hanno quindi raso al suolo il Channel Zero con la loro coesione, una grande sicurezza, un ottimo affiatamento con la nuova formazione e la chimica tra le forze in campo del quartetto. Con la potenza espressiva e d’impatto di un hard rock tutto sound, che da sempre li piazza in un posto speciale nella scena musicale slovena, hanno portato a casa un concerto davvero ottimo. Complimenti anche al fonico di turno per l’ottimo suono per tutto il concerto!
Scaletta
1. Don’t Look Back
2. Mud
3. Riot Act
4. The Urge
5. Release My Gun
6. Love is Gone
7. Hold On
8. Breed
9. Strange Day
10, Nio Place Left to Go
11. Like it Slow
12. Not a Whore / Bullet
13. Adieu
14. Mouth for War
15. Master of puppets / Evolution
16. Intro / Rain
17. Killing in the Name Of
18. Brain Damage
—bis—
19. Shooting Straight
20. Ace of Spades
21. Kick Out the Jams
Galleria fotografica




























