Halloween in versione acustica con i Circle II Circle (2014)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden am Wörthersee (Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 31.10.2014
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 29,00€

La sera di una delle feste d’importazione più amate, Halloween, alla Bluesiana, il tempio austriaco del blues dal vivo, sono sbarcati gli aspiranti big del prog metal americano Circle II Circle, guidati magistralmente dal (ex) cantante dei Savatage Zachary ‘Zak’ Stevens. Per gli standard della Bluesiana, dove la maggior parte dei concerti gira a ritmo di blues, a parte quando ogni tanto capita da quelle parti qualche leggendario romantico del prog rock dell’era ‘preistorica’, come fu in passato Carl Palmer (Asia, ex-ELP), la band di Stevens, con la sua natura metal, era di sicuro un evento parecchio insolito, e con un’affluenza piuttosto magra si è portato dietro anche una svolta inaspettata, ma comunque quanto mai interessante.

Il gruppo di supporto italiano annunciato non si è presentato, e probabilmente nessuno tra il pubblico poco numeroso, per lo più austriaco, ne ha fatto un dramma, ma questa non era neanche lontanamente la sorpresa principale della serata, durante la quale ci siamo goduti a dovere del power/prog metal di qualità. I Circle II Circle, per la prima volta in questo tour, dedicato alla promozione dell’ultimo album in studio »Seasons Will Fall« (2013) e al ventesimo anniversario del capolavoro dei Savatage »Handful of Rain« (1994), hanno preso la decisione del tutto improvvisata di suonare stavolta in versione acustica.

Gli strumenti se li sono fatti prestare direttamente dagli organizzatori locali e da qualche appassionato di musica, che hanno messo a disposizione un microfono, due chitarre acustiche e un pianoforte. Mister Stevens e la sua combriccola metal, sul palco senza il secondo chitarrista Marc Pattison, che ha preferito restarsene in hotel, mentre il batterista Adam Sagan incitava la band dal pubblico, si sono accomodati su degli sgabelli da bar e si sono lanciati nelle interpretazioni acustiche di uno dei migliori album dei Savatage e allo stesso tempo di uno dei momenti più imponenti della carriera vocale di Stevens. Al posto dell’assente Pattison alla chitarra acustica ha suonato il bassista Paul Michael ‘Mitch’ Stewart, ben coadiuvato alla seconda acustica dal chitarrista Christian Wentz. Al pianoforte preso in prestito si è messo in luce Henning Wanner, ex tastierista degli hard rocker Jaded Heart. Il tastierista tedesco si è anche preoccupato di far capire come stavano le cose a tutti i locali che per caso non masticavano l’inglese, mentre Zak e Paul tra un pezzo e l’altro sparavano al pubblico un sacco di battute più o meno spiritose e aneddoti vari.

Visto che era proprio la notte di Halloween, che ogni anno manda in visibilio gli americani, e che si trattava di un set acustico dall’atmosfera molto più intima rispetto ai soliti concerti dei Circle II Circle, di solito parecchio più ‘scatenati’, è stato davvero interessante ascoltare e osservare come la band di Zak sia riuscita a ‘rivestire’ gli arrangiamenti di alcuni dei classici più noti dei Savatage con delle ‘camicette’ acustiche. A dirla tutta, l’esecuzione annunciata dell’intero »Handful of Rain« (in una versione acustica non annunciata) è stato il motivo principale che ha attirato alla Bluesiana una ‘delegazione’ slovena di quattro persone, e lo stesso valeva per la maggior parte del pubblico.

La band di Stevens, ridotta all’osso, in versione acustica se l’è cavata alla grande, affrontando con successo una situazione completamente cambiata. In realtà ha superato parecchie aspettative: sia i classici dei Savatage sia il materiale dei Circle II Circle sono stati adattati in modo eccellente alle circostanze. Oggi sono pochi i gruppi metal che hanno abbastanza ‘palle’ da osare un concerto intero in versione acustica, e ancora meno quelli che riescono a essere convincenti. I Circle II Circle hanno dimostrato di far parte delle rare eccezioni positive. Per via della struttura ritmica particolare, anche se tutt’altro che complicata, e senza una vera sezione ritmica, hanno deciso di tralasciare il catalizzatore di energia dirompente »Taunting Cobras«, che di solito apre »Handful of Rain«, una scelta saggia date le condizioni. Al suo posto hanno aperto il set con la versione acustica della title track, che anche grazie al testo si è incastrata alla perfezione con la scena del concerto: l’atmosfera si è scaldata subito e hanno iniziato a seguire attivamente la band anche certi tizi che prima dell’esibizione dei Circle II Circle emanavano un’apatia quasi totale.

Zak, come previsto, è stato un capitolo a parte. Con le sue corde vocali conservate alla grande è vocalmente quasi identico a vent’anni fa, e con un carisma da palco invidiabile si è sobbarcato metà di questa missione acustica dei Circle II Circle, tutt’altro che semplice. Un po’ di motivazione in più alla band l’ha data di sicuro anche il fatto che il pubblico ha reagito con vivacità a tutte le esecuzioni acustiche della serata, tanto che Zak e i due chitarristi si sono alzati in piedi già presto.

Anche i brani più tosti, come per esempio »Nothin’s Going On«, nelle vesti più morbide hanno funzionato abbastanza bene da far sì che dopo poco nessuno sentisse la mancanza di chitarre elettriche, basso e batteria. Una lode speciale va anche al bassista Stewart, che alla seconda chitarra acustica ha sostituito in modo convincente il compagno di chitarre assente ed è stato il ‘braccio destro’ di Stevens nel coinvolgere il pubblico. Nonostante la maggior parte dei membri della band ricordi dei camionisti del Midwest americano, abbiamo avuto un’altra conferma che si tratta di musicisti eccellenti, anche se due di loro quella sera non erano sul palco, visto che Stevens cambia spesso la formazione della band. Anche stavolta sono volate un po’ di buone battute per rianimare l’atmosfera del concerto, senza dimenticare nemmeno il defunto ‘re del pop’. Grinta, impegno e interpretazioni acustiche convincenti non sono mancati nemmeno durante i brani dei Circle II Circle, che hanno toccato il culmine con lo standard »Watching In Silence«, tratto dall’omonimo album di debutto, presentando così in bello stile il loro passato creativo.

 L’audio è stato buono per tutta la serata, a parte qualche solito ritocco per l’accordatura delle chitarre acustiche, dopodiché fino alla fine dell’esibizione è filato tutto liscio. La band è stata di ottimo umore dall’inizio alla fine, sia nei classici dei Savatage sia nel proprio materiale, e la buona energia è passata presto anche al pubblico, che ha saputo ricambiare con applausi più che adeguati. Ci hanno entusiasmato in modo particolare  con l’esecuzione del sempreverde dei Savatage »Chance«, vocalmente difficilissimo, dove tutti e tre i compagni di Zak si sono distinti cantando le armonie di accompagnamento e riuscendo a ricreare l’atmosfera originale di questo capolavoro indimenticabile. Come previsto, uno dei momenti più convincenti è stato anche la bellissima power ballad »Alone You »Breathe«, dedicata alla memoria del chitarrista fondatore dei Savatage Criss Oliva, morto tragicamente.

Il pezzo di chiusura della serata è stato una scelta piuttosto prevedibile, eppure eravamo tutti contenti che Zak avesse deciso di chiudere il set acustico dei Circle II Circle  con »Edge of Thorns«, probabilmente il brano dei Savatage più amato con la sua voce, che ha elettrizzato lo spazio attorno al palco con la sua energia potente e il suo arrangiamento centrale maestoso. Alla fine di un’esibizione quanto mai riuscita e interessante, i membri della band si sono presi il tempo per stare con i fan, tra i quali si vedevano ben poche magliette dei Savatage o dei Circle II Circle, mentre erano di più quelli mascherati per Halloween da creature di ogni genere, anche se per mettere in scena la loro comica mostruosità non avrebbero avuto bisogno né di maschere né di mantelli speciali.

Setlist

1. Handful of Rain
2. Stare Into the Sun
3. Chance
4. Castles Burning
5. Watching You Fall
6. Nothing’s Going On
7. Alone You Breathe
8. All That Remains
9. Soul Breaker
10. Heal You
11. End of Emotion
12. Watching in Silence
—bis—
13. Edge of Thorns

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