Čista jeba
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: MI2
Etichetta: ZKP RTV Slovenija
Uscita: year
Durata: 43:45
Voto: 4.5/5
Dopo quattro anni dall’ultimo lavoro in studio »Rokenrol« (2010), tornano sulla scena con un nuovo disco dal titolo coloratissimo: Mi2. Gli artefici del rock n’ roll di Rogatec e Rogaška. I Mi2 sono una band popolare, quella che sa confezionare meglio di tutti la ricetta del rock ‘n’ roll sloveno (nella musica e nella poesia), in modo che la gente della strada ci si riconosca. Il piccolo uomo. Quella classe più sfruttata di tutte. La maggioranza (purtroppo). L’attualità del messaggio da predicatori della band guadagna ancora più peso espressivo. La poesia, socialmente impegnata e critica, mette in fila sul nuovo album qualche altro proiettile di tutto rispetto, che con la sua carica diretta va dritto al bersaglio, con tutta la forza di una grande sincerità. Se c’è qualcuno che sa impacchettare la lingua slovena in rima e valore musicale, come riescono a fare i versi, quelli sono di sicuro i Mi2. In questo complimento rientrano tutti gli effetti delle componenti musicali del dossier Mi2, che con la loro autenticità di messaggio “tolgono la terra da sotto i piedi” a qualsiasi ascoltatore, scatenandogli dentro una cascata di emozioni! È questo che conta. E se la gente ci si riconosce, allora sei un artista e interprete popolare, entrato nel cuore del paese. L’album »Čista jeba« è un altro documento con cui la band consoliderà ancora di più il suo status di grande popolarità tra i cittadini della nostra repubblica.
La poesia dell’album »Čista jeba« resta una costante dei Mi2. Con la loro inconfondibile maniera di sarcasmo burlone e un po’ folle, appesantito da momenti di profondità sentita (Visoka pesem, Strel v koleno, Beli grad), mantengono un legame saldo con i tratti tipici dell’abitante medio della valle di Šentflorjan. Il nuovo album è un nuovo macramè di undici storie che i Mi2, come osservatori sensibilissimi della realtà, hanno messo su nastro negli ultimi quattro anni. Kregar e Dimek restano due liricisti convincenti nell’espressione. Nella title track la band ha sfruttato lo scarto di contrasto tra le due voci soliste, unendole in un duetto efficace, pieno di lucida presa in giro. Il loro linguaggio da predicatori è sempre sincero, diretto, ma qua e là rifinito al punto giusto con la maniera di una lucida arguzia, una dose potente di humour nero dei ragazzi delle rive della Sotla. L’album ha diversi punti che si faranno amare in fretta dal pubblico, andando ad aggiungersi al repertorio di ferro degli evergreen popolari della band. In questa compagnia possiamo piazzare all’istante tutti e quattro i singoli già usciti: la title track, poi la tragica Hči vaškega učitelja, insolitamente cupa per i Mi2 ma prodotta in modo eccezionale, poi l’inno punk rock ribelle e beffardo, ma risvegliatore, Vstati inu obstati, e anche Stara duša, più intima e introspettiva, di impronta blues, che sull’album ha un serio concorrente nel valzer blues Beli grad. Con la sua musicalità, il brano SMS funzionerebbe benissimo anche con arrangiamenti orchestrali.
Il responsabile del grande fascino sonoro di questo lavoro, Drago Popovič Popi, ha fatto ancora una volta un lavoro eccellente. L’album ha un »feel« vivace e organico, che unisce due elementi in netto contrasto: l’amarezza da garage (Moje muze, Heroji srednjega razreda, Vstati inu obstati) e il calore compatto dei toni bassi, che si sprigiona soprattutto nei momenti sonori più sofisticati (più intimi e introspettivi) del disco. Kregar matura come il vino buono. La sua voce maschile »vellutata«, calda e dal nucleo profondo, intonata da bassa a medio-bassa, non nasconde di nuovo una lieve parentela, in certi punti, con Zoran Predin. Il tipo resta appassionato e vive fino in fondo i messaggi che porta, che così prendono vita con sincerità. »Čista jeba« è un disco ricco di motivi diversi, formato da undici composizioni dagli arrangiamenti rifinitissimi. Il culmine espressivo lo raggiunge proprio nel finale, con la nostalgica e struggente Visoka pesem, che funziona come una specie di requiem. Per chiunque, in questo paese. Un mare di occasioni giocate male, tutti i carri sono partiti, l’anima vorrebbe, ma il corpo non ce la fa più. Abbiamo avuto le nostre vittorie, abbiamo avuto le nostre sconfitte. Alla fine, su entrambi i lati dell’equazione c’è uno zero. L’equilibrio, la grande pace che arriva una volta sola. Quando l’anima può andarsene. La poesia risveglia il morto e lo riporta all’infanzia. Fino all’embrione. La storia del brano possiamo intenderla come un cortometraggio che ti scorre davanti negli ultimi istanti, prima che la signora con la falce ti porti nell’altro mondo. È un brano di Dimek confezionato in modo geniale, pieno di nostalgia palpabile. Malinconico e profondo, nella sua profondità espressiva ha più di un parallelo con l’ottimo classico Zbudi me za prvi maj e, come vertice commovente di »Čista jeba«, chiude anche il nuovo album.
Evidentemente il bioritmo di lavoro della band, che si prende un arco di quattro anni per ogni singolo album in studio, è quello più adatto a raggiungere l’optimum artistico ed espressivo. »Čista jeba« è insomma un nuovo documento che ha riagganciato con efficacia i suoi fratelli maggiori in studio. Non ha un solo momento debole, vanta un’ottima produzione, uno straordinario tocco di perfezione compositiva e conferma la grande maturità artistica di una formazione piena di esperienza, oltre al suo passo fermo lungo le linee di una visione musicale ben definita, con cui i Mi2 raggiungono di nuovo la forza di un grande carisma espressivo. Penetranti come pochi!
Formazione
Tone Kregar – Tonč – voce
Jernej Dirnbek – Dimek – chitarra, voce
Egon Herman – Srajca – chitarra
Robert Novak – Flik – basso
Igor Peter Orač – Mali – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Boštjan Imenšek – chitarra
Davor Klarič – tastiere
Miha Gorše – slide guitar, fisarmonica, tastiere
Produzione
Drago Popovič Popi
Tracklist
1. Heroji srednjega razreda
2. Čista jeba
3. Strel v koleno
4. Moje muze
5. SMS
6. Stara duša
7. Vstati in obstati
8. Ljubi dve
9. Beli grad
10. Hči vaškega učitelja
11. Visoka pesem