Šank Rock e ospiti portano la festa sulla neve a Velenje (2015)
Luogo: Velenje / Rdeča dvorana / Slovenia
Data del concerto: 27.12.2014
Numero di spettatori: 2000
Prezzo del biglietto: 12,90 € (in prevendita) / 16,90 € (il giorno del concerto)
Nella prima vera serata invernale di dicembre è scattata l’ora di un vero party rock dalle parti della Stiria. Dopo quattro anni di pausa, l’ultimo weekend di dicembre gli Šank Rock e i loro fedelissimi hanno ripreso d’assalto la Rdeča dvorana di Velenje.
Dopo il break di quattro anni, gli Šank Rock, in una formazione leggermente cambiata, si erano già presentati in anteprima al pubblico sloveno al festival Pivo in Cvetje di quest’anno. Dopo due concerti sul litorale sloveno, le leggende del rock sloveno sono tornate nella parte orientale del paese con il tradizionale party di Natale e Capodanno alla Rdeča dvorana di Velenje. Stavolta hanno invitato come ospiti i local Big Addiction, la cantante Anu con la sua band e i San Di Ego, sempre più conosciuti.
La sala di Velenje, probabilmente anche per colpa della neve, si è riempita solo lentamente e quando sono saliti sul palco i Big Addiction, con tutto quel vuoto, il suono rimbombava ancora parecchio. Ma il quintetto sul palco, che dice che la dipendenza da loro è l’unico tipo di dipendenza buona, non si è lasciato scoraggiare. Nei 40 minuti del loro repertorio hanno presentato i loro pezzi originali, con qualche cover infilata qua e là. I Big Addiction hanno portato a casa il set con sicurezza, la sala continuava a riempirsi in modo soddisfacente e così anche il suono dal palco diventava sempre migliore.
Poi è salita sul palco la riccioluta Anu, accompagnata dai suoi musicisti. A differenza dei ritmi rock, dal palco sono arrivati versi soul e funk più delicati, che a mio giudizio non c’entravano granché con la selezione rock degli altri artisti in cartellone. Ciononostante, con un set breve Anu e la sua band hanno dimostrato il loro valore nel loro campo e di sicuro li rivedremo ancora sui palchi sloveni.
Dopo Anu siamo tornati a tuffarci nelle acque del rock – sul palco sono saliti infatti i San Di Ego. I ragazzi, che all’inizio della loro carriera insieme si facevano conoscere soprattutto suonando cover dei tempi d’oro degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, nel 2014 hanno pubblicato il primo album di pezzi propri. Alcuni li hanno suonati anche nel loro set a Velenje, ma una parte del tempo sul palco l’hanno comunque dedicata a qualche cover, infilata con abilità tra le loro creazioni. I San Di Ego, con la loro ricca esperienza e una buona dose di professionalità, riescono a vivacizzare i loro concerti con brani riarrangiati, per cui vederli dal vivo è sempre un’esperienza interessante.
Ormai era quasi mezzanotte e la sala si era riempita quando è finalmente iniziata la preparazione del palco per gli Šank Rock. Puntualissimo a mezzanotte, il pubblico si è vestito di attesa impaziente quando dagli altoparlanti è partita l’intro che apre ogni concerto degli Šank Rock. Mentre andava l’intro, i ragazzi sono sfilati sul palco uno dopo l’altro e il pubblico li ha accolti con un boato. Gli Šank Rock sono partiti subito con il nuovo singolo Restart, che annuncia il saluto alla reunion e la ripresa del cammino musicale. Il pubblico ha accolto bene il pezzo nuovo e i rocker sono andati avanti con i vecchi successi. Ai rocker degli Šank Rock la pausa non ha lasciato nessuna brutta conseguenza – tutti e cinque i musicisti sul palco suonano affiatati, come se andassero avanti senza sosta nella stessa formazione da decenni. Con la solita disinvoltura hanno ripercorso i successi del periodo precedente, come Rokerji, Jaz nimam noč za spanje, Vzemi ali pusti, Maček,… Dopo il pezzo TV è arrivato il momento dell’assolo di Bor Zuljan con il suo You smear my innocent name. Bor ha fatto il suo più che alla grande. Nel gioco dei fari che sfrecciavano a tutta velocità sul palco e poi per tutta la sala, la sua Ibanez scintillante sembrava uscita da una fiaba. Le dita abili di Bor si muovevano con precisione chirurgica tra le corde, ora dolcemente, ora con una ruvidezza sensuale, strappando alla chitarra veri e propri gridi melodici che hanno portato il pubblico all’apice dell’esperienza musicale.
Il suono perfetto non l’ha creato solo Bor: ci hanno messo del loro tutti quelli sul palco. E tutti i ragazzi sanno ancora benissimo come si organizza un bel party, perché la sala ballava e non è mancato nemmeno il viavai di giovanotti scatenati portati in trionfo sulle mani del pubblico. Un’occhiata alla sala ha dimostrato che gli Šank Rock sono attuali anche tra i più giovani, quindi per il futuro, quanto a presenze ai concerti, non hanno proprio niente da temere.
Durante il concerto si è preso la scena con un breve assolo anche il bassista Cveto Polak, che ha divertito il pubblico iniziando a battere le bacchette sulle corde del suo basso. Poi ci ha ripensato, ovviamente, e per eseguire il pezzo ha preferito usare le dita, e si è rivelata un’ottima idea. Nemmeno le sue dita hanno mostrato un filo di ruggine dopo i 4 anni di pausa – hanno pizzicato le corde con spirito giocoso e dimostrato che, sotto la giusta bacchetta, anche uno strumento ritmico può diventare molto melodico.
Il pubblico ha avuto anche un intermezzo acustico di Bor e Matjaž con Želim, da si tu, che i due hanno fuso con Jaz in ti. Entrambi i pezzi hanno aggiunto al concerto un pizzico di dolcezza e di sensualità commovente, che sulle note della chitarra acustica e della splendida melodia delle voci si è trasformata in una vera bomba emotiva. La voce di Matjaž Jelen era limpida come una lacrima e non ha vacillato nemmeno per un attimo, per quanto sforzo servisse per sovrastare una sala che cantava a squarciagola. Poche sono le voci che reggono più di due ore di esibizione impeccabile, e quella di Matjaž Jelen è decisamente una di quelle a cui non pesa affatto.
Durante la cover di Whole lotta love ha avuto modo di mettersi in mostra anche Roman Ratej alla batteria. Dopo quasi due ore gli Šank Rock hanno chiuso la parte regolare e sono usciti di scena, ma il pubblico a forza di urla è riuscito a richiamarli. Nel bis i ragazzi, in ricordo dell’avventura di quest’estate, quando sul palco del festival Pivo in cvetje era salito il leggendario chitarrista di Billy Idol, Steve Stevens, hanno suonato Rebel Yell. Nel finale hanno ripetuto ancora una volta il nuovo singolo Restart, suonato l’eterna Pravljica o mavričnih ljudeh con l’intro di Saša Gačnik alle tastiere, e infine, con l’invito al party nel 2015 e tanti bei auguri al pubblico per l’anno nuovo, dopo quasi due ore e mezza hanno chiuso la loro parte sul palco.
Come aveva già detto il bassista Cveto Polak durante il concerto: anche le band slovene possono riempire una sala. Aveva ragione – gli Šank Rock riescono a fare anche questo. Non vediamo l’ora che possano riempire le sale anche nel 2015 – con nuovi brani che vedranno la luce insieme al nuovo album nella prima metà dell’anno.
Scaletta
ŠANK ROCK:
1. Restart
2. Rockerji
3. Vzemi ali pusti
4. Jaz nimam noč za spanje
5. Puščava sna
6. Maček
7. Tih bod in igraj
8. Ker te ljubim
9. TV
10. You Smear My Innocent Name
11. Hitro drugam
12. Počasi…je lepo
13. Lahka dama
14. Dobro in zlo
15. Želim, da si tu
16. Jaz in ti
17. Hvala za vse
18. Whole Lotta Love
19. Le 17
20. Laški pir
21. Metulj
22. Dej bolj na glas
23. Hočeš nočeš
—bis—
24. Rebel Yell
25. Delam, kar paše mi
26. Restart
27. Pravljica o mavričnih ljudeh
28. Pridite na žur
Galleria fotografica

































































































