Notte di Jarše al Rollbar! (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Roll bar / Slovenia
Data del concerto: 27.12.2014
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!)

L’anno è girato in un lampo e, nell’ultimo weekend prima che finisca, è d’obbligo che tutti i Jaršani si ritrovino nel solito posto, cioè nel club »da corsa«  di Lubiana, il Rollbar, per godersi il »melodioso incanto« di due formazioni purosangue di Jarše. I veterani del boogie metal Lene kosti e i giovani e promettenti terroristi sonori dell’alternative rock Dandelion Children.

Il tratto tipico di tutti i weekend finali prima della fine dell’anno è la grande euforia in cui si ammucchia una valanga di eventi nella stessa data. A Velenje quel giorno suonavano gli Šank Rock, a Škofja Loka Pankrti e Marko Brecelj. In più, proprio quel giorno e nelle ore serali la nevicata abbondante ha toccato il suo picco e ha sforbiciato ancora di più l’affluenza, anche se la vista dei fiocchi in pieno BTC era semplicemente magica.

I Dandelion Children, che grazie alla grande ospitalità del vertice del Rollbar non avevano alcuna fretta di salire sul palco, ben carichi di liquori corroboranti si sono decisi a onorarlo finalmente verso le nove. Anže, Jure e Katja si sono aggrappati ciascuno al proprio strumento e hanno cominciato a far divertire il pubblico. Questa band fin dagli esordi è una vera mosca bianca assoluta. Parliamo di un gruppo che dalla nascita a oggi, in pochi anni di attività, cresce a velocità esponenziale e in modo del tutto sano. Rigorosamente personale e unico. Spensierato e sicuro di sé, lontanissimo dal farsi stuprare dalle mode. Per questo la loro evoluzione musicale ha raggiunto un’originalità fuori dal comune e una forma unica di stranezza musicale, ovvero di provocazione.

La band, che in pochi anni ha sfornato una marea di album in studio e ne promette già uno nuovo, ha presentato ovviamente anche il lavoro più recente »Dandelion Chidlren«, mentre l’apertura è toccata all’album »Dandelion Chidlren so pičke« e al brano Barely Curious.

Anže e Jure durante il concerto si sono scambiati più volte chitarra e basso, e la band ha di nuovo lasciato a bocca aperta con una sicurezza, una spavalderia e una scioltezza straordinarie. I Dandelion Children hanno dovuto dividere l’esibizione in due parti, perché la pausa nel mezzo è stata riempita da una spogliarellista con la sua flessuosità provocante, che ha prolungato il suo numero anche nel secondo set della band, cosa che il trio non ha minimamente fatto deragliare.

I Lene kosti, al loro terzo concerto del 2014, hanno finalmente annunciato anche l’esecuzione di due pezzi completamente nuovi. Sono suonati davvero incoraggianti, entrambi coronati dalla prepotente devastazione del riff portante. Per ora solo uno dei due ha già un nome e, in linea con la tradizione dei titoli passati, uno bello eloquente: Screaming Bones.  Durante il concerto la band ha annunciato forte e chiaro il nuovo album in studio, che dovrebbe vedere la luce a fine 2015 o a inizio 2016. Sull’esecuzione non serve sprecare parole. L’esperienza accumulata con la longevità e la testardaggine vale oro! Il sodalizio dei fratelli Kavaš funziona come sempre. Marc ha ricordato ancora una volta di essere un maestro della chitarra ingiustamente trascurato in Slovenia, con uno stile di improvvisazione tutto suo e una »presa« (grip) riconoscibile al volo, in cui non è difficile sentire un’esecuzione sostenuta da modi belli grossi e gonfi.  Naturalmente al suo fianco veglia a pieno sangue l’immancabile, affidabilissima chitarra ritmica di Giovanni. Dago ha confermato ancora una volta di essere tornato al suo posto giusto e speriamo che con i Lene kosti ci rimanga per sempre. Scava alla grande sul basso e produce un suono grosso e voluminoso, che spinge e picchietta con dinamica dentro il quadro sonoro del concerto della band. Il batterista Vlado Janež, preso da una dedizione totale, ha sudato sé stesso e la sua batteria. Jan Tehovnik, giovane asso del microfono, ha stupito di nuovo con alcuni urli eccezionali coi quali ha superato le vette dell’udibile. Di sicuro è un jolly straordinario, indispensabile nella visione musicale dei Lene kosti. Nonostante lo sforzo enorme di Jan, sarebbe consigliabile che alcuni pezzi li togliesse dalla marcia più alta e li cantasse, almeno nelle strofe, con un pizzico in più di raffinatezza, perché certi brani richiedono semplicemente una solida forma melodica. Resta comunque sempre bello ascoltare la versione slovena di Rob Halford. Tra il pubblico si potevano notare anche due maestri della musica che contano qualcosa sulla scena musicale slovena, ovvero Boštjan Vajs (Victory, C4) e Marko Čulajević »Čule« (Sausages, Moj Boogie Band,…), che hanno seguito con entusiasmo il ruggito dei Lene kosti.

Con tutta l’energia che quella sera ha »cullato« senza risparmio il Rollbar, l’atmosfera ha riportato sulla scena la disponibilissima spogliarellista, che ha »offerto« al pubblico e alla band ancora un giro di spogliarello gratis. Il suo show  si è prolungato nella seconda parte del concerto, dando ai ragazzi una motivazione in più, soprattutto a Jan, intorno al quale la ragazza si contorceva senza tregua e si arrampicava con una tenacia ormai pericolosa nel tentativo di farlo uscire dai binari. Ma l’uomo d’acciaio non si è lasciato provocare.

Insomma, per la festa dei leggendari veterani del boogie metal non si vede la fine. Puoi beccare la band dal vivo sul palco il 30.01.2015, al concerto di beneficenza al CUK Kino Šiška, dove i ragazzi suonano in una maratona di gruppi confermati.

Dopo tutto questo bisogna dare il giusto merito all’organizzatore del concerto, cioè alla direzione del club Rollbar, che ha davvero pensato a ogni dettaglio per far stare bene i presenti quella sera.  Giù il cappello. Il dopo-concerto, tra qualche giro di Jack Daniel’s, pelinkovac e birre, e ovviamente sulle note dei classici del rock’n’ roll dell’impianto del club, ha risuonato ancora a lungo nella notte, verso l’alba. Rock’n’ roll, stridore di gomme e odore di olio motore bruciato dalla vicina pista di kart, e ovviamente l’ammiccare provocante di conigliette sconce! Tutto impacchettato con cura e servito in un colpo solo.  

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