Lene kosti fanno tremare Metelkova e presentano il nuovo batterista (2015)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Pr' Mariči (Metelkova) / Slovenia
Data del concerto: 11.09.2015
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!)

Come si attacca la reportage »giubilare«, la trentesima di RockLine, su un concerto dei Lene kosti?  La pigrizia gli sta addosso, certo, ma con loro non ti annoi mai, nemmeno per sbaglio. Da inizio settembre 2015 i veterani del metal sloveno, o meglio i leggendari boogie metaller di Jarše, hanno un nuovo batterista: Matijas Severhen, violoncellista e bassista dei Kontrabant. Il tempo per rodarsi è stato pochissimo: la band ha ricevuto l’invito per la serata solo pochi giorni prima.

Venerdì sera. Metelkova si è trasformata in un porto d’approdo per la nuova guardia, con un programma di concerti variegato. Al club Gromka tuonavano i Philm guidati dall’ex batterista degli Slayer Dave Lombardo, quindi il concerto dei Lene kosti ha dovuto aspettare un po’ che i Philm chiudessero il loro set. Scoccata la mezzanotte, il locale del rinato »rifugio« di Pr' Mariči ha visto un’affluenza più che soddisfacente, se non addirittura ottima.  Per la scena è stato bello soprattutto vedere che quella sera si erano radunati tanti tipi diversi di giovani: dai fedelissimi del genere ai profani totali che fino a quella sera la band non l’avevano mai sentita. E un’altra cosa: l’audio nel piccolo club era semplicemente eccellente. Al concerto erano presenti persino due ex batteristi della band, W.U.K.O. e Vlado. La band ha iniziato a ruggire con Uninvited Guest.

Anche se prima del concerto si sentiva un po’ di nervosismo in alcuni membri della band, i Lene kosti hanno sfoderato un’altra ottima avventura musicale, intrisa di un voltaggio energetico altamente erettile, con un’esecuzione e un suono di prim’ordine. Qualche sbavatura di poco conto, qualche rincorsa dietro ai tempi da parte di Matijas, che però ha mostrato grande impegno e dedizione e, soprattutto nei pezzi ritmicamente più ostici, Play With Fire e Nightmare, ha dimostrato che i Lene kosti hanno fatto la mossa giusta scegliendolo. Ancora un po’ di pratica e di concerti e Matijas diventerà una vera macchina da batteria. Jan sta crescendo come frontman eccellente, pieno di sicurezza. Da concerto a concerto affina il suo senso dell’umorismo sano, e stavolta ha di nuovo fatto saltare i timpani a tutti, trasformandosi più volte in una sirena supersonica di acuti vocali estremi.

Buona energia ovunque, la band come previsto si è portata dietro la folla. Ha presentato un nuovo pezzo dal titolo provvisorio Electric Eel: un brano nuovo ottimo, spinto da una miscela velenosa di riff di chitarra e ritmo rotolante. Dr. Evil se n’è andato, ma è tornata Lady Evil, un’ottima rielaborazione dell’originale preso dall’album trascurato »Park Bar« (1988). Oltre alla freschezza portata da Jan e Matijas, gran parte dell’enorme carisma che questa band possiede va ovviamente a Marco, Đofo e Dago, che con i loro look da desperados vestiti di tutto punto mantengono il fascino teatrale ormai rodato della band dal vivo. Quella sera Đofo ha avuto problemi con le corde della chitarra. Ne ha strappate ben due, e non due qualsiasi, ma le più grosse, il che è pure una forma d’arte, anche se, dall’altra parte, è un traguardo che Đofo non ricorderà troppo volentieri.

Un altro concerto molto, molto simpatico e ottimo ha mostrato che la band è in buona forma, che nel gruppo regna energia creativa e grande cameratismo. Per i prossimi live servirà un po’ di calibrazione interna, ma la band ha comunque portato a casa molto bene il concerto con il nuovo batterista in formazione, visto che prima aveva provato pochissimo. Questo mese i Lene kosti andranno a registrare il primo brano nuovo per il futuro nuovo album in studio, che, contando »Park Bar«, sarà il quarto della carriera della band.

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