Ryan McGarvey torna alla Bluesiana (2015)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velden Am Wörthersee (Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 08.10.2015
Numero di spettatori: 80
Prezzo del biglietto: 32,00€ (prevendita) / 37,00€ (la sera del concerto)

Il ricco programma di ottobre, pieno di nomi di spicco della scena blues europea e mondiale, ci aveva già fatto capire che quest’autunno saremmo passati dalla Bluesiana un bel po’ di volte. A meno di una settimana dalla splendida fiaba lirica di Ian  Moore, ecco una nuova occasione per tornare in questo fantastico club in riva al lago, in un angolino meraviglioso della Carinzia austriaca. Stavolta siamo andati a vedere le doti chitarristiche di Ryan McGarvey e della sua band.

Cosa dire di Ryan McGarvey? Ha vinto un sacco di premi prestigiosi, sia come chitarrista sia come cantante. Quelli di The Weekly Alibi lo hanno incoronato per anni di fila miglior artista blues dell’anno. A soli 29 anni, ancora freschi di rugiada, può vantare collaborazioni con i grandi della scena blues-rock come Joe Bonamassa, Jef Beck, Eric Clapton,… Nella sua carriera ha pubblicato 3 album, l’ultimo, intitolato The Road Chosen, nel 2014.

La Bluesiana si sta piano piano rialzando dal fallimento forzato che l’ha colpita alla fine dello scorso anno e, anche se il numero di spettatori non raggiunge più le cifre degli anni passati, resta sempre lo stesso salotto caldo e accogliente, pieno di buona musica e di personale gentilissimo. Quando lo senti, sei suo. E lo senti subito, dal momento in cui varchi la soglia. Chi non ci crede venga a controllare di persona.

Ryan McGarvey quest’anno l’avevamo già visto alla Bluesiana – si era esibito qui appena 4 mesi fa, all’inizio di giugno (http://it.rockline.si/podrobnosti-reportaze/val-kitarskih-emocij-v-bluesiani-2015-8188). Che la Bluesiana sia un club speciale anche per chi ci suona lo dimostra proprio Ryan: il tour autunnale era già stato annunciato ai tempi del suo concerto di giugno e le date erano già parecchie, eppure in mezzo ha trovato lo spazio per un altro show alla Bluesiana. Così il suo tour autunnale si è riempito di 28 date in 32 giorni, con tappe in 9 paesi, cosa che non può fare chiunque. Be’, Ryan ha dimostrato che per lui non è un problema.

Prima del concerto Ryan non si complica la vita. Un breve soundcheck basta per accordare e mettere a punto tutti sul palco. Sale sul palco di solito solo pochi minuti prima di cominciare. Di tempo per pianificare ce n’è poco e, a quanto pare, durante l’esibizione Ryan si lascia andare completamente alle sensazioni che lo attraversano in quel momento. La scaletta nasce al volo sul palco, cambia da concerto a concerto, l’ordine dei pezzi è tutto mescolato, e non si sa mai con quale delle sue tre chitarre preferite salirà sul palco né quando le cambierà. La sua entrata in scena è di una calma ben rodata, ma appena imbraccia la chitarra e si piazza davanti al microfono, il suo atteggiamento cambia del tutto. Ai primi suoni della chitarra Ryan sente lo strumento fino in fondo e ci si tuffa letteralmente dentro. Restano solo la musica, le emozioni e la magia del momento che Ryan ha catturato nella sua chitarra. Il ragazzo si butta nel suo suonare come se non ci fosse nessun pubblico, solo lui con i suoi pensieri, le sue emozioni e il suo strumento. Le chitarre gemevano di piacere mentre le dita di Ryan scorrevano sulle corde, a volte con dolce delicatezza, altre con una ruvidezza raffinata. I suoi due compagni di palco, Sam Miller al basso e Logan Miles Nix alla batteria, lo osservano con attenzione per tutto il tempo, aspettando il momento giusto per unirsi a lui. Nonostante la grande dose di improvvisazione, durante il concerto non c’è un errore. Tutti e tre funzionano come una squadra perfettamente affiatata, in cui ognuno, col suo carattere, aggiunge il suo tassello alla perfezione dell’insieme. Sam Miller, con la sua precisione tranquilla al basso e i movimenti appena percettibili, sta di fronte all’energico Logan Miles Nix, che aspetta teso il suo momento per scaricare tutta l’energia repressa sui tamburi con le bacchette, mentre persino il suo corpo segue il ritmo del pezzo. In mezzo a tutto questo c’è Ryan, che cavalca con equilibrio i momenti di calma di Sam e quelli di energia di Logan, e con la sua chitarra e la sua voce crea la magia di una fiaba concertistica sul palco. Impagabile.

Il concerto si è diviso in due parti, con una pausa di 20 minuti in mezzo. Abbiamo sentito soprattutto i successi dell’ultimo album, anche se Ryan ha pescato pure dagli altri due dischi precedenti. Il vertice del concerto, a modo suo, è stato senza dubbio il brano strumentale Mystic Dream, dall’album Forward in Reverse, che non può mancare a nessuna serata e che Ryan, con la sua improvvisazione e il suo gioco sulla chitarra, riesce a stirare dai 7 minuti originali fino a più di 15. Ci infila dentro tutti i trucchi imparati in oltre vent’anni di chitarra, e perfino il pubblico aspetta col fiato sospeso di vedere cosa ci metterà stavolta. Il pezzo è un vero gioco di effetti per chitarra, di giochi con le chiavette e di virtuosa giocosità di Ryan. Stavolta Ryan ha presentato anche un pezzo nuovo, intitolato Break My Heart, tratto dall’album in lavorazione che vedrà la luce l’anno prossimo. Ryan si lancia raramente nelle cover, ma stavolta nel bis ci ha servito Immigrant song dei Led Zeppelin, riarrangiata a modo suo e adattata alla sua voce.

Un concerto di Ryan McGarvey è sempre un concerto di eccessi, nel senso migliore. Dalle nostre parti siamo fortunati: a Ryan piace tornare alla Bluesiana e per vederlo non serve fare chissà quanta strada. E a giudicare dalle voci, Ryan McGarvey tornerà in Europa presto, probabilmente già in primavera 2016. Quella volta non potete assolutamente perdervelo.

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