`I Worship Chaos` – Children of Bodom fanno il tutto esaurito alla Mostovna in cinque giorni (2015)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Solkan (Nova Gorica) / Mostovna / Slovenia
Data del concerto: 25.11.2015
Pubblico: 550
Prezzo del biglietto: 15,00€ (in prevendita) / 20,00€ (il giorno del concerto)
L’arrivo di uno dei più grossi nomi del metal d’esportazione finlandese, i death metaller melodici Children of Bodom, insieme ai britannici Sylosis, death thrash metal, alla Mostovna di Nova Gorica ha dato una bella scossa a un autunno live in Slovenia che quest’anno era un po’ addormentato. Il concerto alla Mostovna è stato confermato appena cinque giorni prima. Nel tour europeo Chidlren of Bodom e Sylosis hanno suonato insieme ai Lamb Of God, e in Inghilterra addirittura come supporto ai Megadeth. Dopo il 13.11.2015, però, soprattutto tra le band del continente nordamericano è cresciuta la paura per motivi di sicurezza. Così anche i Lamb of God se la sono fatta sotto all’idea di proseguire il tour e hanno preferito tornarsene nella loro »patria sicura«. Tutto questo ha mandato all’aria le date del tour e ha messo in dubbio perfino il resto della ttournée. Il concerto di Oberhausen, in Germania, del 19.11.2015, per esempio, è stato cancellato del tutto, e Children of Bodom e Sylosis si sono dati da fare per salvare il tour e portarlo in fondo. Ancora il 19.11.2015 tra il 24.11.2015 (Milano) e il 29.11.2015 (Kortrijk, Belgio), c’era un bel buco nel calendario, ma le due band sono riuscite a tapparlo in fretta e furia con tre concerti sulla tratta Mostovna (Nova Gorica), Vienna e Geiselwind (Germania).
Già alle otto e mezza di sera sul palco della Mostovna tuonavano i Sylosis. L’affluenza era ottima. Praticamente un sold out. L’esibizione di questo quartetto britannico davvero affiatatissimo ha regalato un’ouverture death metal di prima qualità. I Sylosis sono pieni di drammaticità cupa e rovinosa, i pezzi sono costruiti in modo tradizionalmente britannico, perché quell’atmosfera così particolare non si può proprio negare. Allo stesso tempo, però, i Sylosis sono un filo più complessi, con brani intessuti di più cambi di motivo e di atmosfera, rinforzati anche da improvvisi cambi di ritmo. Voce in grande forma. Un growl penetrante e spietato senza un briciolo di pietà ha scorticato anche gli ultimi peccatori sulla strada per l’inferno, mentre i riff di chitarra si rifanno spesso alla vecchia scuola thrash metal britannica (viene in mente Onslaught). In qualche altra parte d’Europa i fan si sarebbero spaccati il collo con una musica così, molto probabilmente già a 100 km nell’entroterra sloveno (a qualche concerto alla Metelkova di Lubiana. Il pubblico invece, durante i 45 minuti dei Sylosis, è rimasto piuttosto composto e ha aspettato tranquillo che i ragazzi, che hanno tirato su uno show davvero bellissimo e con tutto il loro cuore hanno confermato in modo più che convincente la loro natura musicale unica, salutassero il palco.
Passa una mezz’ora. La sala si è riempita fino all’ultimo angolo. Per quanto possibile. Le prime file erano tutte italiane, diciamo pure il terzo anteriore della sala. La tensione nell’aria saliva e alle dieci meno un quarto di sera, attraverso una fitta nebbia, sono sbucati sul palco i ragazzini finlandesi del lago Bodom. Senza troppe scenografie, scatenati e sotto la bacchetta del leader eterno Alexi, hanno attaccato con la velenosa Are You Dead Yet?. A quel punto la scena si è ribaltata del tutto. La gente si è aperta e in mezzo alla sala si è subito formato un vero »vuoto« in cui, in un mosh selvaggio, vivevano il loro delirio giovani metallari dal sangue caldo, con un’età media tra i 19 e i 26 anni. Bella presenza anche di pubblico femminile. Alexi è Alexi. Anche stavolta non si è scordato di truccarsi gli occhi e di annerirsi le unghie con lo smalto. Guardava il pubblico con sguardo torvo mentre sbraitava col suo vocione brutale attraverso l’intera trama della discografia della band. Il bello è che la band ha bilanciato il repertorio e non ha affatto esagerato con la promozione del nuovo lavoro, comunque più che solido, I Worship Chaos (2015 Il repertorio era distribuito bene, con una bella manciata di pezzi degli album »Follow the Ripper« (2000) e “Hatebreeder” (1999), mentre dal debutto »Something Wild« (1997) è esplosa anche la celebre e obbligatoria Lake Bodom.
La band, come c’era da aspettarsi, ha confermato la sua enorme esperienza, un’ottima intesa e una forma eccezionale e compatta dimostrando che i ragazzi sono ancora tenuti in piedi da un grande entusiasmo e da una gran voglia di suonare dal vivo.). Janne Wirman e Alexi Laiho restano un tandem solista fuori dal comune, e l’hanno dimostrato con un nuovo intreccio di fuoco incrociato fatto di tante scorribande soliste.
Il ritorno della notte da incubo sul lago Bodom è stato rafforzato, tra nebbioline ondeggianti, anche dai giochi di luce dei riflettori; quanto al suono, il risultato è stato del tutto solido. L’unico problema era la qualità delle tastiere. Nel primo terzo del concerto erano praticamente inascoltabili, poi la situazione è migliorata un po’.
Solo per questo tour la band ha deciso di integrare un altro aiutante sul palco. Si tratta del chitarrista (ritmico) aggiuntivo Antti Wirman, fratello minore del tastierista Janne Wirman. Per un’ora e mezza buona la Mostovna ha ribollito, con il pubblico e la band al massimo dell’incazzatura e al limite del vero fanatismo. Nel complesso, come previsto, un’ottima esibizione, rafforzata più volte anche dai ringraziamenti di Laiho al pubblico per tutto il supporto. Il pubblico si è fatto un concerto da sudare per bene e, nonostante il breve bis d’obbligo, in cui i Children of Bodom avrebbero potuto suonare almeno un altro pezzo, ha lasciato soddisfatto la scena live completamente in ebollizione della Mostovna di Solkan.
Scaletta
CHILDREN OF BODOM:
1. Are You Dead Yet?
2. In Your Face
3. Morrigan
4. Halo of Blood
5. I Hurt
6. Everytime I Die
7. Bodom Beach Terror
8. Hate Me!
9. Lake Bodom
10. Blooddrunk
11. I Worship Chaos
12. Angels Don’t Kill
13. Silent Night, Bodom Night
14. Hate Crew Deathroll
15. Bodom After Midnight
—bis—
16. Downfall
SYLOSIS:
1. Dormant Heart
2. Teras
3. Fear the World
4. Leech
5. Mercy
6. Stained Humanity
7. Servitude
8. All Is Not Well
9. Altered States of Consciousness
10. Empyreal
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