Progeny: Highlights From Seventy-Two

0 8

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Yes
Etichetta: Rhino Records
Uscita: 2015
Durata: 96:50
Voto: 4.5/5

Gli Yes hanno segnato il 2015 con l’addio prematuro al bassista e membro fondatore Chris Squire, con un tour americano controverso (perché è andato avanti nonostante la morte dell’ultimo membro originale) e con nuovi album dal vivo. »Progeny: Highlights From Seventy-Two« è un doppio live che raccoglie esecuzioni scelte da sette diverse tappe della parte americana del tour di »Close to the Edge« del 1972. In sostanza è una versione ridotta del box da 14 CD live »Progeny: Seven Shows Fron Seventy-Two«, che contiene le esibizioni integrali dei sette concerti appena citati. La mossa lascia sensazioni contrastanti, ma »Progeny: Highlights From Seventy-Two« è il documento live perfetto per chi trova quel box un salasso troppo pesante o semplicemente non è un fan degli Yes sfegatato come certi che devono avere ogni singola registrazione dal vivo dei propri beniamini.

Il tour di »Close to the Edge« fu il primo degli Yes con il batterista Alan White in formazione, arrivato prima del viaggio in Nord America al posto di Bill Bruford, appena entrato nei King Crimson. All’epoca molti fan degli Yes erano scettici sul cambio, ma White si integrò alla perfezione con gli altri e oggi, dopo la morte di Squire, è l’unico membro della leggendaria band a esserci dal 1972.  Le sue doti tecniche, anche grazie a un suono più pulito, su »Progeny« vengono fuori un po’ meglio che su »Yessongs« (1973), dove alcuni criticarono soprattutto l’approccio improvvisativo di Alan durante l’esecuzione del super-epic »Close to the Edge«, dove Bruford era sempre una categoria a parte, dimenticando però che White aveva dovuto imparare a suonare un materiale difficilissimo in tempi brevissimi.

Dei brani di »Close to the Edge« ci sono tutte e tre le composizioni originali: l’esuberante »Siberian Khatru«, l’etereo »And You And I« e il super-epic che dà il titolo all’album, che naturalmente è il trionfale punto più alto di questo documento live a dir poco gustoso. Non mancano nemmeno i numeri solisti dell’eroe della chitarra Steve Howe e della sua maestà delle tastiere Rick Wakeman. Quest’ultimo stava promuovendo proprio allora il suo primo (vero) album solista »The Six Wives of Henry VIII« (1973), e per l’occasione ha adattato la sua parte solista a sette minuti che contengono alcuni motivi chiave di quel classico da studio.

In questa selezione live fa una figura particolarmente bella lo sempreverde »Yours Is No Disgrace« da »The Yes Album« (1971), che grazie a inserti improvvisativi riuscitissimi gli Yes allungarono fino a ben 16 minuti. Qui la straordinaria audacia artistica, la vitalità improvvisativa e la fantasia creativa senza confini della formazione classica degli Yes danno il meglio di sé. Naturalmente non manca nemmeno l’immancabile »Roundabout«, che nell’esecuzione della formazione classica è sempre un vero piacere per le orecchie. È stata una scelta saggia che i due produttori, mettendo insieme »Progeny«, abbiano mantenuto un sound genuino e fedele all’epoca, per cui l’intera raccolta live suona come se fosse davvero  uscita nel 1972. E c’è anche la caratteristica copertina di Roger Dean, che di sicuro non è tra i suoi momenti più ispirati.

»Progeny: Highlights From Seventy-Two« è fatto apposta per tutti quei fan degli Yes che semplicemente non hanno le tasche abbastanza profonde per permettersi il box da 14 CD, relativamente costoso, »Progeny: Seven Shows From Seventy-Two«, che, come di solito in casi simili, finirà per lo più nelle mani di chi non sente alcuna mancanza materiale, pur riconoscendosi come grandissimo estimatore dei testi di Jon sull’illuminazione personale e sulla ricerca della felicità nelle cose immateriali. Nel 1972, anno in cui uscirono ben due capolavori, »Fragile« e »Close to the Edge«, gli Yes erano all’apice del loro potere artistico: ecco perché questo è uno splendido documento live, con un valore emotivo speciale per tutti i fan più fedeli.

Formazione

Jon Anderson – voce, percussioni
Steve Howe – chitarra, cori
Chris Squire – basso, cori
Rick Wakeman – tastiere
Alan White – batteria 

Produzione

Brian Kehew e Steve Woolard

Tracklist

1. Opening (Excerpt From Firebird Suite)
2. Siberian Khatru
3. I’ve Seen All Good People
a. Your Move
b. All Good People
4. Heart Of The Sunrise
5. Clap/Mood For A Day
6. And You And I
i. Cord Of Life
ii. Eclipse
iii. The Preacher The Teacher
iv. Apocalypse
7. Close To The Edge
i. The Solid Time Of Change
ii. Total Mass Retain
iii. I Get Up I Get Down
iv. Seasons Of Man
8. Excerpts From “The Six Wives Of Henry VIII”
9. Roundabout
10. Yours Is No Disgrace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie