Divje Jezero in forma strepitosa nel cuore di Domžale (2015)
Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Domžale / Blunout / Slovenia
Data del concerto: 03.12.2015
Pubblico: 25 persone
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)
Gli idriani Divje Jezero sono la nuova speranza del prog rock/fusion di casa nostra: già con il loro album di debutto in studio »Mestni vrvež« avevano fatto capire che in futuro bisognerà fare sul serio i conti con loro, ogni volta che si parlerà della scena prog slovena, di per sé piuttosto oscura. Stavolta i Divje Jezero hanno fatto tappa al Blunout di Domžale, dove hanno suonato davanti a (circa) venti persone, il che la dice lunga sull’interesse ‘incredibilmente enorme’ dei cittadini per un prog rock di casa, arrangiato e suonato con classe. Ma noi pochi eletti, arrivati al Blunout con l’idea di goderci buona musica e un’esecuzione di altissimo livello, non ci siamo fatti scoraggiare. Dopo esserci seduti a un tavolo proprio a ridosso del palco, siamo stati ripagati alla grande, mentre ascoltavamo con attenzione l’esecuzione dell’intero album »Mestni vrvež«.
Il concerto dei Divje Jezero è durato solo un’ora, cosa prevedibile visto che si sono esibiti davanti a una sala quasi vuota e che il locale di Domžale chiudeva i battenti già alle dieci di sera. Eppure, in quel poco tempo abbiamo capito che la loro musica è abbastanza complessa da piacere anche ai golosi di prog più esigenti, ma al tempo stesso abbastanza melodica da non scandalizzare nessuno se questi gourmet del prog si presentano a un concerto dei Divje Jezero con tutta la famiglia al seguito.
Uno degli elementi chiave del sound dei Divje Jezero è senza dubbio il sassofono di Tomi Peljhan, che si occupa di alcune armonie fondamentali e porta una ventata di freschezza nella scena prog slovena contemporanea, dove questo strumento è più un’eccezione che la regola. Aleš Golja ha dimostrato per tutto il concerto di essere un chitarrista estremamente eclettico, che non teme nemmeno qualche improvvisazione spiritosa. I suoi passaggi di chitarra scivolavano fluidi tra raffinatezza e impatto, due ingredienti che nella musica dei Divje Jezero si trovano nelle dosi giuste. Capitolo a parte per la sezione ritmica straordinaria formata dal bassista Alen Bogataj e dal batterista Luka Čibej, che gira come un orologio. David Križaj, intanto, ha vegliato con successo sulle tastiere per tutto il tempo e ogni tanto ha suonato anche l’armonica a bocca, come per esempio in »Nomad«, dove si sentono anche alcuni elementi della musica tradizionale rom.
Oltre ai pezzi originali di »Mestni vrvež«, i Divje Jezero hanno suonato anche una cover davvero ben riuscita di un classico del jazz fusion, »Startus«, firmato dal leggendario batterista americano Billy Cobham. Oltre ad alcuni elementi etnici, ai Divje Jezero piacciono anche le scale orientali, come hanno dimostrato in certi brani, tra cui l’ottima »Uvertura XIX«, un interessante omaggio stilistico alla scena prog inglese e italiana degli anni Settanta. Il concerto dei Divje Jezero è volato via in un soffio. La band si merita tutti i complimenti per quello che ha mostrato. I due rappresentanti della crew di Rockline presenti al live le augurano il meglio per il suo cammino musicale. Un elogio speciale va poi all’impianto audio, che, considerati gli spazi ristretti, è stato davvero impressionante e con il volume giusto, tanto da creare per tutta la serata un’atmosfera piacevolissima.
Che peccato che band nostrane così talentuose e promettenti come i Divje Jezero restino confinate nell”underground’, mentre quasi tutti i riflettori dei media sono puntati sui vincitori di questo o quel talent musicale pieno di fronzoli, sulla ‘balkanijada’ turbo importata dall’ex Jugoslavia, su vari terroristi del suono dalle dubbie capacità tecniche e su finti ribelli del rock figli di genitori ricchi. Rare perle del prog/fusion di casa nostra come i Divje Jezero dovrebbero essere tutelate da un editto speciale del ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia come patrimonio culturale nazionale di eccezionale importanza, se solo certe cose in questo Paese iniziassero finalmente a muoversi nella direzione giusta.
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