Morana e Edge of Sins – Kadilnica od Death (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto Bar
Data del concerto: 31.03.2016
Prezzo del biglietto: 4 €

L’ultimo giorno di marzo all’Orto Bar è andato in scena il concerto dei death metaller melodici sloveni Morana e degli heavy metaller Edge of Sins. La serata faceva parte delle serate metal slovene Kadilnice of Death, ormai probabilmente conosciutissime a tutti.

Gli Edge of Sins, originari di Cerklje e in giro dal 2012, dopo un bel po’ di cambi di formazione hanno finalmente avuto il loro debutto live. Sotto il palco si è ammassata un bel po’ di gente, per lo più amici dei musicisti, che erano di gran lunga i più gasati per il bassista Anže Javoršek e hanno scandito più volte il suo soprannome »Sati«. La band, completata dal cantante Matic Pavlin, dai chitarristi Jure Flander e Blaž Hadalin e dal fratello di quest’ultimo, Nejc, alla batteria, ha portato a casa il suo primo concerto con parecchia sicurezza. Certo, qualche piccola sbavatura c’è scappata, ma non si può mica rimproverarla a una band giovane che ha appena iniziato a macinare chilometri sul palco. Sarebbe stato bello vedere, anzi sentire, anche qualche pezzo più dinamico, che però sono sicuro troverà il suo posto sul disco d’esordio My Escape, a cui stanno già lavorando con cura. Insomma, bella prova per una giovane band nuova di cui seguiremo di sicuro l’evoluzione.

Dopo di loro sono saliti sul palco dei vecchi volti della scena metal slovena – i Morana. Quest’anno la band festeggia dieci anni di attività e si è presentata per la prima volta con il nuovo batterista »session«, Robi Buh (Moshead). Davanti a un pubblico all’inizio un po’ più rado hanno suonato la maggior parte dei pezzi del loro debutto Too Bad for Heavens (2012), due cover degli Arch Enemy, che hanno fatto partire headbanging e mosh tra i presenti, e un nuovo brano – Slaying the Devil. Tomaž con la sua voce brutale e cruda ha terrorizzato alla grande tutti i presenti, Davorin al basso come sempre ha fatto il suo lavoro senza la minima sbavatura, il duo di chitarre formato da Jurij ed Edi è stato incredibilmente sincrono e i pezzi suonano molto meglio con due chitarre. Tjaša si sentiva a tratti troppo poco, perché le tastiere si perdevano un po’ in un muro di suono molto saturo. Qua e là è scappata qualche piccola sbavatura, ma sono convinto che la nuova formazione la smaltirà senza problemi quando si sarà rodata ancora un po’. Tra un pezzo e l’altro a volte qualche pausa è durata un filo più del dovuto, e Robi ne ha approfittato per un assolo di batteria. L’ultimo pezzo, War of the Gods degli svedesi Amon Amarth, è stato suonato da una squadra mista di entrambe le band. Il capo della Metal Rock Akademija, Jurij Čendak, insieme ai suoi due allievi, Blaž e Anže, con l’aiuto di Robi e Tomo, ha chiuso il concerto in modo simbolicamente unitario, e il cameratismo tra i musicisti si vedeva già a occhio, visto che gli uni e gli altri indossavano magliette dell’una o dell’altra band.

Dopo il concerto c’è stata l’estrazione di un biglietto per il Metaldays di quest’anno, dove i Morana suonano di nuovo, precisamente lunedì sera sul secondo palco. Insieme agli Edge of Sins, invece, il 16. 4. si esibiscono allo Swenak di Idrija, dove si unirà a loro anche Zaria.

testo: David Bordon

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