Zaria e River Fables – Una serata di melodie folk e metal (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto Bar
Data del concerto: 24.03.2016
Prezzo del biglietto: 5 €

Giovedì scorso nell’Orto Bar sono risuonate melodie di canzoni popolari, sia in versione tradizionale sia in veste metal, grazie alle due band di casa Zaria e River Fables.

Questi ultimi sono saliti sul palco verso le nove e mezza passate e hanno attaccato con un repertorio di musica tradizionale irlandese. Il quintetto è composto da Dann Aratt alla chitarra, Matevž Rozman al contrabbasso, Zalan Peter al bodhran e alla fisarmonica, Rok Mioč al flauto e alla voce e dalla bravissima violinista Nežka Starc, che dà il meglio di sé nei pezzi strumentali. In un’ora scarsa di live hanno sfoderato un sacco di hit, tra cui gli immancabili »Drunken Sailor«, »The Irish rover« e »The Drunken Scotsman«, che Rok ha presentato come se si fosse scolato una bottiglia di whisky poco prima. Purtroppo la band non è riuscita a far volare boccali di birra per tutto l’Orto né a far saltare il pubblico a ritmo di ritmi e melodie irlandesi, ma forse era ancora troppo presto per quello; l’atmosfera comunque era rilassatissima e i presenti si divertivano alla grande.

Poco dopo sono arrivati sul palco gli Zaria, con questa formazione a sei che ha occupato praticamente ogni centimetro a disposizione. Era il loro primo concerto dopo una pausa piuttosto lunga e si vedeva che il palco gli era mancato davvero. In un live di oltre un’ora ci hanno presentato una selezione di pezzi dall’EP Sij obzorja (2013), dal debutto Po poti življenja (2014), qualche cover e un paio di brani a cui stanno lavorando per il nuovo album. Questi ultimi sono più vicini al metal melodico e sinfonico che al folk metal, tipico della prima fase della band. Hanno suonato tutto il materiale con una sicurezza incredibile, e Inez cresce di concerto in concerto, sia dal punto di vista vocale e strumentale sia nel rapporto con il pubblico. Il duo di chitarre formato da Miha e Jakob era perfettamente sincronizzato, e l’unico “errorino” Jakob l’ha buttato sullo scherzo dicendo nel microfono »mi scuso«, facendo ridere il pubblico e sciogliendo ancora di più l’atmosfera. La sezione ritmica andava che era una meraviglia: Rok al basso era un po’ nascosto sullo sfondo, ma ha fatto il suo lavoro senza compromessi, mentre Nika alla batteria ha dimostrato ancora una volta di stare tranquillamente al passo dei colleghi maschi, e anzi di superarli con facilità. Gašper si è messo in luce ancora una volta alle tastiere e in uno dei pezzi nuovi ha sparato un assolo davvero ottimo; spero che sul nuovo album ci siano parecchi inserti così.

Durante Divja jaga è tornato sul palco come ospite Aljaž, cantante dei Vinotoch, band della costa (ora non più attiva), che con Inez è riuscito in qualche modo a ballare in quel minuscolo spazio che avevano a disposizione. Al ballo si è unito anche il pubblico, e la serata, in un Orto Bar bello pieno, si è chiusa con mosh pit, un sacco di birra versata e un’energia pazzesca.

testo: David Bordon

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