Uomo e macchina – Jojo Mayer e i Nerve al Kino Šiška (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Jerneja Jerak
Luogo: Kino Šiška
Data del concerto: 05.04.2016
Prezzo del biglietto: 15 € / 18 €
Martedì, al Kino Šiška di Lubiana, nell’ambito del loro tour europeo, hanno fatto tappa i Nerve, collettivo newyorkese guidato dal batterista di fama mondiale Jojo Mayer.
La band è nata verso la fine degli anni Novanta, come una specie di prodotto delle serate elettro Prohibited Beatz, che Mayer ha organizzato tra il 1996 e il 2001. Quegli eventi erano pensati per cancellare il confine tra musica elettronica e acustica e per mettere insieme generi che a prima vista sono agli antipodi.
I Nerve sono formati da tre musicisti sul palco e dal fonico Aaron Nevezie, che è in contatto costante con gli altri membri della formazione e aggiunge al suono elementi che di solito si inseriscono in post-produzione. Da qualche anno alle tastiere e nel ruolo di DJ c’è Jacob Bergson, che dà un contributo enorme alla tavolozza sonora ampia e variegata del gruppo. Il nucleo della band, però, è composto da Jojo Mayer e John Davis. Quest’ultimo dal vivo riesce a tirare fuori suoni di basso davvero interessanti, che vanno dal jazz al dubstep, usando soltanto un basso elettrico e degli effetti analogici. Il motore principale del collettivo è ovviamente Jojo Mayer, musicista che ha già collaborato con tantissimi grandi nomi della scena jazz ed è uno dei batteristi più apprezzati e rispettati del pianeta. Il suo lavoro attuale ruota attorno all’integrazione di elementi elettronici nella musica acustica, e in questo gli riesce davvero alla grande.
Il gruppo sembra un trio jazz, con i musicisti disposti in modo da potersi guardare tra loro e col fonico per tutto il tempo. Sul palco c’erano una batteria acustica con un minimo di elettronica, un basso elettrico con ampli ed effetti, le tastiere e una consolle da DJ. Il suono che tiravano fuori da questi strumenti, però, era lontanissimo dal jazz o dal rock classico. In due ore di show hanno presentato a una sala piena la loro visione unica. Si tratta di una specie di fusione e di evoluzione dei due estremi musicali del XXI secolo. I Nerve è davvero difficile incasellarli in un genere, perché nelle loro composizioni usano elementi di jungle, drum ‘n’ bass, dubstep, minimal, ambient, jazz, fusion, rock e a tratti perfino djent, e il tutto lo legano alla grande con l’improvvisazione. Qui bisogna sottolineare che tutti i musicisti sono perfettamente affiatati e nessuno cerca di mettere in ombra gli altri. Questo vale soprattutto per Mayer, che, pur essendo un batterista tecnicamente fenomenale, ha un gran senso della musica e dei musicisti che la creano insieme a lui. La sua perfezione tecnica la mostra al meglio nelle parti caotiche, dove a tratti si stacca dalla band, segue il suo metronomo interiore, manda in confusione tutta la sala, che non sa più su quale ritmo muoversi, e poi si riaggancia ai compagni sul primo movimento senza il minimo problema. Ogni volta che succedeva, il pubblico impazziva e lo premiava con un applauso fragoroso. In momenti così dimostra nel modo più chiaro il suo principio: le emozioni e la creatività umane avranno sempre la meglio sul computer.
Jojo Mayer e i Nerve sono la prova che l’elettronica si sposa alla grande con la musica acustica, che la gente ha ancora voglia di suonare dal vivo, che l’improvvisazione conta ancora un sacco anche in un mondo dominato dalla musica da computer, dove il contributo creativo umano è sempre più scarso, e che la tecnologia dovrebbe essere al servizio della creatività umana, non uno strumento e un fine a sé stessa.
testo: Klemen Udovč
Galleria fotografica



















