Blaze Bayley resta il re dei pesi massimi del metal (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Gradisca d'Isonzo / La Baracheta / Italia
Data del concerto: 06.04.2016
Spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso gratuito!!!)
E come si fa a dire di no? Il nostro vecchio caro amico Blaze Bayley è tornato in un paesino di confine abitato dagli sloveni, a Gradisca d’Isonzo, dove aveva suonato l’ultima volta nel 2014! Blaze Bayley è l’uomo che veneriamo come ex voce degli inesauribili titani del metal Iron Maiden e dei Wolfsbane, i metallari NWOBHM tornati di nuovo insieme, con cui Blaze ha iniziato la carriera (prima di entrare nei Maiden).
Il nuovo tour maratona del veterano dei pesi massimi del metal è dedicato al nuovo album in studio «Infinite Entanglement». In tour Blaze è accompagnato da altri tre musicisti: due sono vecchie conoscenze, cioè l’eccellente chitarrista Chris Appleton e il batterista Dan McNee, noti dai tempi degli Absolva, mentre al basso c’è ora Karl Schramm.
Stavolta Blaze Bayley e compagni sono approdati in un locale un po’ più grande, che tra palco e tutto ci fa stare sotto il tetto circa 500 persone, quando è pieno zeppo. A scaldare la serata prima di Blaze Bayley ci hanno pensato i padroni di casa Blue Rose e Animal House. Come già tre anni fa, anche stavolta siamo partiti tardi dalla Slovenia verso il confine. E abbiamo gestito bene i tempi. Poco prima delle dieci e mezza di sera, infatti, sul palco c’era già il trio di strumentisti che con la cannonata d’apertura preparava la pista all’arrivo di Blaze Bayley, e appena lui è salito la band ha sganciato la prima bomba del concerto, la title track del nuovo album «Infinite Entanglement».
Da quelle parti Blaze Bayley ha una schiera di fan scatenati. Gli italiani sono un pubblico di temperamento e, se non altro, gli restano fedeli per il suo passato negli Iron Maiden. Comunque sia, nella prima parte Blaze ha snocciolato gran parte del suo materiale Blaze e Blaze Bayley, puntando ovviamente la maggior parte delle forze sui pezzi nuovi dell’ultimo album, che hanno avuto più attenzione di tutti. Dalla scaletta sono spariti del tutto i brani degli album «Tenth Dimension», «Blood And Belief» e (grazie a dio) «King Of Metal», mentre tra i dischi più vecchi ha avuto più spazio l’esordio in studio «Sillicon Messiah» (1999), amatissimo dai fan, più due ottimi pezzi, Robot (dall’album «The Man Who Would Not Die», 2008) e Watchng the Nightsky («Promise And Terror», 2010). Il pubblico, come previsto, mangiava dalla mano di Blaze, e almeno la metà delle buone 300 teste ha partecipato con entusiasmo insieme a Blaze e soci per tutto il concerto. Appleton con una sola chitarra ha coperto un sacco di spazio, ha gestito senza problemi anche le armonie in terze, e tra un assolo e l’altro di Appleton veniva fuori la cinetica della sezione ritmica, che riempiva magistralmente la scena sonora. La band guidata da Balyley ha sudato tutto il sudabile. Blaze Bayley si è concesso con i ragazzi un po’ più di show teatrale nell’unico pezzo dei Woflsbane della serata, la cattivella Manhunt, in cui tutti e tre i compagni hanno fatto anche il proprio momento solista, incastonato nel cuore del brano.
Come previsto, durante il concerto Blaze, da vero capobanda, ha di nuovo cercato di comprarsi il pubblico. In una delle pause tra un discorso e l’altro si è preso un po’ di spazio per le seguenti perle: «When you buy my CDs, I pay my band!, When you buy my CDs, I pay my rent!, When you buy my CDs, I make a new CD!» Come sempre. Dopo il concerto dovevi passare dal tavolo del merch ufficiale e comprare qualcosa. Così ci siamo equipaggiati tutti. I momenti più caldi li hanno regalati i classici degli Iron Maiden nati nel periodo con Bayley in formazione. Accanto ai catalizzatori prevedibili Futureal e Man on the Edge, Blaze ha sorpreso non poco i presenti con l’ottimo singolo Virus, e ancora di più con la decisione di suonare, al posto di Clansman, lo standard degli Iron Maiden Fear of the Dark, portando il pubblico alle «lacrime di delirio». Allo show non si può dire niente. Blaze canta ancora benissimo. Le zone basse e medie gli stanno a pennello e lui ci naviga dentro senza problemi. Dopo il primo bis obbligato, in cui la band ha suonato un altro ottimo pezzo degli Iron Maiden del periodo di Bayley, parlo del riff superbo che regge l’unica, inimitabile Lord of the Flies.
Mezzanotte in punto. La band ha salutato. In realtà il concerto era finito. Anche nelle altre date del tour in corso Blaze Bayley chiude i concerti con Lord of the Flies. Stavolta però gli applausi fragorosi e i boati del pubblico italiano hanno richiamato il gruppo sul palco, che si è tirato fuori dalla manica un altro pezzo nuovo, Dark Energy 256, e così le truppe di fan di Blaze Bayley sono state finalmente accontentate a dovere.
Dopo un’ora e tre quarti di show, la band si è buttata subito tra il pubblico a distribuire autografi, firmare roba e, ovviamente, a chiacchierare a lungo con i fan. Blaze sta bene con la sua squadra. Ha finalmente trovato la formula per mettere insieme la band giusta. Si sente nel nuovo lavoro in studio, più che solido, e ovviamente nella resa brillante dal vivo del materiale, impreziosita quella sera anche da un suono eccellente!
Scaletta
1. Infinite Entanglement
2. A Thousand Years
3. Futureal
4. Human
5. Kill And Destroy
6. Identity
7. Solar Wind
8. Watching the Nightsky
9. Robot
10. Calling You Home
11. Stare At The Sun
12. Virus
13. Ghost in the Machine
14. Sillicon Messiah
15. Manhunt
16. Fear of the Dark
17. Man on the Edge
—bis I.—
18. Lord of the Flies
—bis II.—
19. Dark Energy 256
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