Screaming Headless Torsos – la divisione funk asfalta la Cvetličarna (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Cvetličarna / Slovenia
Data del concerto: 24.05.2016
Presenti: 250
Prezzo del biglietto: 14,00€ (in prevendita) / 15,00€ (il giorno del concerto)

Screaming Headless Torsos sono una formazione jazz rock fusion americana che bazzica questo pianeta dal 1989.  A guidarla è l’iconico chitarrista David “Fuze” Fiuczynski, affiancato nella line-up fissa dal cantante Freedom Bremner e dal percussionista Daniel Sadownick. »Code Red« è il terzo album in studio della band, il primo dopo ben nove lunghi anni di silenzio, e a maggio il gruppo è partito per la seconda tranche del tour di promozione del disco, approdando così nel continente europeo. Non ci crederete: con la prima tappa proprio a Lubiana. Del resto i Screaming Headless Torsos non sono dei perfetti sconosciuti per i palchi sloveni. Stando al saluto introduttivo di Brane Rončel, che ha riportato la band in Slovenia, i Screaming Headless Torsos avevano già suonato da noi 15 anni fa, nella oscura scena dei club di Maribor.

A completare il quintetto ci sono il bassista Reggie Washington e il batterista James »Bisquit« Rouse. La band non vedeva l’ora di scatenarsi sul palco. In due ore di show i ragazzi hanno mostrato subito perché siano musicisti così ricercati in tutto il mondo. Non sorprende quindi che tutti e cinque, nelle loro lunghe carriere, abbiano messo il proprio talento al servizio di alcuni dei nomi più riconoscibili del jazz, ma anche di quei »datori di lavoro« con le tasche più profonde che conosciamo benissimo dalla scena del pop mondiale.

Una fusione tutta sua di jazz, funk e rock, con riff che a tratti puntavano dritti verso il metal più da pelle d’oca, ha funzionato per tutta la serata senza il minimo vincolo di genere. Del resto, la parola stessa, fusione, dice già come funziona la band. Un amalgama di mille generi, dalla world music al reggae, passando per ondate di soul e R&B di taglio pop, per poi staccare di nuovo verso un’incredibile cinetica funk, arricchita da inserti improvvisativi di bravura di cui si sono occupati proprio tutti i musicisti, con in testa le acrobazie vocali straordinariamente varie di Freedom Bremner. In questa fusione, che non conosce la parola »limite« e si lancia in mosse »crossover« decisamente audaci, la band ha lasciato intravedere a tratti una possibile parentela con la musica dei Living Colour. L’impressione è stata rafforzata a tratti anche dalla voce di Freedom Bremner, che ogni tanto richiamava involontariamente Corey Glover. Ma soprattutto, durante il concerto gli occhi erano puntati sul leader David Fiuczynski, che nelle sue improvvisazioni sciorinava una quantità pazzesca di sequenze di note, cercava la melodia dentro la melodia, o le note che »non ci sono«, dimostrando così di essere il principale portatore di eclettismo nel carattere musicale del gruppo: i motivi guida dei pezzi, in questa maniera e nel mondo dei Screaming Headless Torsos, reggono davvero tutto.

Con una cinetica funk marcata, i ragazzi si sono presi subito il pubblico, questa volta scarso, al massimo 200 persone, che però, proprio grazie alla loro forza ipnotica, ha restituito abbastanza reazioni da stuzzicare la band, che non è scivolata nella routine del concerto-tipo, ma si è divertita per tutto il tempo e ha comunicato con il pubblico in totale scioltezza. Di vitalità, dinamica da palco e di quella cosa per cui andiamo ai concerti, ovvero una dose autentica di passione ed emozioni che ribollivano in ogni istante dell’esibizione, non c’è stata proprio carenza, e il live è stato accompagnato da una vibrazione energetica carica di voltaggio elettrico, su cui ha ondeggiato l’intero spettacolo musicale. Il gruppo ha toccato anche l’eredità di Jimi Hendrix, rielaborando a modo suo il brano Angel e infilandoci di tutto, dai ritmi latini all’estetica reggae, condendolo allo stesso tempo con una dose di fughe soliste che hanno portato il pezzo oltre il confine della sua riconoscibilità (e ritorno). I minuti volavano a scatti e non ricordo quando due ore di concerto mi siano passate così in fretta. Tanta varietà artistica e tanta dinamica esecutiva hanno dato i due all’espressione musicale in sé.

Con questa esibizione i Screaming Headless Torsos hanno dimostrato di essere un’attrazione da palco fuori dal comune, dove la dinamite esecutiva non può certo mancare. Cavalcano uno straordinario punto d’equilibrio tra esperimento musicale e contagiosa ascoltabilità, grazie a una libertà artistica senza freni, mostrando allo stesso tempo  un’incredibile »equivalenza di genere« che nella sua vivacità non smette mai di entusiasmare e di scioccare dolcemente. Uno spettacolo live pieno di brillantezza artistica ed esecutiva! Peccato che questa visita della band non abbia trovato più riscontro tra il pubblico sloveno, perché proprio a causa della scarsa affluenza dubito molto che i Screaming Headless Torsos torneranno mai in Slovenia. Attenzione: il biglietto in prevendita costava 14,00€. 

Scaletta

1. Word To Herb
2. Brooce Swayne
3. Field Of Light
4. Wedding In Sarajevo
5. Mind Is A River
6. Angel
7. Almond Pear
8. With You
9. Side Ways
10. Smile In A Wave (Theme From Jack Johnson)
11. No Survivors
12. Vinnie
—bis—
13. Free Man 

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