XI
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Metal Church
Etichetta: Rat Pak Records
Uscita: 2016
Durata: 58:02
Voto: 4/5
I Metal Church sono dei veterani dell’heavy metal americano, in giro insieme ormai da 36 anni. “XI”, come dice già il titolo del loro nuovo album, l’undicesimo in studio, non è poi molto per una band con una carriera così lunga. I tanti scossoni dovuti ai cambi di formazione nel corso della storia, tra addii, arrivi e ritorni ecc… hanno portato periodi di instabilità e più di una volta hanno paralizzato per un bel pezzo la band, sia a livello creativo sia sul fronte dei concerti. Comunque sia, i Metal Church sono sopravvissuti. A bordo della nave l’unico membro originale e fondatore rimasto è il leader e chitarrista Kurdt Vanderhoof, che è anche il principale responsabile delle nuove idee compositive. Per i nuovi tempi della band.
Quando sembrava che i Metal Church, ormai in piena maturità, avessero trovato stabilità artistica e live, dopo l’ottimo album in studio del 2013 »Generation Nothing« con cui nel 2014 si sono esibiti, tra le altre cose, anche al Metaldays di Tolmin, nell’autunno 2014 la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: l’ottimo urlatore Ronny Munroe lasciava la band. Perché la storia di un nuovo stop forzato non si ripetesse, la situazione l’ha risolta con successo il ritorno di Mike Howe. È l’uomo che già negli anni Ottanta aveva sostituito alla grande il (compianto) David Wayne, dimostrandosi un vero clone vocale di Wayne. Con il rientro di Howe, il cantante torna a mettere la sua voce su un nuovo album in studio della band, e lo fa esattamente ventitré anni dopo l’ultimo disco inciso con i Metal Church, »Hanging in Balance (1993).
»XI« non si discosta granché da »Generation Nothing« né nello stile né nel suono. Vanderhoof e compagni mantengono sul nuovo album uno slancio artistico notevole, e i giri di chitarra sono di nuovo carichi di soluzioni old school eccezionali, che discendono dalla dottrina del metal americano. Né più né meno. Anche con il nuovo lavoro i Metal Church hanno sete di sangue e non lasciano superstiti. Vanderhoof si è circondato di una squadra di musicisti eccezionale, tra cui spicca soprattutto il nome del batterista Jeff Plate (Savatage). Ne è uscito un album pieno di riff marcati, carichi di passaggi taglienti, mentre la band, brano dopo brano, costruisce con efficacia e in modo graduale atmosfere drammatiche, sempre avvolte nel velo eterno della rovina. Vanderhoof e il suo collega alla chitarra Rick Van Zandt si scambiano qualche assolo ultraveloce ed esplosivo, condito con un pizzico di ironia, con cui la band arricchisce con esperienza e lusso le parti strumentali centrali dei pezzi. Howe è un vecchio e caro amico della band e la sua voce (dopo tutti questi anni di assenza) funziona alla grande. Anche se non c’è nulla di male da dire sul suo predecessore Munroe, rispetto ai pezzi del disco precedente la voce di Howe suona ancora più liscia e, con la sua natura strillata e il morso implacabile sulle note più alte che una voce umana possa raggiungere, stuzzica ancora di più. Prendi pezzi come Sky Falls In o Blow Your Mind? Un dialogo migliore di questa leggendaria band metal americana che opera ai giorni nostri, con il suo lascito anni Ottanta, non si potrebbe quasi desiderare. La tradizione è viva. Arricchita con lusso da pregiate raffinatezze di freschezza creativa. Suona retrò e allo stesso tempo potente, come oggi non suonano che pochissimi altri dischi di altre band scritti in un formato di genere simile.
Il materiale è tantissimo. Anche troppo. Sarebbe bastato un album da quaranta minuti. Qui c’è roba per quasi un’ora intera. Nonostante questo, sul disco non ci sono vere oscillazioni di qualità né cali, e tutto scorre in un’ottima progressione dinamica. Pesca il meglio dal lascito del passato e lo versa con efficacia nell’essenza dei nuovi Metal Church. In questo modo la band mantiene la freschezza e dà una sensazione di foga giovanile, di fame e di voglia di dimostrare. »IX« è un album che può stare a testa alta accanto ai classici della band, in primis i dischi usciti negli anni Ottanta, come »The Dark« e l’esordio »Metal Church«. Un album fatto su misura per i fan di lunga data della band, e che di sicuro farà breccia anche tra gli appassionati appena sfornati della vecchia scuola americana nell’approccio alla magia dell’universo heavy metal. Speriamo che questo disco porti la band in qualche tour europeo.
Metal Church – No Tomorrow (video ufficiale):
Formazione
Mike Howe – voce
Kurdt Vanderhoof – chitarra
Rick VanZandt – chitarra
Steve Unger – basso
Jeff Plate – batteria
Produzione
Kurdt Vanderhoof
Tracklist
- Reset
- Killing Your Time
- No Tomorrow
- Signal Path
- Sky Falls In
- Needle And Suture
- Shadow
- Blow Your Mind
- Soul Eating Machine
- It Waits
- Suffer Fools