Una festa celtic punk rock da veri professionisti, con la regia indimenticabile dei Dropkick Murphys (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Jerneja Jerak

Luogo: Lubiana / Cvetličarna / Slovenia
Data del concerto: 14.06.2016
Presenze: 1100
Prezzo del biglietto: 33,00€

I Dropkick Murphys, i rocker celtic punk di Boston arrivati al successo, nel corso degli anni sono diventati in Slovenia un vero e proprio pezzo d’arredamento »nazionalpopolare« dei locali da concerto. La band, che ha in tasca otto album in studio e che ha ufficialmente iniziato a lavorare al nono in arrivo, intitolato  »El Paso«, quest’anno festeggia i suoi 20 anni di carriera. La nuova data annunciata nella capitale slovena è andata sold out in un attimo. Così gli organizzatori (d’accordo con la band) hanno deciso, pochi giorni prima del concerto, di spostarlo alla Cvetličarna, che con il balcone aperto accoglie una bella fetta di 1100 persone (al CUK Kino Šiška ne possono entrare ufficialmente solo 800). Quel giorno a Lubiana sono sbarcati fan del punk rock da ogni angolo: dall’Italia, dalla Croazia, dalla Serbia e perfino dall’Austria. Già prima delle otto, orde affamate di festa si ammassavano davanti alla Cvetličarna, dove hanno decimato senza pietà le scorte di intrugli alcolici. Verso le otto di sera  si è scatenato il diluvio. E giù, e giù, e giù. Di nuovo a secchiate. Ma non è bastato a rovinare il bel clima di quel giorno.

Una decina di minuti prima delle nove di sera sono saliti sul palco i Pigs Parlament, un settetto che arriva dal Collio sloveno (Goriška Brda). Con due album in studio all’attivo (ragazzi e ragazza, ormai è ora di pensare al terzo!), si sono rivelati la scelta ottima e giusta per scaldare le teste inzuppate fino alla giusta temperatura da club. In una mezz’oretta di esibizione, che questi ragazzi del Litorale, di buon cuore e positivi, hanno condito con un litro di vino bianco, versato nelle prime file direttamente con imbuto e tubo, la band si è presentata con un’esecuzione sicura sul palco, che faceva capire come suoni insieme già da un bel po’ e come il gruppo sia una vera combriccola molto affiatata. Il suono, come c’era da aspettarsi, era poco nitido, soprattutto per quanto riguarda le chitarre. Da questo punto di vista ne sarebbe bastata una sola. Tromba e banjo davano una scossa benevola al sound del gruppo, che attraverso un mix pittoresco, in cui si mescolano elementi di SKA, la saltellante energia dell’HC e la scatenata follia dello skate punk, oltre a elementi di melodia folk, dove hanno buttato benzina sul fuoco con le cover di The Pouges (Dirty Old Town) e Flogging Molly (Drunken Lullabie), ha portato in porto lo show più che bene. Una bella ouverture, insomma.

I Dropkick Murphys hanno preso il palco alle dieci in punto di sera. Il locale si è riempito fino all’ultimo angolino. La temperatura saliva, fino al punto di ebollizione. In fretta. La gente si era armata di birra e quando le sagome si sono spinte fino alla parte anteriore del palco (ancora) al buio, per colpire con il brano The Boys Are Back, il pubblico è esploso e ha cominciato a fare la doccia alla Cvetličarna con la birra. Un rituale, insomma.  Sull’energia ribollente e di buon cuore che dava vita al locale e spingeva a tutta forza la festa del concerto non c’è da sprecare parole. Il pubblico era in delirio dal primo all’ultimo istante, mentre i Dropkick Murphys mettevano in scena uno spettacolo da palco pazzesco, imbottito di un’energia in sovrabbondanza incredibile. La band correva da un pezzo all’altro, e la gente saltava compatta e faceva capriole. Hanno dato di matto soprattutto con You’ll Never Walk Alone, ormai di casa, o con Johnny I Hardly Knew Ya, ovviamente tagliati nelle versioni accelerate e furiose della ricetta Dropkick Murphys. Durante il concerto fisarmonica e cornamusa si sentivano peggio, e lo stesso vale per la parte dei brani in cui si univa la chitarra acustica, mentre il resto funzionava. Insomma, con tutta l’energia scatenata per cui i fan erano venuti. Quella, ovviamente, contava. Nel gran finale dello show, con il brano Kiss Me, I’m Shitfaced,  come previsto la band ha fatto salire sul palco un gruppo di ragazze, tanto che a fine concerto i membri del gruppo sono letteralmente »affondati« in mezzo a loro e non se ne vedeva più nemmeno uno.  Alla fine sul palco sono rimaste in pratica solo le ragazze e il bassista/cantante Ken Casey, che si è fermato sulla scena per più di mezz’ora, a farsi fotografare con i fan, a firmare autografi e a fare due chiacchiere con loro.

Esattamente come ci si aspettava. Un concerto scatenato, una scarica di punk rock doc dritta in faccia al pubblico, annaffiata da un uragano di birra e carica fino all’orlo di allegria da cultura folk celtica. Un concerto solo era troppo poco. Sarebbe interessante se i Dropkick Murphys aggiungessero alla data sold out di Lubiana anche un’altra serata. Probabilmente farebbe sold out anche quella. Finito il concerto, l’attesa per la prossima visita della band è quindi iniziata subito! 

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