Un tuffo nella storia del prog rock italiano con i New Trolls (2016)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lignano Sabbiadoro / Piazza Marcello D'Olivo / Italia
Data del concerto: 01.09.2016
Spettatori: 800
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!!!)

New Trols, o meglio Note New Trolls, come si chiama l’attuale incarnazione della leggendaria band di rock progressivo sinfonico italiano in cui si sono riuniti i vecchi compagni di merende Nico Di Palo, Ricky Belloni, Gianni Belleno e Giorgio Usai, hanno regalato un concerto eccezionale nella piacevole località di villeggiatura italiana di Lignano, per di più senza nessun biglietto d’ingresso. Si preannunciava una gran serata per tutti i palati musicali fini, ma anche per i tanti curiosi a cui la ricca storia della scena prog italiana non dice niente. In questa versione dei New Trolls ci sono altri due membri più recenti, il fantastico batterista Alex Polifroni e il virtuoso bassista/chitarrista Andrea Cervetto. Come nello stile dei leggendari Genesis e King Crimson, i New Trolls si sono presentati quella sera con una doppia batteria, comandata da Belleno e dal suo collega più giovane Polifroni.

Nella prima parte del concerto dei New Trolls, gli amanti del progressive rock si saranno grattati la testa un paio di volte con una certa apprensione, perché al posto dei capolavori sinfonico-prog dal taglio orchestrale, all’inizio dominavano soft rock zuccherosi, buffi esperimenti disco, ibridi AOR più o meno interessanti e i ‘tormentoni’ con cui all’epoca si presentavano a Sanremo. Anche i New Trolls, come tanti altri vecchi lupi del prog, hanno avuto negli anni Ottanta la loro ‘fase pop’, che ancora oggi tra i fan scatena sentimenti contrastanti. La maggior parte dei ‘progghettari’ preferirebbe dimenticare quel periodo, anche se pure in quegli anni ‘difficili’, quando in patria godevano di un bel sostegno commerciale, saltò fuori qualche perla davvero bella. Per i New Trolls ‘veri’, quelli sinfonico-prog, c’è toccato aspettare fino alla seconda parte del concerto, quando sono tornati piano piano al loro passato e hanno iniziato a suonare anche pezzi degli anni Settanta.

Prima del terzo pezzo della serata, »Visioni« (originariamente dal loro secondo album, »New Trolls«, del 1970), il pubblico è finalmente esploso come si deve, perché sul palco si è unito alla band il leggendario e carismaticissimo cantante, tastierista ed ex chitarrista Nico Di Palo. Nico, un tempo uno dei migliori chitarristi europei (anche secondo la classifica della rivista Melody Maker), all’inizio della carriera era stato influenzato in modo decisivo da Jimi Hendrix. Dopo un grave incidente stradale nel 1998, Nico ha metà del corpo paralizzata e può suonare le tastiere solo con una mano, mentre la sua voce è incredibilmente conservata e canta come se fosse ancora un ‘ragazzino’ sui vent’anni. Nonostante i dubbi di chi temeva che dominassero per tutta la serata, tutti i pezzi pop sono stati suonati alla grande, mentre le armonie vocali erano semplicemente impossibili da elogiare abbastanza.

Tutti i membri della band sono ottimi cantanti, e questo vale in particolare per Nico, che si potrebbe chiamare il Barry Gibb italiano (Bee Gees), a cui somiglia parecchio quando usa il falsetto, mentre anche Belloni e Usai, che con la sua immagine somiglia in tutto e per tutto ad Asterix, si meritano complimenti speciali. Sia Usai che il batterista Belleno si sono ritrovati almeno una volta in serata alla voce principale e hanno portato a casa la missione con sicurezza. Era divertente anche vedere come Cervetto, durante alcuni pezzi, passasse dal basso alla chitarra, e come al basso lo sostituisse una volta il batterista Belleno e poi, nella seconda parte del concerto, anche Polifroni. La band ci ha quindi stupiti per tutto il tempo con la sua versatilità. Hanno suonato anche qualche pezzo con testi in inglese, ricordandoci di essere una delle poche prog band italiane che canta in un inglese decente, anche se esibizioni di questo tipo tra il pubblico di casa non sono mai state chissà quanto amate.

I New Trolls ci hanno ricordato più volte anche quanto i Queen abbiano influenzato il loro stile creativo e l’intreccio di armonie vocali operettistiche nella seconda metà degli anni Settanta, cosa che si poteva sentire per esempio durante l’esecuzione di »Una Notte Sul Montecalvo« (adattamento del poema sinfonico chiamato “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Petrovič Musorgskij), mentre con i successi »Quella carezza della serra« e  »Aldebaran«, dall’omonimo album del 1978, ci hanno ricordato di essere stati capaci di creare anche tante ballate commoventi e per nulla sdolcinate. I membri dei New Trolls, soprattutto Belloni e Palo, durante le pause hanno snocciolato barzellette e fatto battute a raffica (per lo più a proprie spese), scatenando come per scommessa ondate di risate tra il pubblico in gran parte di casa, mentre noi con un italiano più scarso ci siamo divertiti un po’ meno, ma abbiamo capito comunque abbastanza da non annoiarci. Il culmine della serata è stato ovviamente l’esecuzione del loro ‘magnum opus’, cioè »Concerto grosso« in tre atti, compreso l’assolo di batteria nel mezzo. Nel duello tra batteristi, l’energico Polifroni ha messo al tappeto il suo rivale più anziano Belleno con la ‘mano sinistra’. Belleno si è guadagnato il posto nella band attuale soprattutto grazie ai suoi lunghi meriti da membro originale, ma il suo stile di batteria non basta più alle esigenze dei New Trolls di oggi, per cui avevano un bisogno urgente di Polifroni, tecnicamente più preparato e più veloce.

Nel bis, tutt’altro che scontato, visto che si vedeva che Nico era già parecchio stanco e ha avuto bisogno di un po’ più di tempo per rimettersi a sedere alle tastiere con un aiuto e unirsi agli altri compagni nelle armonie vocali, sono seguite altre due esecuzioni di classici. I New Trolls hanno chiuso il concerto con un altro pezzo vocalmente difficilissimo – »Le Rei Soleil«, dall’album »Concerto grosso no. 2« (1976), che all’uscita non fu accolto così bene come il più celebre predecessore »Concerto grosso no. 1« (1971), ma che dopo il ‘test del tempo’ gode oggi di uno status un po’ migliore tra gli amanti del prog rock. I New Trolls sono giustamente fieri soprattutto della loro trilogia »Concerto grosso«, in cui lo status di culto spetta in particolare al primo ‘capitolo’, che nel 1971 fu uno degli album più importanti e migliori della scena progressive rock italiana.

Farsi un ‘giro’ musicale nel magnifico lascito dei New Trolls è stata, durante il loro concerto a Lignano, un’esperienza irripetibile, che ha sicuramente reso felici tutti gli amanti della scena progressive rock italiana tra il pubblico. Bisogna ammettere che nella prima parte del concerto, quando si sono ‘buttati’ nella loro era pop con un retrogusto di Sanremo, ci hanno pervaso sentimenti un po’ contrastanti, perché era come essere andati a sentire una band completamente diversa al posto degli eroi della scena sinfonico-prog italiana, anche se l’esecuzione tecnica è stata impeccabile per tutto il tempo, e lo stesso si può dire dell’impianto audio. Beh, nella seconda parte le cose sono migliorate gradualmente e alla fine ci siamo goduti il concerto anche noi amanti dei New Trolls classici, sinfonico-progressivi, di cui quella sera ci è mancato soprattutto il vecchio amico e rivale occasionale di Nico, Vittorio De Scalzi, che non ha voluto collaborare con la versione attuale della band. I New Trolls l’anno prossimo festeggeranno già cinquant’anni di attività e per l’occasione si possono augurare a Nico e compagni tutto il meglio e tanta buona musica anche in futuro, se non altro altri cinquanta anni creativi di altrettanto successo.

Scaletta

1. Suite disco
2. La signora senza anelli
3. Visioni
4. Faccia di cane
5. Che idea
6. America OK
7. Quella musica
8. Irish
9. Davanti agli occhi miei
10. Medley acustico
11. Dancing
12. Una notte sul montecalvo
13. Concerto grosso
14. Una mintera
15. Aldebaran
16. Quella carezza della serra
—bis—
17. Quelli come noi
18. Le roi soleil

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