Moonlight Sky al SiTi Teater presentano il loro quarto album in studio (2016)

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Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / SITi Teater / Slovenia
Data del concerto: 30.11.2016
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 15,00€ (in prevendita) / 18,00€ (il giorno del concerto)

Nella sala del SiTi Teater di Lubiana sono saliti sul palco i nostri campioni del jazz fusion Moonlight Sky, che per questa serata speciale, dedicata alla presentazione del loro ultimo, quarto album in studio intitolato »The Four« (recensione su RockLine QUI), su alcuni pezzi hanno diviso il palco con due ospiti speciali, la cantante Marta Kosturska e il clarinettista Goran Bojčevski. La sala concerti del SiTi Teater quella sera era bella piena, bella prova del fatto che in più di quindici anni di carriera i Moonlight Sky si sono guadagnati un rispetto più che meritato tra gli appassionati di jazz fusion e progressive rock di casa nostra. Certo, un fatto del genere era ancora ben lontano dall’essere decisivo per la riuscita del concerto, ma ha comunque dato una mano, almeno un po’, all’atmosfera generale e a una serata magica di fusion di altissimo livello, strumentale e speziato con elementi di jazz, rock e world music, soprattutto quella dell’ex repubblica ‘sorella’ della Macedonia, che ai membri della band piace in modo particolare.

I Moonlight Sky hanno aperto il concerto con »Tour de Vir«, il pezzo d’apertura infuocato del nuovo lavoro in studio »The Four, che per l’occasione hanno eseguito per intero, anche se in un ordine diverso da quello dell’album. Tutti e quattro i virtuosi, che nel frattempo portano avanti anche altri progetti e insegnano il proprio strumento, sono stati di ottimo umore per tutta la serata e alla maggior parte dei nuovi brani hanno aggiunto, quasi di sfuggita, qualche breve improvvisazione, mentre i singoli assoli erano un vero pasto per le orecchie. I due membri fondatori, il maestro della chitarra sempre di buon umore Miha Petric e il dinamico bassista Janez Moder, erano in forma smagliante, mentre il nuovo mago delle tastiere Jan Sever e uno dei migliori batteristi che abbiamo, Žiga Kožar, sono stati a loro volta un capitolo a parte, soprattutto per le dimostrazioni di virtuosismo e per il senso speciale per le sfumature ritmiche più movimentate. Miha Petric è ormai da anni ai vertici dei nostri chitarristi più talentuosi, quindi guardarlo da vicino mentre pizzica le corde, unendo in modo praticamente perfetto velocità e delicatezza all’interno della sua tecnica straordinaria, è sempre un piacere.

Durante »Nearest to Inexpressible« ci ha sorpreso nel modo più piacevole lo splendido assolo di clarinetto di Goran Bojčevski, che per l’occasione l’ha suonato niente meno che dal balcone, anche se verso la fine del concerto si è unito alla band anche sul palco. Dopo la presentazione di tutti i brani di »The Four«, chiusi con »But I Like the Blues«, dove la band è tornata per un attimo, a livello di stile, alle proprie radici, i Moonlight Sky hanno mostrato anche il loro amore di lunga data per la world music, in particolare per la musica popolare macedone. Sul palco hanno invitato la cantante Marta Kosturska dei Perpetuum Jazzile, che in versione solista ha cantato con grande trasporto l’evergreen »Eden baknež«. Per rinfrescarvi la memoria: nel 1962 questo brano, nell’interpretazione di Zoran Georgiev, vinse il festival Opatija ’62. Nel pezzo successivo, il brano tradizionale macedone »Da sum bistra voda«, alla Kosturska si sono uniti con grande raffinatezza i signori Petric e Moder, e insieme hanno creato un’atmosfera intima e malinconica come poche.

Durante »Kalajdžijsko oro« e »7/8 oro«, due danze tradizionali macedoni rese popolari soprattutto dai leggendari Leb i Sol, ovvero da Vlatko Stefanovski, ai Moonlight Sky si è unito di nuovo un Bojčevski in splendida forma, che col suo clarinetto temperamentoso ha fatto sì che l’atmosfera in sala, dopo due esecuzioni tranquille, quasi da ‘natura morta’, tornasse a essere vivacissima. Nel mezzo c’è stato anche qualche breve ‘duello’ solistico, spiritosissimo, tra Petric e Sever. Nel bis i Moonlight Sky, insieme a Bojčevski e alla Kosturska, che per il gran finale è tornata a cantare soltanto una strofa, hanno suonato il brano tradizionale bulgaro »Jovano Jovanke«, diventato popolare soprattutto in terra macedone. La versione che i Moonlight Sky hanno suonato quella sera si ispirava all’interpretazione dei Leb i Sol del 1986, più nota agli appassionati di fusion. I Moonlight Sky hanno chiuso il concerto con una versione eccezionale del già citato, amatissimo evergreen e, tra gli applausi scroscianti, hanno ringraziato il pubblico per il sostegno più che degno.

Al SiTi Teater i Moonlight Sky hanno regalato un’esperienza ambientale di altissimo livello e, oltre a un’interpretazione eccezionale del loro ultimo lavoro in studio, ci hanno servito anche una pittoresca selezione di evergreen dal tesoro della tradizione musicale macedone. I Moonlight Sky, ma anche i due musicisti ospiti, si meritano tutti, nessuno escluso, sinceri complimenti per un concerto eccezionale e per una presentazione più che riuscita del nuovo progetto in studio che, tra l’altro, è un risultato ottimo e già da ora si può mettere tra i migliori lavori della scena jazz fusion di casa nostra. L’unico piccolo appunto a un concerto per il resto eccellente e impeccabile dei Moonlight Sky al SiTi Teater è forse che a qualcuno di noi è mancato un po’ un pezzo più vecchio dei loro primi tre album, ma visto che al centro c’erano l’esecuzione integrale del nuovo album e una speciale selezione di evergreen macedoni che andava bene anche a entrambi gli ospiti, di motivi per essere scontenti non ce n’erano proprio.

Scaletta

1. Tour de Vir
1. Taino
3. Makedonska
4. Microcosm
5. Nearest to Inexpressible
6. Šestka
7. Alegria Light Hours
8. But I Like the Blues
9. Eden baknež
10. Da sum bistra voda
11. Kalajdžijsko oro
12. 7/8 oro
—bis—
13. Jovano Jovanke

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