The Toasters restano dei croccanti cracker SKA (3018)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data del concerto: 26.04.2018
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 13,00€

A Lubiana sono tornati i celebri alfieri della terza ondata della musica SKA, ovvero dell’era “post 2-Tone SKA”,  The Toasters, che da noi avevano suonato l’ultima volta nell’ambito del reggae festival di Tolmin dello scorso anno. Gli instancabili SKA-ioli si sono lanciati in un nuovo, vastissimo tour mondiale che, oltre all’Europa, dovrebbe toccare anche Cina, Giappone, America centrale e meridionale, Russia, con un saltino alle Hawaii, e ovviamente pure una serie di date in Nordamerica. Era la sera in cui siamo entrati nei giorni di festa, il momento perfetto per staccare la spina.  Anche se ci si poteva aspettare un po’ più di gente, quei 150 fedelissimi della band hanno comunque trovato, quella sera, il motivo giusto per fare un salto all’Orto bar e godersi la festa SKA incandescente a garanzia totale. E il celebrato quintetto dell’inarrestabile Robert Hingley (detto »Bucket«), come da copione, ha coronato il ritorno a Lubiana con un altro concerto eccellente.

Nella formazione, che va avanti da oltre 37 anni e ha alle spalle più di 5000 concerti, c’è ovviamente l’insostituibile Hingley, affiancato da una selezione di musicisti che cambia molto spesso. Su tutti, è stato un piacere vedere al basso uno dei nostri, sloveno doc di montagna e membro dei Red Five Point Star, Gašper Gantar. Hingley, insomma, non si è dimenticato di noi nel 2011, quando i Red Five Point Star aprivano le serate del tour in comune con The Toasters. Il basso di Gašper sembrava colato con l’essenza musicale di tutte le ere della band, e il tipo, che con i movimenti sul palco sembrava un filo più trattenuto  rispetto al resto del trio in prima linea (sax, trombone e naturalmente Hingley), col suo suonare eccellente non lo dava affatto a vedere. Nel momento giusto era sempre al posto giusto, con la sua morbidezza e una cinetica estremamente dinamica, che si irradia dall’intesa altamente musicale del suo modo di suonare e, naturalmente, dal caldo e pieno »groove« di basso.  

La band ha suonato, com’era ovvio, il repertorio per cui il pubblico era venuto. Un celebre mazzo di momenti salienti di una carriera che, nel suonare e nello show, non poteva certo deludere. Hingley è troppo scafato, con la sua squadra di musicisti di prim’ordine, e la band stessa è diventata troppo »popolare«, anzi, diciamo pure leggendaria. Tra le altre si sono susseguite Decisions at Midnight, poi la canzone su Madonna Go Girl, 2-Toine Army, Weekend In L.A., che Hingley ovviamente ha ribattezzato »weekend a Lubiana«, Dog Eat Dog, East Side Beat, Sitting on the Top of the World, House of Soul, Social Security, Don’t Let the Bastards Grind You Down,…

L’eccellente miscela di ritmi SKA classici e vibrazioni ribollenti, ma anche di messaggi sociali taglienti, nei The Toasters è insaporita da tante piccole o più grandi deviazioni verso altri generi e ritmi: si avverte perfino un po’ di flirt con ritmi afro e latini, ogni tanto la chitarra di Hingley »ringhia« più decisa, il che approfondisce, logicamente, il profilo punk e rock’n’roll. Insomma, The Toasters non sono la solita band SKA: spesso salano le parti iniziali in modo tale che non riesci nemmeno a immaginare dove andrà a parare il singolo pezzo. Hingley, più che in forma al microfono, con la sua Fender Telecaster a tracolla e il cappellino da baseball in testa, ha tenuto per tutto il tempo il filo rosso raccontando aneddoti spassosi e storie su cui si basano i singoli brani che The Toasters hanno suonato all’Orto bar. Insomma: allegria, energia penetrante e ribollente di vibrazioni positive, e un suonare affiatato e potente. The Toasters restano una band che non ci si perde mai quando passa dalle nostre parti. Restano inconfondibili e, ovviamente, contagiosi dal vivo quanto basta. E lo ripeto: il concerto di stavolta a Lubiana lo ha »salvato« l’eccellente bassista sloveno Gašper Gantar.

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