Klemen Kotar: Klemen Kotar & Dušni pastirji
Etichetta: Celinka
Data di uscita: 20.10.2017
Produzione: Klemen Kotar
Durata dell’album: 41:44
Genere: Jazz Rock Fusion
Se non conosci Klemen Kotar, vuol dire che della musica slovena ti importa ben poco. Soprattutto di quella che ha sostanza e non si nasconde dietro i cartelloni giganti. Klemen Kotar non ha bisogno di un’introduzione lunghissima. Basta dire che insegna al conservatorio, che è polistrumentista, compositore, produttore, arrangiatore e che in studio fa il «tuttofare». È sempre pronto a «sparare anche qualche cavolata». Un tipo spassosissimo e brillante. Non stupisce che faccia parte del quartetto parodistico Nula Kelvina: senza Klemen il linguacciuto dottore di Nova Gorica Smaal Talk faticherebbe a mettere insieme i suoi due album, non avremmo avuto i così nerboruti «Antisonetov» di Ivo Frbežar, né la vera «nova biblija prebujenja» di Ksenija Jus e Blaž Grm, per citare solo qualche goccia dell’immenso mare di progetti musicali, diversi e innumerevoli, in cui Klemen è coinvolto.
Insomma, Klemen Kotar è quell’asso e re della musica sempre a disposizione di tutti, tranne che di sé stesso. Eppure, nonostante gli anni passino in silenzio e a una velocità pazzesca, il merito più grande se alla fine Klemen si è deciso a mettere insieme il suo esordio va alla compagna di vita Klara e, ovviamente, al capo di Celinka e amico del cuore di Klemen, il celebre fenomeno della fisarmonica Janez Dovč, che nel brano Balada za slide kitaro in reverb ha infilato anche la sua nuova passione fisarmonicistica. Così Klemen si è circondato di un quartetto di musicisti affilatissimi e, proprio come lui, poliedrici e rifiniti a dovere, che conosce benissimo, visto che già prima di questo album avevano suonato insieme in una serie di jam e avevano anche già registrato. Per questo la chimica è scattata all’istante e si sente in tutto l’album «Klemen Kotar & Dušni pastirji». È un lavoro suonato con una grinta evidente, un sacco di cuore e un piacere enorme. E con lo stesso piacere lo ascolti anche tu. Dal primo all’ultimo secondo. Tutto questo è catturato nella registrazione e tutto questo può godersi chi ascolta. Un album assolutamente «non vocale»!
Qui non ci sono paletti di genere. Sei brani, tutti belli lunghi, vantano una bella varietà di temi, svolte inaspettate e un modo di suonare (un’interpretazione) brillante e spiritoso, che trasmette a chi ascolta una sensazione di spontaneità. In questa varietà, Klemen e compagnia si muovono tra i materassi a molle del jazz, della world music e del rock. Fusion. Ma senza «pesantezza». Tutto è al suo posto e arriva al momento giusto. Di acrobazie soliste ce ne sono a vagonate e, ovviamente, esaltano! Ma sono allo stesso tempo ben bilanciate da passaggi di facile ascolto, dove la band mette in primo piano la compattezza dei temi e quella buona dose di musicalità che in questo tipo di album fusion spesso manca da morire. L’album «Klemen Kotar & Dušni pastirji» non finisce mai nel vicolo cieco della «pesantezza» e della frammentazione dei temi: la squadra si riprende sempre con decisione e si sveglia al momento giusto, per non oltrepassare la linea di confine che porterebbe il disco nel regno dei possibili eccessi musicali, quelli riservati alle stravaganze d’avanguardia. Klemen ha tirato fuori il meglio dai suoi compagni e viceversa. L’intesa reciproca è eccezionale. Non dimenticarti che quello che hai davanti è in realtà un album dal vivo, registrato il 10.06.2017 nell’ambito del Godibodi festival (Hostel Celica, Lubiana), che vale al tempo stesso come esordio solista, con materiale originale al 100%. Quello che faceva un tempo il rivoluzionario Frank Zappa. I ragazzi hanno consegnato un vero album, uno dei picchi del 2017 sulla scena musicale slovena.
Klemen è senz’altro l’ideatore e il direttore d’orchestra di questo documento, ma di certo non il suo dittatore. Per questo il suo sassofono è solo una parte della storia e non certo la figura centrale dell’album. Tutti gli strumenti hanno a disposizione uno spazio espressivo sconfinato, un paesaggio fertile per avventure soliste libertarie, e lo sfruttano a pieno sangue. È incredibile come i due chitarristi, Gašper Kržmanc e Žiga Stanonik, in un paio di momenti dell’album si «scatenino». «Graffiano» quasi nello spirito della vera ruvidezza rock, cioè nello stile della vera fusion tra jazz e rock (se paragonata ai risultati internazionali del genere). Chi li conosce solo per quello che fanno nelle rispettive band, Nula Kelvina (Kržmanc) e Help (A Beatles Tribute Band) (Stanonik), resterà a bocca aperta davanti al loro modo di suonare la chitarra in «Klemen Kotar & Dušni pastirji». E non si può certo ignorare nemmeno il lungo assolo di batteria di Kugler, che sale piano piano di intensità, si allarga su piatti e sul resto dell’«arsenale di pelli» e ricorda non poco i trucchetti di Simon Philips. L’album è pieno anche di rivolgimenti d’umore. Passaggi calmi, in certi punti quasi meditativi, si trasformano a turno in prosecuzioni accelerate e giocose per poi tornare indietro. Un’ondeggiare dinamico non-stop!
La carica che trasuda da questo album non cala fino all’ultimo secondo di musica. Una sorgente d’energia inesauribile trasformata in magia musicale. Unico sotto ogni aspetto, personalissimo, irripetibile e inimitabile. Qualcosa che per anni ha covato dentro Klemen e che per anni ha rimandato e rimandato. Ora è qui. Un album che scoprirai a poco a poco, per molto tempo. Velo dopo velo. Una volta che ti entra nelle orecchie, non vorrà più uscire dal lettore CD. Speriamo che nei prossimi anni, in un lasso di tempo ragionevole, trovi anche un successore.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 10 / 10
Tracklist:
1. Delta
2. Morriconejev izgubljeni fjord
3. Kje ste, lopovi?
4. Balada za slide kitaro in reverb
5. Predmestje
6. Dušni pastirji
Formazione:
Klemen Kotar – sassofono
Gašper Kržmanc – chitarra
Žiga Stanonik – chitarra
Miha Koren – basso
Enos Kugler – batteria
MUSICISTA OSPITE:
Janez Dovč – fisarmonica nel brano n. 4