Daniel Zimmerman (Gamma Ray, Freedom Call) (2006)

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Data dell’intervista: 08.04.2006

Daniel Zimmerman, batterista dei navigati Gamma Ray e dei molto più giovani power metaller Freedom Call, è un nome affermato della scena metal tedesca. Lo distinguono una velocità fuori dal comune sul doppio pedale, una precisione raffinata e un colpo da cannone. Dan è un gran lavoratore, uno che si approccia al proprio mestiere in modo eccezionale. Un mestiere che, prima di tutto, è legato a doppio filo all’amore per la musica, all’ordine e alla disciplina. Prima dell’esibizione dei Freedom Call a Graz (in apertura ai Rage), Dan ha accettato l’invito a spendere due parole sulla sua carriera, sulla musica dei Freedom Call, sui Gamma Ray e su tutto ciò che sta bollendo in pentola in questo momento nella sua vita musicale. Si è rivelato un interlocutore simpaticissimo e divertente, con cui si potrebbe chiacchierare per ore e ore.

Dan aveva appena finito di pranzare con i colleghi al tavolo della cucina del “backstage” dell’Orpheum di Graz, quando io e Mike Terrana (Rage) stavamo chiudendo la nostra intervista. Il furbacchione Mike ha attaccato bottone con tutta la squadra dei Freedom Call, riunita attorno allo stesso tavolo, chiedendo se volevano fare un’intervista con me. Ovviamente ero interessatissimo, e Chris, cantante/chitarrista della band, seduto accanto a Dan, ha detto che Dan se ne esce sempre con le dichiarazioni migliori, e così mi ha indicato lui come interlocutore.

Aleš: “Dan, come ti senti, il tour è pesante?”
Dan: “Per ora fila tutto alla grande. La tabella di marcia ci lascia il tempo di riposare, anche se suoniamo a ritmi serrati. I concerti per ora si susseguono senza sosta, un giorno dopo l’altro, ma nonostante questo non è difficile coordinare le cose, quindi il tempo per rifiatare lo troviamo sempre.”

Aleš: “Come vi accoglie il pubblico ai concerti, i fan sono aumentati?”
Dan: “Assolutamente. Abbiamo conquistato un sacco di nuovi fan. Abbiamo suonato perfino in qualche sala sold out, al momento per i Freedom Call va tutto a meraviglia.”

Aleš: “Com’è l’umore di tutta la band, come reagite, per esempio, quando siete sul palco?”
Dan: “Nei Freedom Call abbiamo raggiunto un punto di collaborazione ottimale. Credo che abbiamo trovato la chimica giusta nel lavoro, e per la band questo è un vantaggio enorme. Le idee per il nuovo materiale arrivano praticamente di continuo durante il tour, ce le segniamo diligentemente sui nastri, e secondo me abbiamo fatto un nuovo grande passo avanti. Ci siamo conosciuti ancora meglio, abbiamo accettato le differenze che ci sono tra noi come individui. In pratica non ci sono conflitti e nella band le cose vanno quasi in modo ideale. E dal lato creativo ancora di più!”

Aleš: “Chi scrive i pezzi?”
Dan: “Chris, il nostro chitarrista e cantante, si occupa per lo più di comporre la maggior parte della nostra musica, anche se tutti portiamo le nostre idee per dare forma al risultato finale dei brani. I testi, invece, li scrivo io.”

Aleš: “La vostra produttività è pazzesca. In pochissimo tempo potete vantare parecchi album in studio!”
Dan: “È vero. In sei anni di vita abbiamo pubblicato quattro album in studio e, per di più, un album dal vivo. Adesso abbiamo già abbastanza materiale per registrare un nuovo album in studio subito dopo la fine di questo tour. Gli abbozzi dei pezzi sono già così buoni che so che i nuovi brani saranno i migliori e anche il prossimo album sarà sicuramente il nostro migliore in studio finora.”

Aleš: “Dove hanno i Freedom Call i fan più sfegatati?”
Dan: “In Germania. La zona della Baviera attorno a Monaco di Baviera e Norimberga ci è molto favorevole, e poi abbiamo un forte sostegno a Stoccarda, Bochum e Amburgo.”

Aleš: “I Gamma Ray e i Freedom Call, due band di cui fai parte, suonano un heavy metal abbastanza simile. Riesci a spiegare dove stanno in realtà le differenze tra i due gruppi?”
Dan: “Certo che ci sono differenze tra Gamma Ray e Freedom Call! I Gamma Ray sono una band dal carattere tipicamente ribelle. I Gamma Ray si occupano di tematiche sociali, i Gamma Ray puntano il dito contro il potere e i politici. I Freedom Call vogliono essere positivi, irradiare energia positiva. E di conseguenza scriviamo anche testi che sono tutti fantasy e hanno più misticismo. Per esempio anche la voce e le chitarre di Chris sono accordate un po’ più in basso nei Freedom Call. E poi la differenza sta anche nel modo in cui nascono i pezzi. Nei Gamma Ray gira tutto attorno al riff di chitarra. Kai (Hansen – capo dei Gamma Ray) porta il riff e noi ci costruiamo attorno la canzone. Nei Freeedom Call invece le tastiere hanno un ruolo importante e prima nasce lo schema di base del pezzo, con i motivi principali alle tastiere.”

Aleš: “Sei ancora in contatto con Piet Sielck, il capo degli Iron Savior?”
Dan: “Al momento quasi per niente. Con gli Iron Savior ho suonato solo in un tour e nell’album “Unification”. Abbiamo aiutato Piet nei primi passi, nella creazione degli Iron Savior. Piet ha sempre voluto una band tutta sua. Però tra noi non c’è mai stato un accordo o un contratto per la mia presenza stabile negli Iron Savior. Con gli Iron Savior ho sempre collaborato solo come ospite. In quel periodo stavano nascendo anche i Freedom Call e ho dovuto lasciare gli Iron Savior perché non riuscivo più a trovare il tempo per suonare in tre band contemporaneamente. Io e Piet siamo amici, ma ci vediamo di rado, ogni tanto. Di solito ad Amburgo.”

Aleš: “Dan, che sta succedendo oggi alla scena heavy metal e, in generale, come vedi l’evoluzione dagli anni Ottanta a oggi?”
Dan: “Gli anni Ottanta sono stati innovativi per l’heavy metal, tutto il movimento è cresciuto. L’arrivo della N.W.O.B.H.M. ha avuto un grande impatto su di noi. Mi ricordo che ascoltavamo tutti Iron Maiden e Judas Priest. Era euforia pura. Quasi ogni giorno succedevano cose nuove che nessuno riusciva a prevedere, ovviamente in senso positivo. E così per tutta la scena metal tedesca è stato un momento decisivo il successo degli Helloween. Una delle band pioniere non anglofone ad aver sfondato in Europa. Sai com’è, gli Helloween erano gli “Iron Maiden on speed” e con questo hanno conquistato i gusti del pubblico e delle etichette. Questo ha spinto verso l’alto l’intera macchina del metal in Germania.

Aleš: “Sembra che oggi la scena heavy metal in Germania abbia una specie di primato.”
Dan: “Oggi la scena tedesca è sicuramente tra le principali in Europa, ma gli scandinavi non sono certo da meno, sono fortissimi anche loro in ogni ramo dell’heavy metal. Tra le band più recenti apprezzo in particolare, per esempio, i brasiliani Angra. Di loro mi piace questo intreccio di elementi etno-folk tradizionali nella loro versione di heavy metal.”

Aleš: “Quali batteristi apprezzi in modo particolare, hai avuto un modello?”
Dan: “Mi piace un approccio più diretto, con meno sperimentazione. Mi piace moltissimo Tommy Aldridge, poi mi piace tanto lo stile di Clive Burr e di Scott Travis. Devo citare anche Simon Phillips, di cui mi piace soprattutto l’originalità. E stavo quasi per dimenticarmi di Cozy Powell. Il suo modo di suonare ha un “groove” riconoscibile, che è stato un ingrediente fondamentale del sound dei Black Sabbath. Lui non complica troppo le cose, ma quando colpisce i tamburi capisci subito che poteva essere solo Cozy Powell. Sono un grande fan dei Black Sabath, soprattutto con Cozy Powell.”

Aleš: “Album come T.Y.R. o Headless Cross?”
Dan: “Quella formazione dei Black Sabbath mi piace di gran lunga più di tutte le altre.”

Aleš: “Pazzesco. Quanto la pensiamo uguale sui Black Sabbath!”
Dan: “Eh già!”

Aleš: “Da quanto tempo suoni la batteria?”
Dan: “Da 26 anni. Per un anno ho frequentato una scuola di musica a Vienna. Lì ho conosciuto Jeff Boudreaux di New Orleans, un insegnante eccellente. Mi ha mostrato solo qualche approccio di base alla batteria, praticamente quattro dritte fondamentali che ogni batterista dovrebbe tenere a mente. Mi ha spiegato le cose in modo semplicissimo. Così ho avuto un’ottima base su cui ho potuto costruire tutto il resto da solo.”

Aleš: “E poi? Come sono stati i primi passi sui palchi?”
Dan: “All’inizio suonavo in varie band locali. Ci mantenevamo suonando cover. Suonavamo in quella zona della Germania delimitata più o meno dalle città di Norimberga, Francoforte e Ingolstadt. Suonavamo di tutto. Dai Beasty Boys ai Simple Minds, fino ai Metallica e ai Judas Priest. Lì ho fatto crescere le mie conoscenze e la mia esperienza. Il palco è importantissimo. Ti dà sicurezza, forza, fede e fiducia in te stesso. Diventi presto molto esigente e vuoi avere accanto nella band collaboratori altrettanto forti. È sul palco che ti tempri di più e fai più esperienza.”

Aleš: “Pare che insegni batteria anche tu?”
Dan: “Eh sì. È il mio secondo lavoro e in realtà è un ottimo divertimento. Al momento ho 8 allievi che seguo nel tempo libero!”

Aleš: “Come insegnante hai mai avuto problemi?”
Dan: “Nessun problema. È capitato solo una volta di avere uno che non aveva proprio nessun talento per la batteria, ma una voglia incredibile di insistere. Veniva e veniva a lezione, ma di progressi nemmeno l’ombra. Dopo due anni eravamo ancora all’inizio e alla fine l’ho dovuto congedare io di persona, dicendogli che la cosa non aveva proprio nessun senso.”

Aleš: “Abbiamo ancora un po’ di tempo. Torniamo ai Freedom Call. Quali sono i piani prossimi?”
Dan: “Un nuovo album, dal tour andiamo dritti in studio a registrare.”

Aleš: “Come sarà il vostro show di stasera?”
Dan: “La formazione attuale suona fresca. Abbiamo due membri completamente nuovi e la chimica tra noi è ottima. Daremo il massimo come sempre e spero che i fan restino entusiasti!”

Aleš: “Su questo non ho dubbi, qualcuno è arrivato anche dalla Slovenia!”
Dan: “Che bello.”

Dan: “Raccontami qualcosa della Slovenia, dove vale la pena andare in vacanza?”
Aleš: Uff, difficile dirlo. La Slovenia è così piccola che si gira tutta in un giorno. Montagne e mare insieme. Come prima tappa ti consiglio Bled e il lago di Bled. I turisti ne vanno matti. Con questa scelta non ti perderai proprio niente.”
Dan: “Un mio amico ha parlato benissimo della Slovenia, era contentissimo della visita!”

Aleš: “Domani, visto che non avete il concerto a Zagabria perché è stato annullato, potreste fare una sosta in Slovenia lungo la strada.”
Dan: “No, no. Nei tour, subito dopo il concerto andiamo dritti alla location del concerto successivo. In questo caso, visto che domani non suoniamo a Zagabria, potremo preparare tutto il necessario per lo show a Treviso già un giorno prima, e questo è un gran vantaggio. Saremo riposati e preparati ancora meglio.”

Erano scoccate le 19:45 e Dan ha dovuto trovare in fretta la strada per il palco, dove i “roadie” stavano già montando e “avvitando” con zelo la sua batteria, così ci siamo dovuti salutare, visto che a Dan mancavano solo 15 minuti all’esibizione dei Freedom Call.

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