Vichinghi infreddoliti: idee musicali, progetti e un debole per le italiane (2007)

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Data dell’intervista: 06.11.2006

Due svedesi simpaticissimi, membri degli hard rocker melodici House Of Shakira (per molti intenditori la versione europea dei Journey), il chitarrista Anders Lundström e il batterista Tony Andersson, dopo il concerto degli House Of Shakira si sono prestati a rubare qualche minuto del loro tempo per una chiacchierata breve ma succosa con la squadra di RockLine. Nell’atmosfera gelida da inferno del “backstage” improvvisato, che altro non era se non la tenda di fortuna del locale Banale a Padova, i due poveretti hanno tirato su col naso per tutto il tempo, raffreddatissimi…

Aleš: “Oggi è l’ultimo giorno del vostro tour di una settimana in Italia. Com’è nato e siete contenti di come è andato?”
Tony: “In Italia ci piace stare, ma il problema è che qui fa freddo. Ci siamo ammalati tutti. Siamo vichinghi, eppure il gelo lo reggiamo male. Nonostante questo il tour è stato buono e le italiane ci piacciono un sacco.”

Aleš: “Siete davvero in mezzo alle registrazioni del nuovo album o state ancora mettendo insieme le bozze? Da qualche parte ho letto che fate questo tour in Italia mentre registrate il nuovo disco in studio.”
Tony: “Siamo prima dell’inizio delle registrazioni. Abbiamo pronti 15 pezzi in tutto, ma ce ne servono ancora una decina per poter scegliere il materiale migliore per il nuovo album in studio!”

Aleš: “Il nuovo album porterà anche qualche cambiamento nella direzione musicale del gruppo?
Tony: “In realtà no, anzi, col sound torniamo all’inizio. Sarà una roba abbastanza simile a quello che facevamo su “Lint”, il nostro primo album. Sarà più vicino a “Lint” che al nostro ultimo album in studio, “First Class”.

Aleš: Vi ho osservato durante il “sound check”. Si sentiva un approccio professionale, un perfezionismo e una precisione fuori dal comune. Questa vostra dedizione al lavoro si può trasferire anche in studio?”
Tony: “I pezzi li limiamo finché non ne siamo completamente soddisfatti. Al momento siamo senza etichetta e abbiamo tempo a volontà. Vogliamo davvero fare il meglio che sappiamo e possiamo.”

Aleš: “Quindi dare una data approssimativa per l’uscita del nuovo album, in questo momento, è praticamente utopia?”
Tony: Ah, ah, ah. Meglio non promettere niente, ma se proprio devo sbilanciarmi, il nuovo disco con ogni probabilità non uscirà nemmeno l’anno prossimo!”

Bojan: Quali sono le vostre influenze musicali più grandi?
Tony: Uff,…

Bojan: “È evidente che i Journey sono uno dei gruppi più importanti che hanno influenzato gli House Of Shakira, giusto?”
Tony: “Gli House Of Shakira sono cinque personalità molto diverse! Cinque influenze e cinque gusti musicali differenti. Personalmente, prima di entrare negli House Of Shakira i Journey non li avevo mai sentiti.”

Bojan: “Mai?”
Tony: “Mai. Quando sono arrivato negli House Of Shakira ascoltavo Black Sabbath, Deep Purple, Iron Maiden. Ascolto anche tanto jazz, poi fusion. È così che ho conosciuto Peer. Siamo andati insieme alla scuola di musica negli Stati Uniti. Siamo molto diversi per quanto riguarda i gusti musicali.”

Aleš: “Interessantissimo, allora in pratica potete suonare di tutto!”
Tony: Eh, puoi davvero aspettarti di tutto. Quanto all’AOR, però, nel gruppo c’è un solo membro che ascolta AOR! Il chitarrista Mats!”

Aleš: E i tuoi modelli musicali, Anders? Al “sound check” per esempio abbiamo potuto sentire i tuoi riff di Heading Out On A Highway.”
Anders: “Sì, vero. Judas Priest, Led Zeppelin, AC/DC. Quanto ai Journey, devo ammettere che li ho scoperti molto tardi. In pratica è l’unica band AOR che riesco ad ascoltare, parlo solo per me.”

Aleš: “Forse è una domanda scomoda, ma la faccio lo stesso. Se guardiamo le copertine, soprattutto quella del primo album “Lint”, e alcuni vostri versi di quel disco, si può dedurre che i vostri messaggi abbiano anche un lato spirituale, si sente un’energia positiva nella musica, a ogni passo?
Anders: “Scriviamo di tutto un po’. Di certo non siamo concentrati solo sulla spiritualità, cerchiamo di far confluire nella nostra poesia tutti gli aspetti della nostra vita.”

Bojan: “Avete mai suonato negli Stati Uniti?”
Tony: “Io sì, ma mai come House Of Shakira. Con gli House Of Shakira lì non abbiamo mai suonato, in nessun concerto in proprio.”

Bojan: “Avete in programma di suonare anche negli Stati Uniti?”
Anders: Il problema sono i promoter negli Stati Uniti. I fan vorrebbero che andassimo a suonare, su quello nessun problema, il guaio è che questa musica non la sostiene nessuno. Non la sostiene in senso finanziario. Nessuno è disposto a pagare le nostre esibizioni, perché nessuno sostiene il genere musicale che portiamo avanti! Dovremmo pagare noi per poter suonare.”

Bojan: “Si apre la possibilità che l’anno prossimo suoniate in Europa come gruppo spalla dei Def Leppard?”
Anders: “Sì, è vero. Però, come dicevo, anche qui ritorna lo stesso problema. Devi pagare. E quel sostegno purtroppo non ce l’abbiamo.”

Aleš: “Come funzionate voi House Of Shakira come unità? Nel processo di composizione, durante le registrazioni in studio, chi scrive la musica?”
Tony: “Di solito Mats arriva con un’idea e comincia a suonare. Poi lo fermiamo e diciamo: “No, no, no, no! Così non va.” Poi ne parliamo e ricominciamo a costruire tutto da capo. Il più delle volte succede che i nostri due chitarristi, Mats o Anders, portano prima le loro idee, poi ci aggiungiamo noi altri con le nostre proposte e le nostre idee.”

Bojan: “Quindi ognuno porta la sua parte!”
Tony: “Esatto. Poco fa, subito dopo il concerto, parlavo con un fan che, a proposito di un nostro pezzo che avevamo suonato, ha detto che era il migliore che abbiamo mai fatto. Però è nato esattamente con lo stesso stampo di tutti gli altri. Ingenuo! Come una battuta innocente in studio!”
Anders: Può succedere del tutto a caso, per esempio anche durante il “sound check”, poco prima dell’esibizione dal vivo”.

Bojan: “Vi capita mai di voler suonare, con certi arrangiamenti, simili a un artista in particolare?”
Anders: “Mai. Vedi, ogni nostro album e ogni nostro pezzo è il riflesso dello stato d’animo del gruppo in quel momento, dello stato d’animo del momento. Ma non proviamo mai a copiare nessuno.”

Aleš: “Oggi al vostro concerto qui a Padova c’era pochissima gente. Perché?”
Anders: “Eh, questo è uno dei lati tristi di questo tour. Due mesi prima di partire ho spedito ai promoter locali 90 poster in tutto. In quella settimana che siamo stati in Italia non ho visto, né per strada né sui muri degli edifici dei locali in cui abbiamo suonato, un solo, singolo poster.”

Aleš: “Impossibile!”
Anders: “Sì, eppure è successo. A Roma, per esempio, siamo stati ascoltati da cento persone scarse. Ti rendi conto, nella capitale d’Italia? Da questo punto di vista siamo davvero delusi, perché siamo stati privati di un grosso capitale che una promozione fatta come si deve da parte degli organizzatori locali ci avrebbe potuto portare, come siamo abituati altrove.”

Aleš: “Una cosa davvero triste!”
Anders: “Mi dispiace anche per Emilio (organizzatore di Bologna Rock City, che ha organizzato il concerto degli House Of Shakira a Padova, n.d.r.). Ci ha invitati con grande entusiasmo e ha fatto davvero il massimo per tutto!”

Bojan: “E cosa ne dite del fenomeno Hammerfall?”
Anders: “Oddio, che orrore! Gli Europe, per esempio, sono fantastici, sono davvero ottimi, un perfezionismo senza paragoni, la loro opera merita tutto il rispetto. Ma gli Hammerfall, quelli sono una vera presa in giro per il rock!”

Aleš: “In questa sala, al banchetto dove vendevate il merchandising ufficiale, non ho visto gli altri vostri due album in studio, “III.” e “On The Verge”. Come mai?”
Anders: “Per via dello scarso sostegno promozionale della nostra ex etichetta.”

Aleš:”Grazie a Bojan, prima di questo concerto ho ascoltato almeno due album in studio, “Lint” e “On The Verge”, quindi per fortuna non siamo arrivati al vostro concerto del tutto impreparati.”
Anders: “Hai “On The Verge” a casa?”

Aleš: “Ce l’ha Bojan.”
Anders: “Incredibile. Quell’album io non l’ho mai toccato in vita mia, figuriamoci averne una copia. Non so nemmeno quale etichetta l’abbia pubblicato!”

Aleš: “Anders e Tony, grazie a entrambi per il vostro tempo prezioso e per la piacevole chiacchierata. Vi auguriamo di fare il miglior nuovo album possibile, tantissimi concerti e di rivederci. Magari alla prossima occasione la squadra di RockLine verrà allo Sweden Rock Festival in Svezia.”
Anders: “Sarebbe fantastico, se ci sarà qualcosa del genere in ballo, mandate pure una mail al mio indirizzo, e grazie anche a voi per tutto il supporto, spero di rivederci presto.”
Tony: “Grazie mille anche da parte mia!”

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