Mary Rose: dalle ceneri alla vita sulle ali della fenice (2007)

0 8

Autore: Sandi Sadar Šoba

Data dell’intervista: 09.02.2007

 Sabato, le sette di sera. Il meteo ha deciso di restare su un grigiore morboso, che almeno un po’ viene mascherato dal buio sceso sulla nostra capitale, così noi tre moschettieri e una giovane dama ci siamo messi in marcia verso Sesana. Il motivo per lasciarci alle spalle la conca di Lubiana è piuttosto valido e fondato: i Mary Rose di Postumia si sono versati nei motori creativi una nuova benzina di fuoco ispirato e hanno superato una pausa di più di dieci anni. Anzi, di più: l’anno scorso è uscito il nuovo, secondo album Feniks. Prima del concerto al Piano bar di Sesana ci siamo quindi diretti al loro tavolo per sentire che aria tira davvero. Si è visto subito che i ragazzi non sono solo bravi musicisti, ma anche gente di cuore e prontissima a farsi intervistare. La chiacchierata è partita al volo, perché l’orologio li stava già spingendo piano piano verso il palco…

RockLine: Un saluto ragazzi. Non si può certo dire che siate dei novellini del mestiere, visto che dal disco Rocks Off sono passati ormai più di dieci anni. Poi c’è stata una morte quasi clinica della band, e adesso rieccovi. La formazione è nuova. Come si sente i Mary Rose nel nuovo millennio?

Eki: Adesso ho voglia di suonare, e la nuova formazione ha dato alla band energie fresche. Che dire? La chimica è ottima. La voglia di fare musica è enorme e sincera, e i punti di vista nuovi sulla musica non possono che far bene e aiutare ad andare avanti. In passato, quando stavamo ancora capendo cosa volevamo, ai tempi del primo disco (Rocks Off, n.d.r.) cantavamo quasi solo in inglese, e faceva cagare…

RockLine: Ai tempi, nel periodo del tardo splendore dell’hair rock sloveno e di band come Šank Rock e Chateau, sappiamo che rapporto c’era con il rock in Slovenia. E oggi? Come lo accoglie il pubblico, i Mary Rose, e voi che rapporto avete con lui?

Eki: In realtà non ci facciamo troppo caso, ma la reazione del pubblico è in generale positiva, ed è una gran cosa. Soprattutto se l’unica cosa per cui vale la pena tenere duro è davvero una gran voglia di suonare… La fame di creare. Quello che facciamo lo facciamo volentieri e col cuore. È quello che facciamo nei Mary Rose, davvero.

RockLine: Sappiamo come sono andate le storie di successo dei vostri contemporanei citati nella domanda precedente. Voi, si potrebbe dire, avete mancato per un soffio il timing perfetto e il biglietto per salire sul treno del successo. Vi dà fastidio che col disco d’esordio siate stati ignorati ingiustamente?

Eki: Neanche per sogno. Non ho questa sensazione. Il punto è che una cosa ti piace farla. Semplicemente ci si sono girate le palle. Vabbè, i tempi cambiano. Non sempre in meglio. OK… Adesso non è che ogni concerto sia su palchi giganti, ma fa lo stesso. Oggi siamo in un localino, ma volevamo suonare perché, come ho già detto prima, alla fine è questo che pesa di più ed è la cosa più importante: suonare e godersela. Sia sul palco che sotto. Per questo abbiamo trovato un compromesso. Suoniamo parecchi pezzi. Qualcuno per il pubblico e il suo divertimento, qualcuno per la nostra anima.

RockLine: Una specie di medley commerciale un po’ misto?

Eki: Si potrebbe dire così, sì. Anche se… Comunque puntiamo parecchio sul materiale nostro, perché alla fine i Mary Rose sono una cosa viva e che lavora onestamente, no?

RockLine: E in tutto questo tempo avete partorito anche un nuovo disco. Feniks. L’uccello nel cui fuoco il vecchio brucia e dalle ceneri spunta qualcosa di nuovo. Significativo… Che impressioni avete?

Eki: A differenza di una volta, stavolta il lavoro sul nuovo progetto è filato via in modo molto spontaneo e in un clima del tutto rilassato. I risultati sono arrivati da soli e ne siamo contenti. Anche dell’accoglienza e di tutto il resto. Penso che anche il pubblico sia stato soddisfatto del risultato del nostro lavoro e dell’impegno.

RockLine: A livello di suono si sente parecchia freschezza, ma viene la sensazione che, in tempi in cui il rock vero scarseggia sempre di più, si tratti di un ritorno alle radici…

Eki: Eh sì, si può dire così. È una combinazione. Di suono vecchio e nuovo, che però sprigiona energia, e probabilmente il merito è di questa che è la migliore formazione dei Mary Rose di sempre! Della vecchia formazione sono rimasto solo io… Il resto è forza fresca, idee, gente nuova. La cosa più importante è non star lì a piangere su quello che è stato. La musica è quella che conta di più. Nei Mary Rose condividiamo la passione per questo e allo stesso tempo ci intendiamo alla grande. Il suono, poi, rappresenta quello che sentiamo di più noi stessi. Perché cambiare qualcosa?

RockLine: Il tuo arrivo, Žak, è stato un bel cambiamento. Perché collaborare con i Mary Rose? I croati non hanno musicisti così?

Žak: Certo che ce li hanno. Non è questo il punto. Si tratta dell’unicità e della dedizione dei Mary Rose. È un vero piacere lavorare con questi ragazzi…

RockLine: Il disco ha raccolto belle recensioni. E per il futuro, qual è il piano?

Žak: Posso dire senza pensarci che è uno sviluppo costante. Spero davvero che per il prossimo disco non ci vogliano di nuovo una decina d’anni. Magari un DVD o qualcosa di simile, ma soprattutto tanti bei concerti, che sono il modo migliore per far conoscere alla gente quello che i Mary Rose rappresentano davvero. Insomma: azione!

RockLine: So che la domanda è ormai stra-sentita, ma la faccio lo stesso: avete mai pensato di sfondare oltre i confini sloveni?

Žak: A Fiume, curiosamente, ci conosce un sacco di gente. Abbiamo venduto addirittura qualche nostro disco. Credo una ventina di copie, anche se i testi sono in sloveno. Conta il vibe, insomma. Per quanto riguarda i piani più grandi, vedremo. Con i Mary Rose possiamo fare ancora parecchie cose. Vedremo!

RockLine: Il palco chiama! Grazie mille per la chiacchierata.

Žak: Grazie mille anche a voi, per il sostegno, quello vero. Grazie e un caro saluto a tutti i lettori di Rock Line!

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie