Kiko Loureiro porta RockLine dentro la storia degli Angra (2007)
Data dell’intervista: 07.03.2007
Club Planet Music (Vienna, Austria), ore 18:15! Dopo la cordiale accoglienza del tour manager degli Angra, Andre, ho espresso il desiderio di fare un’intervista a Eduardo Falaschi, cantante degli Angra. Ovviamente, quando ti si presenta l’occasione di intervistare gli Angra, il nome che salta subito in testa è Kiko Loureiro, ma il motivo del mio desiderio era un altro: Kiko arriverà a Lubiana cinque giorni dopo questo concerto degli Angra a Vienna, dove terrà una clinic di chitarra all’Orto Bar (13.03.2007, alle 21.00), quindi con Kiko ci sarà comunque modo di sbizzarrirsi a Lubiana con qualche discorso “strettamente chitarristico”.
Così io e “Johnny” abbiamo aspettato quasi due ore piene, e nel frattempo i padroni di casa Nasty Habits avevano già attaccato il loro set. Per fortuna, alla fine, Andre ci ha salvati dal suo “tirare avanti” di seconda categoria e ci ha invitati nel “backstage”. Con nostra grande sorpresa, ci ha raggiunti Kiko Loureiro! Evidentemente Andre aveva un po’ confuso i nomi nella sua memoria, ma va be’. È un lavoro faticoso, quello del tour manager. È stato fantastico trovarsi davanti a Kiko, la forza trainante della band, un interlocutore gentilissimo e un virtuoso della chitarra fuori dal comune. Così mi sono concentrato rigorosamente sulle domande sugli Angra, mentre la “chitarristica” o “chitarrologia” l’abbiamo lasciata in pace, che questo tema aspetti Lubiana.
RockLine: “Quanto sei soddisfatto di come sta andando il tour?”
Kiko: “Molto, molto! In realtà abbiamo cominciato il tour a ottobre dell’anno scorso, in Brasile, dove abbiamo toccato tutte le città principali. È andata alla grande. In Giappone abbiamo partecipato al Loud Park festival, dove suonavano anche band come Megadeth, Slayer e Anthrax. Sempre in Giappone, a febbraio, abbiamo fatto 8 concerti insieme ai Blind Guardian. Il tour europeo sta procedendo come previsto! Abbiamo fatto sei date tra Francia, Portogallo e Italia. Adesso ci restano solo tre concerti: qui oggi a Vienna, domani in Germania e fra tre giorni l’ultima data in Russia! In Francia e in Italia gli Angra hanno sempre più successo nei tour, mentre qui in Austria abbiamo soprattutto la possibilità di farci conoscere e consolidare il nostro nome.”
RockLine: “Uno come me, che vive in Slovenia, deve avere una fortuna sfacciata per vedervi suonare vicino a casa, stavolta per esempio in Austria. Come mai?”
Kiko: “Guarda, in Scandinavia, Germania e Austria il nostro nome non ha attecchito come nel resto d’Europa (Spagna, Portogallo, Italia, soprattutto Francia). Il nostro obiettivo è costruirci un nome anche nei paesi di lingua tedesca e in Scandinavia.”
RockLine: “Com’è che stasera suonate con leggende come gli UFO?”
Kiko: “In realtà non sapevo proprio niente del fatto che stasera suonassimo insieme agli UFO. È tutta roba che gestisce il promoter. Per quanto mi riguarda, personalmente per me significa tantissimo. Gli UFO sono la bibbia del rock, li rispetto un sacco, da loro ho imparato tanto! Stimo moltissimo il loro Vinnie Moore, che è un chitarrista davvero eccezionale!”
RockLine: “L’ultimo concerto di questo tour in Russia è in realtà la prima volta degli Angra in quel paese. Che aspettative hai?”
Kiko: “Non so, davvero non so… Mi piacerebbe prendermi un po’ di tempo per rilassarmi quando arriviamo, vedere Mosca, respirare il ritmo della città, del paese… So che in Russia suoniamo in una sala grande e che ci sarà un sacco di gente. A Mosca mi aspetto un pubblico molto energico e rumoroso al nostro concerto. Può diventare davvero bollente!”
RockLine: “Parliamo un po’ anche del vostro ultimo album in studio “Aurora Consurgens” (InsideOut Records, ottobre 2006). Per me è il vostro album più maturo finora.”
Kiko: “Uh, questo è molto bello, grazie!”
RockLine: “Cosa ne pensi, com’è nato? Come lo paragoneresti agli altri album degli Angra?”
Kiko: “A dire il vero non ci ragiono nemmeno più di tanto. Vedi, gli Angra hanno tanti lati musicali. C’è una forte componente sperimentale, o progressive, in tutto il nostro modo di esprimerci. Ci piace costruire grandi melodie e lunghi passaggi strumentali, ci piace essere complessi, ci piace aggiungere elementi di etno-folk brasiliano, soprattutto ritmi extra, una base di percussioni. Il tutto è impregnato di heavy metal, però da noi non sentirai mai un heavy metal diretto e semplice.”
RockLine: “”Aurora Consurgens” ha bisogno di parecchio tempo per entrare nelle orecchie.”
Kiko: Questa è proprio la nostra idea. Che ogni volta che ascolti un nostro album tu scopra qualcosa di interessante, qualcosa di speciale. È l’idea di tutti noi nella band, un’idea che vogliamo portare ai nostri ascoltatori. Ci piace quindi sperimentare con l’heavy metal. Mettiamo insieme elementi classici ed elementi tradizionali della musica brasiliana, quindi magari per chi è abituato a pezzi heavy metal costruiti in modo semplice è difficile innamorarsi del nostro stile al primo ascolto. Ma dopo qualche ascolto ti prende di sicuro, tranquillo!”
RockLine: “Raccontaci qualcosa sugli anni Novanta. Come sono nati gli Angra, da dove parte la vostra storia?”
Kiko: “C’erano Rafael (Rafael Bittencourt, chitarrista, n.d.r.) e Andre Matos, il nostro primo cantante. Entrambi frequentavano il conservatorio e hanno deciso insieme di fare una band. Io e Rafael siamo vecchi amici, così mi ha chiamato per unirmi a loro. Rafael voleva due chitarristi nella band, sul modello degli Iron Maiden. Il nostro sogno era costruire una formazione sul modello degli Iron Maiden, aggiungendoci le nostre radici brasiliane. Siamo partiti come power metal con forti attributi progressive. Quella era l’idea di base.”
RockLine: “Com’è nato il nome Angra? Da dove viene?”
Kiko: “È un nome originale, viene da una lingua indigena, e dice subito che veniamo dal Brasile! Ci è piaciuto da subito un sacco.”
RockLine: “Com’erano i primissimi tempi in studio? Com’è successo che avete trovato così presto contatti così buoni in Europa per registrare il primo album “Angels Cry” (1994), che tra l’altro è un debutto eccellente,…”
Kiko: “Oh, grazie, grazie,…”
RockLine: “… all’epoca avete lavorato con l’ottimo chitarrista e produttore Sascha Paeth, e con voi ha collaborato anche Kai Hansen (Gamma Ray)…”
Kiko: Fin dall’inizio avevamo Limb Schnoor di Amburgo, un manager tedesco. È stato il nostro primo contatto con l’Europa. Lavorava con gli Helloween. Conosceva Sascha Paeth. Sascha suonava negli Heaven’s Gate, e lì c’erano anche Kai Hansen dei Gamma Ray e Charlie Bauerfiend come produttore. Eravamo completamente senza esperienza quando siamo arrivati dal Brasile. Così siamo venuti in Europa e abbiamo registrato tutto con Charlie, che era rappresentato da Limb come manager, il quale all’epoca era assistente di Charlie, proprio come Sascha. Registravamo nello studio di Kai Hansen ad Amburgo. Lì è cominciata la nostra lunga amicizia, che dura ancora oggi.”
RockLine: “Negli anni Novanta la prima formazione ha realizzato tre album eccezionali, ma cos’è successo agli Angra a cavallo del millennio, dopo l’album “Fireworks” (1999)?”
Kiko: “Vedi, per noi era difficile tenere insieme cinque ego così forti nella band. Eravamo stati insieme 9 anni. I rapporti non erano più così freschi, ci eravamo un po’ stufati l’uno dell’altro, forse eravamo un po’ esausti, la collaborazione e i legami… tutto ha iniziato a incrinarsi. Sono stati momenti duri per gli Angra. La band si è spaccata in due metà. Avevo due possibilità. Fare una band completamente nuova con un nuovo nome, oppure tenere il nome Angra e continuare il percorso musicale sotto quel nome. Il management, le etichette e alcune persone importanti del music business in quei momenti mi hanno sostenuto nel mantenere il nome Angra, nel mantenere la nostra visione musicale di base. A far pendere l’ago della bilancia verso il tenere in piedi la band è stata soprattutto la nostra popolarità di allora in Giappone, ancora più grande che a casa in Brasile, poi c’era la Francia…”
RockLine: “Dove avete conosciuto il cantante Eduardo Falaschi e come si è unito a voi?”
Kiko: “Edu è un nostro amico di San Paolo. Per sostituire il cantante avevamo in lista diversi nomi. Ma Edu lo conoscevamo da tantissimo, e anche per carattere sapevamo che era perfetto per la nostra band. Per noi Edu è stata una scelta molto naturale, una specie di scelta logica!”
RockLine: “Torniamo più vicino al presente! Com’è stato suonare davanti ai Dream Theater? Vi abbiamo visti a Padova nel 2005.”
Kiko: “Ah, c’eri? Bello, bello… Sai, loro sono il modello della perfezione, è stato davvero stupendo. Se ricordo bene abbiamo fatto quattro concerti insieme ai Dream Theater, a Padova abbiamo suonato vicino a un castello, giusto?”
RockLine: “Villa Pisani.”
Kiko: “Sì, è stato bellissimo. Ci piace soprattutto il pubblico italiano, così caloroso!”
RockLine: “Come nascono i brani della band in studio? Chi porta le idee, come cresce un album degli Angra?”
Kiko: “Cambia da album ad album. Spesso l’idea principale la porta Rafael, oppure io. Per lo più noi due. Adesso ci sono i computer, che ci semplificano molto il lavoro. L’idea di base di solito la portiamo io e lui. Lavoriamo spesso in coppia! O come duo di chitarre, io e Rafael, oppure Edu e Rafael, o Edu e io. Funziona. Per esempio: “Fammi sentire un’idea, fammi sentire un riff,..” e così via. Poi ci ritroviamo tutti in studio e suoniamo insieme. E l’idea di base comincia a cambiare. All’inizio sono piccole modifiche… poi alla fine nascono pezzi con grandi arrangiamenti…”
RockLine: “Tu e Rafael, come duo di chitarre, funzionate davvero come un matrimonio perfetto?”
Kiko: “Sì, è vero. Ci conosciamo da tantissimo. Stiamo insieme da un sacco di tempo.”
RockLine: “E un nuovo album dal vivo? Puntate a qualcosa del genere?”
Kiko: “Abbiamo un album live dal tour di Holy Land, l’EP “Holy Live” (1997), poi è uscito un altro album dal vivo dal tour di Rebirth intitolato “Live At Sao Paolo” (2002), quindi al momento non abbiamo in programma un’uscita live. Comunque la voglia c’è sempre. Registriamo sempre durante i concerti, ma non posso dirti quando gli Angra pubblicheranno di nuovo un album dal vivo.”
RockLine: “E gli Angra in versione acustica “unplugged”, c’è qualcosa in cantiere?”
Kiko: Queste idee ci sono da sempre. Riarrangiamenti acustici, certo. Ma a breve termine non è nei programmi. Penso però che alcuni pezzi degli Angra siano perfetti per essere spogliati e rifatti in veste acustica.”
RockLine: “Che differenza c’è tra essere in tour in Europa ed essere a casa in Brasile?”
Kiko: “La differenza principale, quando sei lontano da casa, è che sei sempre esposto a qualche cambiamento. Visiti città diverse, culture diverse, succede sempre qualcosa di interessante. Ieri abbiamo suonato a Milano, oggi siamo qui a Vienna…. Mi piace davvero un sacco. In Brasile siamo a casa. Ovviamente non lo sentiamo così forte quando siamo in tour a casa nostra. Però anche quando siamo via, in tour su un altro continente, anche solo per dieci giorni, non vediamo l’ora di tornare a casa. Anche quando c’è una pausa più breve nel tour, ne approfittiamo e a volte torniamo a casa anche solo per tre giorni, poi ripartiamo con il tour. Al momento siamo via da casa da parecchio. Come ti dicevo, prima a febbraio 15 giorni di tour in Giappone, poi l’Europa, prima la Francia, adesso siamo qui, a un passo dalla fine, poi mi aspetta la clinic di chitarra, gli altri ragazzi saranno già a casa in quel momento. Quindi sono due mesi in tutto che non torno a casa, ma comunque è una cosa molto bella. È il mio stile di vita, mi piace e mi ci trovo bene.”
RockLine: “Come mantenete la forma, una buona condizione fisica in tour?”
Kiko: “Bella domanda!”
RockLine: “Giocate a calcio, correte, basket,…?”
Kiko: “Vero. Bisogna starci molto attenti. Ma è una cosa più psicologica che fisica. Soprattutto in testa deve essere tutto chiaro. Una parte molto importante è l’amicizia tra i membri della squadra. Soprattutto contano le cose che possono incrinare il clima positivo e il benessere, per esempio la preparazione del suono durante i concerti. Anche se hai energia, voglia e carica, e la squadra tecnica ti prepara un suono pessimo, non va per niente bene. Intacca la condizione psicologica, la sicurezza in se stessi… può portare a uno stress che poi sul palco sentono anche le persone che vengono ad ascoltarci ai concerti. È in pratica il fattore decisivo, che poi influisce sul benessere di tutta la squadra, sul benessere degli Angra, sui nostri rapporti reciproci, sulla nostra amicizia. Tutto questo si riflette prima di tutto nell’immagine dei nostri concerti. Però siamo tutti abituati. A volte qualcosa va storto, eppure…. Ci unisce l’amore per il partire in tour, per essere in viaggio, per poter suonare insieme…. Con questo possiamo superare tutto. Sai, capita che a volte non mangi normalmente, non dormi normalmente e così via, magari ti manca la famiglia… ma d’altra parte succedono tante cose belle che ti tengono su.”
A un certo punto qualcuno dello staff tecnico fa capolino dalla porta e ci avvisa che dobbiamo chiudere l’intervista, perché siamo nella stanza dove hanno lasciato la roba gli “eroi locali dell’Austria” Nasty Habits, che stanno giusto terrorizzando la folla del Planet Music con l’ultimo pezzo del loro set e stanno per arrivare nel loro “camerino” – già solo il nome Nasty Habits dice che in momenti così non sarebbe saggio incrociarli.
La cosa mi manda in confusione e….
RockLine: “Ehm, ehm, cosa volevo chiederti, mi sono perso…”
Kiko: “Eh, sai, sono le pressioni. Stress, stress, ah, ah, ah, ah,….!”
RockLine: “Decisamente! Ora dobbiamo essere all’improvviso veloci ed efficienti, e mi manda in tilt….”
RockLine: “Il nome Angra è in continua evoluzione, offrite sempre qualcosa di nuovo.”
Kiko: “È molto bene per noi.”
RockLine: “Alle spalle avete già un bel po’ di chilometri percorsi. Avete due storie: una degli anni Novanta e una, con una squadra rinnovata, nel nuovo millennio. Come vedi il punto di sviluppo raggiunto dall’attuale formazione degli Angra? Com’è questa squadra, quanto sei soddisfatto?”
Kiko: “Molti ci vedono come due storie e c’è parecchio di vero. È interessante che le cose siano parecchio diverse nella squadra, per quanto riguarda i rapporti, mentre la musica non è cambiata granché. Se devo essere sincero, scrivo la nostra musica sempre esattamente allo stesso modo e mi piace. Questa libertà resta. E ora c’è un’altra squadra, che accoglie le mie idee in modo diverso rispetto al passato. Mi piace questa energia nel gruppo, collaboriamo bene. Cerchiamo di continuo di scoprire e allargare nuovi orizzonti della nostra visione musicale. Ci perfezioniamo di continuo. Ci alleniamo, studiamo musica…. Torniamo al passato, esploriamo le radici, esploriamo l’influenza delle vecchie band su di noi, ci spinge sempre una sfida, quella di creare qualcosa di nuovo, di crescere… Sono sempre pronto a perfezionarmi, attraverso diverse direzioni musicali, e credo che tutti nella band siamo sulla stessa lunghezza d’onda, da questo punto di vista. Per questo possiamo offrire sempre qualcosa di nuovo e fresco nei nostri album.”
RockLine: “E dopo la fine del tour? Dove ti porta la vita?”
Kiko: “Prima mi aspetta una clinic di chitarra di dieci giorni in Europa. Poi torno in Brasile, dove ho un concerto in cui presenterò il mio nuovo album solista in studio, poi gli Angra hanno ancora qualche concerto extra in Brasile, a maggio suoniamo nel resto del Sud America (Perù, Colombia, Cile, Argentina) e in America Centrale (Messico).”
RockLine: State preparando un DVD?
Kiko: “Non subito. Prima ci serve una pausa. Per giugno e luglio abbiamo in programma una pausa. Poi vedremo cosa fare. Un album acustico, tornare in tour per registrare un DVD, eccetera…”
RockLine: “Kiko, vorrei chiudere questa intervista e ringraziarti sinceramente per il tuo prezioso tempo e la tua disponibilità a fare questa chiacchierata per RockLine. Ti auguro una conclusione di successo della parte europea del vostro tour e ci vediamo presto a Lubiana alla tua clinic di chitarra, dove spero potremo parlare di più del tuo album solista, delle tue chitarre, del tuo modo di suonare…. Grazie di cuore!”
Kiko: “Grazie a voi! Ci vediamo dopo il nostro concerto qui, così ne scambiamo ancora due.”
Galleria fotografica
