Dani Klein – Vaya con dios (2007)
Autore: Jernej Vene
Data dell’intervista: 14.06.2007
Vene: Come influisce l’era digitale sul vostro modo di creare?
Klein: A volte il computer semplifica un sacco il lavoro, altre volte lo complica parecchio. Quando componevamo, tanti anni fa, usavamo chitarra e voce e registravamo su un piccolo registratore a cassette. Oggi ogni membro della band si porta dietro il suo computer e spesso il lavoro diventa molto complicato. Ci sono però anche funzioni del computer davvero pratiche. Quando abbiamo registrato l’album The Promise, la maggior parte delle melodie vocali le ho improvvisate su una base che il produttore mi faceva girare per una decina di minuti. Poi abbiamo ritagliato dalla registrazione le parti interessanti e le abbiamo montate insieme in un brano. Oggi in musica puoi sperimentare molto più di una volta.
Vene: Quali sono i vostri piani per registrare nuovi pezzi dopo l’album The Promise?
Klein: Al momento sto lavorando con l’autore e cantante Biko Amaro, che viene dalla Sierra Leone. Scrive musica bellissima e insieme scriveremo qualche nuova canzone. Tra un paio di settimane andrò nella mia casa in Spagna. Col quartetto proveremo a tirare fuori qualche pezzo nuovo. E con il chitarrista che mi ha dato una mano su Time flies stiamo registrando un disco in francese.
Vene: Nell’ultima raccolta di successi c’è anche un duetto con Aaron Neville dei Neville Brothers. Com’è nata questa collaborazione?
Klein: Quando abbiamo messo insieme la raccolta, abbiamo aggiunto un pezzo come extra, così da distinguerla dalle raccolte precedenti. L’etichetta mi ha proposto di fare di questo brano in più un duetto e mi ha chiesto con chi avrei voluto registrarlo. Aaron Neville ha la voce più bella che io abbia mai sentito in vita mia. Ho espresso questo desiderio, ma non avevo idea se sarebbero riusciti a realizzarlo. Alla fine si è scoperto che Neville è con la mia stessa etichetta, quindi hanno potuto organizzare tutto.
Vene: Come scegliete i musicisti per le registrazioni e i tour?
Klein: Quando lavori con dei musicisti, loro conoscono altri musicisti. I jazzisti soprattutto suonano sempre in più formazioni. Il bassista Sal La Roca lo conosco da tanto tempo. È bravissimo e ho sempre voluto esibirmi con lui, ma non avevo il coraggio di chiederglielo, perché è un jazzista. Io, infatti, non mi considero una cantante jazz. Quando alla fine gliel’ho chiesto, ha detto che l’idea lo entusiasmava. Il chitarrista è con me da quindici anni, mentre batterista e pianista li ha portati Sal.
Vene: Cosa suonate nel tour attuale?
Klein: Per lo più i più grandi successi, qualche pezzo da The Promise e un brano nuovo.
Vene: Grazie mille e tanti auguri per il futuro!
Klein: Grazie a te, in bocca al lupo!